Autonomia, non basta il referendum

I referendum per una maggiore autonomia delle Regioni defraudate da Roma sono sacrosanti. Ma in Piemonte siamo stati penalizzati dalla mancanza di iniziativa del governo regionale. Dunque seguire l’esempio di Veneto e Lombardia comporterebbe tempi eccessivamente lunghi. Diventa quindi inevitabile, se si vuol lavorare per il bene dei nostri concittadini, scegliere strade più veloci ma in grado di assicurare il medesimo risultato. Rispettando le leggi, sia chiaro, senza strappi o scelte velleitarie.

Per questo abbiamo dato vita ad un Comitato per l’autonomia regionale piemontese con l’obiettivo di negoziare direttamente con il governo romano le maggiori competenze da affidare alla Regione Piemonte e l’ammontare delle risorse piemontesi che non verranno più trasferite a Roma ma resteranno in Piemonte per la gestione dei nuovi compiti.

Ogni anno il Piemonte versa a Roma quasi 9 miliardi di euro in più rispetto a quanto riceve. Soldi che potranno essere utilizzati, ad esempio, per migliorare la sanità, per le infrastrutture e per i concorsi rigorosamente su base regionale. Inutile continuare ad inventarsi concorsi su base nazionale per insegnanti che arrivano in Piemonte, si mettono in malattia e chiedono il trasferimento nel territorio di provenienza lasciando le classi piemontesi prive di insegnanti. E lo stesso vale in altri settori del pubblico impiego. Con maggiori risorse a disposizione sarà inoltre possibile investire di più in ricerca e sviluppo, favorendo la crescita dell’economia piemontese con ricadute positive per l’intera Italia.

*On. Roberto Rosso, capogruppo Direzione Italia, Comune di Torino

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