LA SACRA RUOTA

Fca, piena occupazione (ancora) lontana

L'impegno di Marchionne difficilmente verrà mantenuto entro il 2018. Del secondo modello previsto a Mirafiori non c'è ancora traccia, mentre continua la cassa integrazione. Il bilancio della Fim: "Lontani dagli anni bui, ma occorrono investimenti"

A Mirafiori l’incremento dei volumi nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2016 è del 67,8%, da 22.350 a 37.502 vetture. In particolare è triplicata la produzione del suv Levante passata da 9.760 a 26.508 unità, “numeri che Mirafiori non vedeva da cinque anni” come sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl. Si è ridotto l’impatto dei contratti di solidarietà, anche se “nell’ultimo trimestre dell’anno le norme cinesi sulle esportazioni a stock hanno determinato una inversione di tendenza con un maggiore uso dei contratti di solidarietà e la richiesta di due settimane di cassa integrazione. “La partenza del secondo modello è fondamentale per Mirafiori sia per cogliere l’obiettivo della piena occupazione, sia per evitare la fase di esaurimento degli ammortizzatori sociali nel settembre 2018”. Sul secondo modello, da mesi ormai i sindacati pressano l’azienda richiedendo delle garanzie che a oggi non esistono.

Secondo Uliano, che ha presentato a Torino i dati sulla produzione del terzo trimestre negli stabilimenti di Fca, difficilmente nel 2018 si raggiungerà la piena occupazione dei 56mila addetti in Italia, pur essendo come obiettivo “molto vicino”. Siamo lontani dai periodi bui del 2014 quando il 40 per cento dei lavoratori usava gli ammortizzatori sociali, mentre oggi la percentuale è dell’8 per cento”. A rendere improbabile la piena occupazione, obiettivo indicato dallo stesso Marchionne per il 2018, secondo Uliano è la mancanza di alcuni tasselli: il lancio della vettura premium a Pomigliano, quello del secondo modello a Mirafiori, la cassa integrazione a Melfi. Il segretario della Fim ricorda che nel periodo 2014-2016 ci sono state oltre 3mila assunzioni, che hanno interessato Melfi e Cassino, mentre restano gli ammortizzatori sociali a Mirafiori e Pomigliano.

Intanto cresce ancora la produzione negli stabilimenti italiani di Fca nel terzo trimestre dell'anno: l’incremento - secondo i dati della Fim - è del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 (21.500 unità in più, 22.744 se si considera anche la Sevel). A trascinare la crescita sono Cassino e Mirafiori con Stelvio e suv Levante, che compensano la flessione di Melfi dove è stata chiesta la cassa ordinaria anche sulle linee della Jeep Renegade e della Fiat 500X. “La tendenza è quella di superare 1 milione di vetture prodotte anche nel 2017” prosegue Uliano, segretario nazionale della Fim, che sottolinea anche il forte calo del numero di lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali, da 6.400 a 2.900, con una riduzione delle ore di cassa integrazione da circa 32 milioni del 2013 a 2,9 milioni dei primi 6 mesi 2017. Cresce la quota di vetture del segmento medio-alto: rappresentava il 20% dei volumi nel 2012, è salita al 59% nel 2016 e ha superato il 62% nei primi nove mesi del 2017.

Le produzioni di Grugliasco, infine. Nel terzo trimestre lo stabilimento del Torinese sta recuperando quanto perso nel primo semestre a seguito di un calo dei volumi che aveva determinato la richiesta di 30 giorni di cassa integrazione ordinaria terminata il 3 luglio 2017. Il dato produttivo sui due modelli Ghibli e quattroporte nei primi 9 mesi dell’anno è di 14.612 unità (-13%).

“I dati relativi alle produzioni (+3,9%), la riduzione dell’indebitamento sono ancora molto positivi. Al contempo, siamo alla vigilia dell’anno di conclusione del piano industriale di rilancio e ci sono alcuni obiettivi che devono essere centrati. È urgente riaprire il confronto”, . dichiara il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli. “Per centrare il quadro della piena occupazione del prossimo anno, servono nuove produzioni premium che saturino tutti gli stabilimenti, a partire da Pomigliano, Mirafiori e Melfi. Senza nuove produzioni il traguardo previsto per fine 2018 rischia di non essere raggiunto. Abbiamo avuto tutti contro, ma abbiamo salvato il settore la cui crescita traina i migliori risultati di Pil del nostro Paese. C’è un pezzo di Italia (nel sindacato, in politica, nei media) che non ha gioito del rientro di molte migliaia di lavoratori in azienda, dopo anni di Cassa Integrazione e addirittura, neanche delle nuove assunzioni, quell’Italia che torna a occuparsi di Fca alla ricomparsa delle prime difficoltà. L’eterna italietta che ama più le proprie convinzioni che le persone”, ha concluso.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:47 Giovedì 05 Ottobre 2017 tandem Stupore

    Ma esiste ancora qualcuno che crede alle promesse di Marchionne? Stupefacente!

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