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Ricossa, economista a regola d’arte

La vena pittorica del grande maestro liberale, scomparso nel marzo 2016. Mostra di acquarelli che il professore realizzava ispirandosi alla natura e a paesaggi fantastici. Esposizione promossa dall’Istituto Bruno Leoni

Non solo economista, uno dei maggiori italiani, professore all’Università di Torino e accademico dei Lincei, nonché socio dell’Accademia di Agricoltura di Torino e vice presidente della Mont Pelerin Society, l’associazione internazionale di studiosi fondata da Friederich von Hayek. A Camera (Centro Italiano per la Fotografia) di Via delle Rosine 18 a Torino, è possibile scoprire l’inedito lato artistico di Sergio Ricossa, attraverso una mostra ideata dall’Istituto Bruno Leoni di cui fu presidente onorario, per far emergere non solo la sua vena politica ma anche la sua grande passione per la pittura e le arti figurative. Che frequentò come economista (suoi alcuni importanti studi sull’economia dell’arte), come collezionista e anche pittore, in maniera assidua en plein air ma anche in casa nel suo studio.

Nella mostra, che fa seguito all’esposizione ospitata dal Cidas a inizio del Duemila, sono esposti acquarelli degli anni '80-'90 divisi tra soggetti architettonici e naturali, fantastici e paesaggistici, ispirati al Monferrato, dove ha avuto origini la sua famiglia, alla sua amata Toscana, dove abitava nella collina sotto il Pratomagno, la dorsale tra il Casentino e il Valdarno superiore. Cieli e vallate scuri e materici, molti senza titolo, che a volte sembrano degli oli dal forte impatto emotivo. L’esposizione rimarrà aperta fino a domani 29 settembre

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