SANITA'

Infermieri sul piede di guerra

Il sistema ospedaliero resta in "carenza di organico" e la Regione Piemonte fa orecchie da mercante. Pronto soccorso in codice rosso. Il sindacato Nursind pronto a proclamare lo sciopero. La Città della Salute pubblica la graduatoria del concorso

Evidentemente non hanno sortito l’effetto sperato, i numeri sul personale sanitario assunto forniti appena una decina di giorni fa dall’assessore Antonio Saitta. Quella che era parsa una risposta indiretta alle contestazioni indirizzate nei confronti della Regione Piemonte dal sindacato Nursind non ha placato la protesta dell’organizzazione che rappresenta una parte dei lavoratori delle professioni infermieristiche. Proprio da Nursind, infatti, arriva l’annuncio dello stato di agitazione che potrebbe preludere alla proclamazione di alcuni giorni di sciopero.  Per il sindacato “la situazione di molti presidi ospedalieri del Piemonte è in costante emergenza organizzativa dovuta a carenza di personale, in particolare infermieristico” e il coordinatore regionale Francesco Coppolella, in una nota, rileva come il sindacato “non comprenda come sia possibile dare luogo alla nuova configurazione del servizio sanitario regionale e al riordino della rete territoriale senza aver verificato la coerenza delle assunzioni, come poter sviluppare l'assistenza primaria e sperimentare le case della salute senza neanche aver predisposto un fabbisogno”.

Sul tavolo finiscono ovviamente le riduzioni dei tempi di attesa, difficilmente realizzabili a detta dell’organizzazione sindacale con i numeri di personale attuali, ma anche le difficoltà a fronteggiare le esigenze sanitarie e assistenziali “senza aver censito il personale che a vario titolo è ipotizzabile cessi dal servizio”. Nursind ricorda come “doveva essere predisposto un piano triennale di fabbisogno del personale e non è stato fatto: impegni non mantenuti e annunci che cadono nel vuoto , come ormai ci ha abituato la nostra Regione”. Nella nota si evidenzia inoltre che “molte aziende sanitarie non hanno ancora attuato l’accordo regionale sulle politiche per le assunzioni siglato lo scorso 10 marzo”.

Coppolella è duro nei confronti della Regione cui imputa non solo un’approssimazione nel “parlare di case della salute, assistenza primaria, liste di attesa senza neanche aver previsto il fabbisogno di personale e senza neanche aver dato risposta alle mille criticità dei reparti ospedalieri e alle svariate problematiche del personale”. Tra i punti caldi del sistema ospedaliero “in carenza di organico” il sindacato individua i Pronto Soccorso, con le loro “costanti problematiche che già nei giorni scorsi si sono presentati e presto si ripresenteranno poiché, nonostante il ripetersi delle costanti e gravi criticità, ancora non è stato predisposto un serio piano programmatico regionale”.  Altro nodo irrisolto la mancanza di una “graduatoria per la Città della Salute, sulle quale il nostro assessore ormai da un anno ha costruito la sua campagna mediatica senza che nei reparti non si sia ancora visto nessuno e ancora ad oggi non sappiamo quanti ne vedremo”. E poi ancora l’Oftalmico, “esempio di come la voluta improvvisazione e l'assenza di programmazione ricada sulla pelle del personale”. Dopo il confronto con la Regione, davanti al prefetto, “se non arriveranno risposte soddisfacenti” il sindacato degli infermieri è pronto a proclamare una o più giornate di sciopero.

Qualche buona notizia, intanto, arriva dalle Molinette. Il direttore generale della Città della Salute di Torino, Gian Paolo Zanetta, ha firmato oggi la delibera con la graduatoria finale del concorso per infermieri. D’intesa con la Regione Piemonte, le aziende sanitarie possono quindi effettuare le prime assunzioni. Lo rende noto la stessa azienda ospedaliera, che aveva indetto il concorso – il primo dopo otto anni – con Mauriziano, Asl Unica Città di Torino e Asl To5.

I candidati ritenuti idonei al termine degli esami sono stati 1.701. Sono 150 le assunzioni previste entro l’anno, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi dalla Regione, ma la graduatoria servirà anche per le assunzioni dei prossimi anni. Le assunzioni saranno effettuate in base alle esigenze interne e alle disponibilità finanziarie delle singole aziende sanitarie. L’obiettivo annunciato dall’assessore Saitta, è quello di arrivare grazie al concorso ai livelli del 2010-2011, quando poi il piano di rientro – da cui la Regione è uscita -impose di sostituire solo la metà di chi andava in pensione.

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