SANITA'

Infermieri contro la Regione: “Promesse non mantenute”

Scatta la mobilitazione del sindacato Nursind dopo l'ultimo confronto in Prefettura. "Nessun piano per il personale". Secondo i rappresentanti dei lavoratori servirebbero almeno mille assunzioni

“Dalla Regione Piemonte solo promesse non mantenute”. Resta sulle barricate il Nursind, sindacato degli infermieri che dopo l’incontro in Prefettura di mercoledì con i rappresentanti della Regione conferma le “iniziative di mobilitazione della categoria infermieristica attraverso manifestazioni e presidi in ogni ambito territoriale e di presidio”. Non ha aiutato a distendere gli animi l’assenza dell’assessore Antonio Saitta, che ha snobbato l’appuntamento irrigidendo i sindacati sulle loro posizioni.

Tante le rivendicazioni a partire dalle mancate assunzioni in un settore che da anni reclama la mancanza di personale per garantire i livelli minimi del servizio. “Quasi nessuna azienda, in barba alla Dgr regionale, ha effettuato un piano triennale del fabbisogno di personale” reclamano i rappresentanti dei lavoratori e anche laddove si è individuato un fabbisogno di nuovi addetti “non è dato sapere quale sia lo strumento utilizzato per calcolarlo”. Secondo Francesco Coppolella, coordinatore di Nursind Piemonte, “solo per garantire il rispetto della norma indicata servirebbero oltre mille infermieri”.

C’è un problema di turn over, ma anche di età media degli operatori sanitari, che sfiora “i 50 anni, con una percentuale di limitazioni funzionali di circa il 25 per cento”. I sindacati chiedono che almeno per chi ha avuto riconosciute delle limitazioni fisiche possa essere concesso “l’esonero dei turni notturni”, ma come fare a garantire queste tutele se negli ospedali quella del personale rischia di trasformarsi in un’emergenza?

E a proposito di emergenza, presto anche i pronto soccorso potrebbero tornare a vivere situazioni di sovraffollamento: “La Regione aveva promesso e parlato di un piano di emergenza regionale che non abbiamo visto. Continueremo a vedere barelle, attese interminabili, ambulanze ferme con responsabilità che ricadranno sul personale”.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    21:23 Domenica 08 Ottobre 2017 tandem Cara patty....

    I buchi di bilancio nella sanità sono storia lunga e rigorosamente bipartisan, tant'è che il patetico duo Saitta - Moirano hanno applicato alcune onerose sciocchezze come la chiusura di Oftalmico e Amedeo di Savoia. Il rispetto e l'educazione con il sindacato è un dovere di tutti, ma per la sinistra dovrebbe essere doppio. A riguardo delle condizioni di lavoro provi un po' a lavorare nei reparti o pronto soccorso con organici all'osso e vedrà che bello. Ed in ultimo cambiare lavoro in una città con un tasso di disoccupazione eccezionale? Si informi prima di difendere gli indifendibili. .....

  2. avatar-4
    13:49 Domenica 08 Ottobre 2017 patty Gli schiavi sono altri, per cortesia...

    Comprendo le difficoltà degli infermieri nel lavorare spesso in condizioni difficili, così come le rivendicazioni salariali o sindacali, ma evocare la schiavitù è l'ennesima deformazione linguistica. Immagino che se le condizioni lavorative sono veramente così insopportabili e Saitta così diabolico, nulla vieti di cambiare vita lavorativa (cosa vietata ai veri schiavi) e passare nel privato. Quanto ai precedenti governanti, saranno stati pure cortesi, ma con quei conti qualsiasi azienda sarebbe già fallita. Cortesemente fallita.

  3. avatar-4
    18:46 Sabato 07 Ottobre 2017 tandem Ma che sinistra è?

    Nessun precedente governante di destra o sinistra ha mai trattato con scortesia e scorrettezza i sindacati come Saitta e i suoi direttori regionali e generali. Per fortuna che il PD deriva dal "partito dei lavoratori", altrimenti questi che facevano, la tratta degli schiavi?

  4. avatar-4
    22:35 Venerdì 06 Ottobre 2017 Paladino Ma....

    Ma quantomai Saitta e i suoi accoliti hanno mai mantenuto una promessa? Ve ne siete accorti solo adesso?

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