ECONOMIA DOMESTICA

Mirafiori non riparte

Prorogati i contratti di solidarietà alle Carrozzerie. Esuberi in aumento e altre riduzioni dell’orario di lavoro. L’allarme della Fiom: “Fca concentrata sui risultati finanziari”. Uilm incalza Marchionne: “Passi dalle parole ai fatti”

I contratti di solidarietà alle Carrozzerie di Mirafiori sono in aumento e “il numero degli esuberi è in crescita”. Lo sostiene la Fiom dopo l’incontro sull’avvio, dal 28 settembre, dei prossimi 6 mesi di ammortizzatori sociali. Per l’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil le notizie non sono buone: a fronte di un organico che scende da 3.796 a 3.750, i lavoratori coinvolti dalla solidarietà passano da 1.791 a 2.110, la percentuale media di riduzione dell’orario di lavoro cresce dal 48% al 59%, così come gli esuberi salgono da 867 a 1.245. Inoltre è previsto che gli addetti al Levante, non coinvolti dalla solidarietà, siano però interessati, per la prima volta dall’avvio del Suv Maserati, da una settimana di cassa integrazione ordinaria dal 16 al 20 ottobre, senza escludere altre fermate successive.

“Il quadro che ci è stato prospettato oggi –  dichiarano Federico Bellono, segretario provinciale, e Ugo Bolognesi, responsabile di stabilimento della Fiom –  non è per nulla tranquillizzante, e infatti proprio i soli 6 mesi di contratti di solidarietà, che saranno comunque prorogati, confermano una visione ad oggi di corto respiro: all’assenza di certezze sugli investimenti si aggiungono i segnali di rallentamento dei volumi della Mito ma soprattutto del Levante. Ci auguriamo che non si riproponga lo scenario già visto alla Maserati di Grugliasco dove, dopo un avvio molto promettente di Ghibli e Quattroporte, dal secondo anno i volumi hanno iniziato a calare ed è tornata la cassa integrazione. Una cosa è certa: solo un investimento nuovo e in tempi brevi può dare prospettive al cosiddetto polo del lusso torinese e a tutti i suoi lavoratori. Il tempo non è un fattore secondario, perché non è per nulla scontato che tra un anno ci sia ancora disponibilità di ammortizzatori sociali. Chissà se le notizie di oggi riusciranno a scuotere un’opinione pubblica, innanzitutto torinese, tutta concentrata sui risultati finanziari di Fca e molto distratta sugli investimenti produttivi”.

Preoccupazioni sono espresse anche dalla Uilm. “Abbiamo scelto l’unica strada percorribile per dare ancora un po’ di ossigeno ai lavoratori – afferma il segretario generale di Torino Dario Basso –. Siamo consci del fatto che ci stiamo avvicinando alla scadenza degli ultimi ammortizzatori disponibili, dato il regime restrittivo del Jobs Act. È quindi arrivato il momento che le enunciazioni dell’amministratore delegato mettano gambe, per garantire la piena occupazione nel 2018!”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    00:11 Venerdì 15 Settembre 2017 moschettiere Ma guarda tu

    Ma chi l'avrebbe mai detto? Chi mai avrebbe immaginato che Marpionne (e Re Nzi che proprio visitando la desolazione di Mirafiori si era "gasato" come affermò lui stesso) stava prendendo tutti per il naso? Lo sento dire per la prima volta... quale infausta nuova! Per gli amanti delle statistiche, ricordo che fino a pochi anni fa la Fiat a Torino impiegava oltre 50mila persone (oggi 2mila scarse) e produceva 7100 vetture al giorno (oggi 150). Senza contare che a pochi km c'erano Rivalta, Chivasso, Arese... Ma il problema non è Marpionne che - in onore al suo nome - sa fare i suoi conti. È la classe politica la responsabile. La cara Fiat, che per anni ha capitalizzato gli utili e socializzato le perdite, sempre a braccetto con i governi del momento, non doveva essere lasciata libera di fare i propri (porci) interessi a spese di quella collettività alla quale si è sempre appellata al bisogno.

  2. avatar-4
    22:06 Giovedì 14 Settembre 2017 EXTRATERRESTRE QUESTO VUOL DIRE ESSERE LEADER MONDIALI, CON LA PROPRIETA' CHE CONDUCE DA LEADER. NON CHE ATTENDE L'AGOGNATO DIVIDENDO A FINE ANNO... DA UN CEO STRAPAGATO CHE NE FA LE PROPRIE VECI ED ALL'ESTERO (USA, UK E NL)... E NELL'ITALIETTA SOLO AVANZI

    Shoichiro Toyoda, Honorary Chairman di Toyota Motor Corporation e padre dell’attuale Presidente Akio Toyoda, spiega sul global website che la filosofia dell’azienda, che porta il suo nome, si riassume in tre C: Creativity, Challenge, Courage, sottolineando che più incerto è il futuro, più è importante avere coraggio. In generale, il tema del coraggio riveste un ruolo fondamentale nella cultura giapponese e rappresenta una delle sette virtù del bushido, il codice di condotta adottato dai samurai e largamente condiviso dalle corporation giapponesi (“courage is not blind, it is intelligent and strong” il coraggio non è cieco, è intelligente e forte). E in effetti Toyota ha sempre dimostrato di averne, di coraggio. Non solo con la scelta dell’ibrido, che risale a vent’anni fa, ma anche con quella, ugualmente importante, di localizzare la produzione in tutti i continenti in cui vende i propri prodotti. Compresa l’Europa, dove Toyota è presente dai primi anni Novanta con fabbriche in Gran Bretagna, Francia, Turchia, Repubblica Ceca, Polonia e Russia, ha investito una decina di miliardi di euro e venduto finora dieci milioni di veicoli.

  3. avatar-4
    16:10 Giovedì 14 Settembre 2017 Paladino Ingenui....

    Ma qualcuno crede ancora a Marchionne?

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