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Salone del libro, allarme rosso

Alla vigilia della riunione dell’assemblea dei soci, la perizia ribassa il valore del marchio, in un primo tempo valutato 1,8 milioni. Conti della Fondazione in grave sofferenza. Si ipotizza la nascita di un nuovo contenitore, ma comunque i debiti restano

Alla vigilia dell’assemblea dei soci, la Fondazione per il libro si ritrova con una voragine nei propri conti e il dilemma su quale soggetto utilizzare per organizzare la prossima edizione del Salone di Torino: ci sono due strade di fronte: "O ricapitalizziamo o troviamo un nuovo veicolo" ha detto oggi, durante la riunione di maggioranza, il vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna. A certificare il buco nelle casse dell'ente di piazza Bernini la perizia che ribassa sensibilmente il valore del marchio, attestato nel 2008 in 1,9 milioni, ma successivamente inserito a bilancio con valori progressivamente più bassi (1,1 milioni). Stime che risulterebbero comunque gonfiate secondo lo Jacobacci & Partners, lo studio che con Deloitte ha realizzato la perizia che ne ridimensiona il valore fino a 300mila euro. Una valutazione che manda i conti della Fondazione in grave sofferenza, mettendone a rischio la sua stessa sopravvivenza. Si valuta l’ipotesi di un nuovo contenitore, ma comunque i debiti restano.

Domattina i soci rimasti dopo l’uscita dei ministeri si incontreranno e ufficialmente dovranno decidere cosa fare del milione e mezzo messo a disposizione dalla Regione per ricapitalizzare la Fondazione e quale piano di sviluppo attuare, oppure se liquidare l’ente e costituire un nuovo contenitore. In questo incontro, però, si potrebbe finire a parlare della perizia che ribassa di molto un marchio iscritto a bilancio per un valore di oltre un milione di euro.

Dal 2012 al 2015 il valore dei marchi della fondazione è sceso da 1,6 milioni di euro a meno di 1,3 milioni di euro. Sul fatto che siano valori reali, però, ci sono sempre stati forti dubbi: la procura di Torino sta indagando e sospetta che il marchio sia stato sovrastimato per far quadrare i conti, ragione per cui a giugno sono stati notificati nove avvisi di garanzia per falso in bilancio all’ex presidente Picchioni, ad ex componenti del cda ed ex revisori dei conti. La procura non ha ancora finito il suo lavoro, l’inchiesta è in corso e potrebbe arricchirsi grazie alla perizia chiesta e ottenuta dalla Fondazione sul valore del marchio.

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