CULTURA & POLITICA

Musei, senza garanzie niente bilancio

Rinviata l'approvazione dei conti della fondazione presieduta da Cibrario. Il Comune non ha ancora stanziato i fondi per i contributi 2017. Saranno esternalizzati Borgo Medievale e biblioteca della Gam. E la cassa piange

Servono garanzie che a oggi il Comune di Torino non ha offerto. Per questo nell’ultimo consiglio di amministrazione della Fondazione Torino Musei è stata ancora una volta rimandata l’approvazione del bilancio, che la norma prevede entro il 30 giugno. Da una parte ci sono i continui tagli dei soci, a partire dal Comune di Torino, dall’altra i ritardi nei pagamenti che hanno costretto l’ente ad aprire dei flussi finanziari presso istituti bancari in grado di anticipare le risorse necessarie al suo funzionamento e infine, forse particolare più importante, le incertezze legate ai piani di Palazzo Civico. A dare l’altolà sarebbe stato il presidente del collegio sindacale Massimo Broccio e così il presidente Maurizio Cibrario, che già aveva avuto modo di esternare il suo dissenso per i tagli imposti da Chiara Appendino, si è ritrovato a dover chiedere ulteriori garanzie al Comune non solo per l’anno in corso ma anche per i prossimi. “Attendiamo la delibera e la determina in cui vengono stanziati i fondi garantiti” conferma Cibrario. Negli ultimi anni si è passati da un contributo di 7 milioni di euro a 6,8 durante l’amministrazione di Piero Fassino, poi una ulteriore sforbiciata della nuova giunta pentastellata l’ha ridotto di 1,5 milioni portandolo a 5, solo in parte mitigato dalle fondazioni bancarie e dalla Regione Piemonte. Questo per quel che riguarda la competenza, c’è poi un problema di cassa derivante dai ritardi atavici con cui vengono elargiti tali somme, basti pensare che “ancora non sono state versate interamente le somme del 2016” dice Cibrario.

Con via Milano c’è ormai un filo diretto. Per mettere una toppa e approvare – seppur fuori tempo massimo – il bilancio dell’anno in corso, nei prossimi giorni Palazzo Civico inoltrerà una lettera a Cibrario per rassicurare il cda sulla propria intenzione di confermare i contributi anche per gli anni a venire. Garanzie fondamentali anche per approvare un piano di ristrutturazione generale previsto per il prossimo anno che prevede l’allargamento del raggio d’azione della Fondazione, con l’inserimento anche dei musei oggi gestiti dalla Regione Piemonte, a partire da quello di Scienze Naturali, nonostante le perplessità dei sindacati, anch’esse legate alla periclitante situazione finanziaria dell’ente. “Stiamo ponendo le basi per costruire una fondazione più solida” assicura Cibrario che non nega, tuttavia, uno situazione di esubero nel personale. Si parla di una trentina di addetti che dovrebbero tuttavia essere riassorbiti, almeno in parte, attraverso un altro paio di operazioni: l’esternalizzazione della gestione del Borgo Medievale e della biblioteca della Gam che dovrebbe passare nelle mani dell’Università.   

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