ALTA TENSIONE

G7 “con spirito umanitario”
Calenda apre ai centri sociali

Il ministro tende la mano ai contestatori e auspica una “grande condivisione”. Ma mentre i "potenti" resteranno rinchiusi nella Reggia di Venaria, antagonisti e sinistra radicale si prenderanno il capoluogo piemontese

“Noi abbiamo scelto Torino come sede del G7 perché è una città industriale, aperta all’innovazione. Certo se i centri sociali torinesi si mettono a buttare in giro i manichini decapitati del ministro Poletti o dell’ex presidente del consiglio Renzi qualcosa non funziona”. Così il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda durante il convegno sul Piano nazionale Industria 4.0 alla Camera parlando dei prossimi appuntamenti G7 Lavoro, Industria e formazione nel capoluogo piemontese. “Noi vorremmo che fosse un appuntamento di grande condivisione perché queste sono tematiche fondamentali che anche quando sono tecniche vanno affrontate con spirito umanistico”, ha aggiunto il ministro.

Un appello giunto nei giorni in cui gli organizzatori del vertice sono impegnati a ridurre al minimo visite e serate conviviali dei ministri nel capoluogo piemontese; mentre cresce la preoccupazione per le iniziative messe in programma dalle associazioni antagoniste e centri sociali, riuniti sotto la sigla Reset G7, in concomitanza con il vertice. Giovedì 28 settembre è prevista una street parade notturna “che punterà il dito contro la narrazione sempre più traballante di una Torino post-industriale in cui i localini del centro avrebbero dovuto felicemente sostituire le fabbriche” si legge sul loro sito, il giorno successivo ci sarà lo sciopero provinciale dei Cobas con appuntamenti diffusi in tutto il capoluogo piemontese “per portare le istanze popolari davanti ai nuovi aristoricratici chiusi nella Reggia”. Gran finale sabato 30 con il corteo unitario che partirà dal quartiere popolare Vallette, “per arrivare a far sentire la voce dei lavoratori, dei disoccupati e dei precari fin dentro la Reggia”. A preoccupare le forze dell’ordine, in particolare, è il rischio che la protesta dilaghi a macchia di leopardo con cortei e iniziative spontanee ancor più difficili da gestire. Una cosa è certa: mentre i grandi verranno confinati nella dimora reale, antagonisti e sinistra radicale (che invece sarà ai Murazzi) occuperanno Torino.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:00 Martedì 19 Settembre 2017 Paladino Ma....

    Ma Calenda, lo è o lo fa? Ma sa di chi sta parlando? Chieda a Minniti chi sono Askatasuna & C....

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