POLTRONE & SOFA'

Nomine, Chiamparino manda in pensione la “sua” Madia

La giunta vuole allargare le maglie per l'assegnazione di incarichi nelle società (indirettamente) controllate e partecipate dalla Regione. Un comma "ad hoc" nel ddl Omnibus in discussione in Consiglio per dare una poltrona ai vecchi sodali del governatore

Sergio Chiamparino vuole rottamare la “sua” Madia. Ovviamente non la legge nazionale, quella che ha introdotto, tra le varie misure di riforma della pubblica amministrazione, restrizioni alle nomine ai vertici delle società, bensì la sua estensione a livello piemontese. Infatti, nel 2015 l’Aula di Palazzo Lascaris in ossequio allo spirito della spending review montante nel Paese ha recepito in un proprio testo tali norme, allargando la loro efficacia in tutte le società regionali, anche quelle partecipate “indirettamente” dalla Regione, attraverso la sua finanziaria. Uno zelo che evidentemente si è rivelato, a distanza di soli due anni, eccessivo se oggi la giunta attraverso un articolo al ddl Omnibus all’esame del Consiglio, chiede di allentare le maglie che vincolano la designazione di pensionati negli organi amministrativi. Poche righe raccolte nell’articolo 102: con un tratto di penna viene “abrogato” l’articolo 10 della legge regionale che faceva proprio uno dei pilastri della legge di Marianna Madia. L’articolo in questione è quello in cui viene sancita l’inconferibilità di incarichi “di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza”, cioè ai pensionati. Non solo: questi non possono essere neanche nominati in società partecipate o ottenere funzioni dirigenziali o direttive. Nel caso in cui lo spirito del civil servant impedisse a questi arzilli manager di dedicarsi ai nipotini o ai proverbiali giardinetti, queste riserve della res pubblica, nel senso più letterale, possono prestare i propri servigi gratuitamente e in alcuni casi, comunque, per non più di un anno. Ma perché la Regione vuole mandare in soffitta, assieme a una legge, un principio che solo due anni fa aveva sposato in pompa magna?

Qui si entra nell’ambito delle supposizioni, per quanto decisamente attendibili. Si apprende così che un paio di settimane fa Giovanni Battista Quirico, già direttore generale e ingegnere capo del Comune di Torino, classe 1947, presidente uscente di S.I.To, la società che gestisce la piattaforma logistica del capoluogo piemontese, ha posto il tema del suo rinnovo. Quirico, dopo decenni di onorata carriera a Palazzo Civico, a lungo al fianco di Chiamparino quand’era sindaco, ora è in pensione, ma avrebbe già fatto sapere di non aver nessuna intenzione di continuare a occuparsi di una società così complessa gratis. Solo voci? Chissà. Di certo c’è che tra i potenziali beneficiari di questa norma c’è anche un altro fedelissimo del governatore, il suo ex braccio destro Tom Dealessandri, il quale dopo essere stato al vertice di Iren Mercato (la buonuscita garantita da Piero Fassino quando gli chiese un passo indietro dal suo incarico di vicesindaco): voci lo danno in arrivo nel consiglio di amministrazione di Environment Park, con buone possibilità di prenderne il timone. Nello stesso parco tecnologico, del resto, siede un altro pensionato d'oro, l'ex manager Fiat Maurizio Magnabosco, assoldato dal pubblico prima in Sagat e poi in Amiat.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    08:54 Mercoledì 11 Ottobre 2017 Paladino Santa cadrega

    La santa cadrega governa i destini d'Italia. Solo il Padre Eterno ogni tanto ci libera dei vecchi politici incapaci riciclati all'infinito.... purtroppo il guai è che sono di regola molto longevi perché non sprecano energie. Non si sa mai, se lavori molto e seriamente potresti fare la fine prematura di Carpanini. Di certo a Chiamparino, Dealessandri, Quirico ecc non capiterà. ....

  2. avatar-4
    19:33 Martedì 10 Ottobre 2017 nervino dimmi con chi vai e ti diro chi sei ...

    cosa aspettarsi da una persona ormai spenta e priva di energie se non per tenersi stretta la cadrega? se non circondarsi da ex compagni di bocce già lautamente pagati (chiedere alla juventus ed al san paolo) ed a cui non si può dire di no ... o al limite da sedicenti dirigenti sponsorizzati da milano o roma come segretari o direttore alla sanità ... e poi ci si chiede perchè la gente piuttosto vota disoccupati ed incompetenti ...

  3. avatar-4
    12:11 Martedì 10 Ottobre 2017 Damos Che pena ...

    Un solo, unico commento : una enorme ed infinita pena per questi anziani che invece di fare cose utili per sè stessi e per le proprie famiglie, continuano a sprecare il proprio tempo vitale per restare incollati a poltrone in cui starebbero meglio persone più giovani e competenti . Intanto ogni giorno ne passa uno e la Natura farà il suo corso, legge Madia o no .

  4. avatar-4
    10:17 Martedì 10 Ottobre 2017 roberto serra Nihil sub sole novum

    Nulla di nuovo sotto il sole. Bisogna ammetter che Padre Eterno l’aveva già vista lunga fin da allora. Da sempre si ripresentano le medesimi situazioni, ovviamente in contesti diversi ma le reazioni e i comportamenti dell’Homo Sapiens si ripetono. Piaceri, favori, accordi, poltrone, poltroncine, vitalizi, cumuli di pensioni ect. Vale ancora e sempre il motto “mai mollare la presa”. Dare spazio alle nuove generazioni di manager e parlare di futuro è certamente “cosa buona giusta” ovviamente solo quando diventa argomento intellettualmente interessate in ambito salottiero o richiamo da inserire in convegni di carattere social/populistico. In pratica rigenerare e rinfrescare intellettualmente il sistema, manco parlarne anzi manco pensarci. Improponibile ne non in teoria, il ruolo di Tutor per i Grandi Vecchi anche se con un dignitoso rimborso spese, ovviamente con limiti e vincoli, onde non indurre in tentazione. Con una percezione di amaro in bocca, si può concludere che è veramente difficile non pensare che alcuni di quelli che si pensava diversi, alla resa dei conti non siano poi così diversi dagli altri…… Pasiensa a le parei, roberto serra ex Sindaco OLIMPICO Cesna Tse. Ps. Precisazione: 10 anni da Sindaco, senza mai incarichi extra ne richiesti ne pretesi

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