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Gtt, serve un piano “vero”

Regione Piemonte e Comune di Torino chiedono all'azienda di "asseverare" il proprio business plan per potersi assicurare il contributo del ministero e mettere in sicurezza i conti. Chiamparino: "Lavoriamo con una prospettiva pluriennale"

Un piano industriale certificato. È quello che Comune di Torino e Regione Piemonte chiedono a Gtt prima di metter mano al portafoglio e trovare una soluzione alla crisi finanziaria dell’azienda pubblica dei trasporti. È durato poco più di venti minuti il vertice istituzionale a Palazzo Civico cui hanno partecipato anche Chiara Appendino e Sergio Chiamparino, nuovamente fianco a fianco – in versione Chiappendino – per superare l’ennesima crisi piombata sulla scrivania della sindaca. Un tavolo di cui ora fa stabilmente parte anche il Ministero delle Infrastrutture di Graziano Delrio, il quale sarebbe pronto a sostenere il gruppo di corso Turati con un contributo a fondo perduto pari al 60 per cento dell’investimento per il rinnovo del parco mezzi. In soldoni se l’azienda prevede nel suo piano industriale uno stanziamento di 100 euro per l’acquisto di nuovi tram e autobus, 60 potrebbero arrivare direttamente da Roma, attraverso un fondo ad hoc. Anche per questo “è stato chiesto all’azienda di asseverare il piano di sviluppo industriale” si legge in una nota congiunta di Comune e Regione.

Le istituzioni stanno procedendo su un doppio binario: da una parte c’è la necessità di mettere in sicurezza l’azienda e di rilanciarla da un punto di vista finanziario e industriale “con una prospettiva pluriennale” come spiega Chiamparino. Dall’altro c’è l’emergenza legata alla “cassa” e cioè alle risorse effettivamente disponibili in questo momento che secondo il consigliere comunale Alberto Morano “rischiano di essere insufficienti per pagare gli stipendi” ha affermato nella riunione dei capigruppo stamani. Nel piano presentato a inizio estate da Gtt, con il supporto di Kpmg, emergeva che il gruppo al 31 luglio scorso aveva un fabbisogno di cassa, per chiudere l’anno, di 45 milioni di euro in assenza dei quali si rischiava il blocco del servizio e il mancato pagamento degli stipendi per gli oltre 5mila dipendenti. Sono state trovate quelle risorse? Dove? Al momento non è dato saperlo, mentre Chiamparino si mostra fiducioso e afferma che “secondo quanto ci ha comunicato l’azienda la situazione della cassa è sotto controllo”. Per quanto riguarda i 71 milioni di disallineamenti con l’Agenzia per la mobilità, la Regione ha confermato la disponibilità a mettere sul tavolo una cifra tra i 13 e i 19 milioni per chiudere la transazione. Un po' di ossigeno per una società alla canna del gas.  

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