LE REGOLE DEL GIOCO

Non si vince per legge

Guerra di cifre sul sistema elettorale. Il leader dei Moderati Portas confuta le stime di Fornaro (Mdp): “Il centrosinistra non verrebbe affatto penalizzato con il Rosatellum”. Anzi, potrebbe fare l’en plein di collegi nel Piemonte 1

Altro che niente. Del Porcellum si è buttato via tutto, o almeno quell’“abominio del premio di maggioranza che ha drogato il risultato in termini di seggi, che non possono certo essere presi come riferimento oggi per valutare le conseguenze del Rosatellum, così come di qualunque altro sistema”. Parte da questa considerazione il ragionamento che il leader dei Moderati Giacomo “Mimmo” Portas fa per togliere alla legge elettorale di probabile ma non certa approvazione quell’immagine di scure sul Pd al Nord e, ovviamente, in Piemonte.

Replicando a distanza alla tesi esposta, corroborata di cifre e calcoli, dal senatore di Mdp Federico Fornaro, il deputato torinese rincuora per quanto possibile i dem piemontesi dopo la doccia gelata arrivata dall’esponente bersaniano: “Credo che con il Rosatellum nella nostra regione il centrosinistra con i Moderati – spiega Portas (ri)aprendo all’immagine del suo partito alleato col Pd, sia pure con mille riserve dopo altrettanti strappi – porterà a casa ben più di dieci o undici deputati”. Ovvio, per l’inventore del fortunato brand storicamente sodale con il Pd e spesso sua indispensabile stampella verso il centro, specie nelle elezioni amministrative, che “quei numeri che avevano premiato il Pd e portato alla Camera 21 deputati solo per il Piemonte, sono stati il frutto di un sistema poi bocciato dalla Consulta e che, qualunque altra legge, non potrà replicare”.

Insomma, “non sarà la legge oggi in discussione a ridurre drasticamente i seggi oggi occupati da Pd, semmai è stato il Porcellum a gonfiare la cifra Peraltro come era accaduto anni priva a vantaggio di Berlusconi”. Per spiegare il suo ragionamento e confutare quello del senatore di Mdp, Portas aggiunge: “Anche se si votasse con un proporzionale puro, così come se si riproponesse il sistema ispirato a quello tedesco, non si potrebbero confermare i deputati attuali. Altro invece – puntualizza – è dire che, al netto della quota portata in dote dal premio poi eliminato dalla sentenza della Corte, il Rosatellum penalizzerebbe il Pd in Piemonte. Io, anzi, sono convinto del contrario, pur ricordando che le leggi non si fanno per convenienza di questo o quel partito e che pensare di farlo non paga mai”.

Pure sui numeri dei collegi, il quadro diverge: per il leader dei Moderati in Piemonte “saranno più degli attuali otto, immagino almeno tre o quattro in più se ciascuno sarà parametrato su una popolazione intorno al 300mila abitanti”. Previsione-auspicio “moderatamente” ottimista: “In Piemonte 1 (Torino e Provincia) il Pd con noi vincerà in tutti i collegi, nel resto della regione qualche problema in più ci sarà”. Meno certa l’altra previsione, che non coincide con l’auspicio: “Ho dei dubbi sul fatto che questa legge elettorale passerà. Io me lo auguro e se arriverà in aula la voterò, però non mi nascondo che degli ostacoli ci siano”.

Sarebbe piaciuto e non certo per un mero aspetto estetico ovviamente, il Mattarellum a Portas. “Ma va bene anche questa. E nessuna disperazione davanti alla riduzione del numero di seggi, tantomeno attribuirne la causa al Rosatellum” aggiunge ribadendo il concetto: “Se si prende come riferimento il numero di deputati che il Pd con Bersani facendo il poco più del 25 per cento ha preso come avesse fatto il 55 per cento, il ragionamento non regge”. Tolti gli onorevoli eletti grazie al superpremio si arriva, sostanzialmente, ai numeri che oggi fanno scendere brividi gelati lungo a schiena a chi si appresta a tentare di rimanere a Roma così come a chi vorrebbe andarci per la prima volta. Forse basterebbe, a tutti, ricordare che tradendo il proverbio del Porcellum si è buttato via parecchio. La parte più gustosa.

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