DIRITTI & ROVESCI

Case popolari, offensiva leghista contro i “furbetti”

I sindaci di Novara e Alessandria chiedono di escludere dalla graduatoria per le assegnazioni tutti coloro che hanno un altro alloggio in Italia o all'estero. "Un modo per garantire giustizia sociale e contrastare il fenomeno del subaffitto"

“Escludere dalle graduatorie per la casa popolare tutti coloro che ha un altro alloggio di proprietà in Italia o all’estero”. A chiederlo è il primo cittadino di Novara Alessandro Canelli che insieme al collega alessandrino Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha presentato questa mattina un ordine del giorno per modificare la legge regionale del 2010 che sancisce i criteri per le assegnazioni. Una iniziativa che nasce sotto la regia della Lega Nord, partito di cui entrambi sono esponenti, e che in Consiglio regionale si è già attivata con una proposta di modifica dell’attuale norma protocollata dal capogruppo Alessandro Benvenuto.

La legge attuale prevede la decadenza del diritto alla casa popolare esclusivamente per chi ha una casa di proprietà sul territorio piemontese, indipendentemente dai valori catastali, la metratura e il valore. Questo è uno dei primi punti su cui anche il gruppo di lavoro insediato a Palazzo Lascaris e presieduto da Nadia Conticelli sta dibattendo. “La modifica che chiediamo di introdurre – dice Canelli – permetterebbe ai Comuni di verificare la veridicità delle autodichiarazioni dei candidati e controllare se tra i richiedenti c’è chi possiede dei patrimoni immobiliari dentro e fuori il territorio italiano”. Il sindaco di Novara ipotizza uno scambio costante di informazioni con Inps, Guardia di Finanza e Prefettura per “verificare anche le dichiarazioni Isee e confrontare quanto dichiarato dai cittadini stranieri con lo stato patrimoniale certificato dal Consolato”. Insomma, l’obiettivo è far si che “usufruiscano di questo servizio solo quelli che ne hanno più bisogno”. Peraltro sulla scorta di quanto accade in Toscana, che ha introdotto una norma simile a quella proposta dai due sindaci leghisti.

Tra i fenomeni da arginare ce n’è uno che si sta diffondendo nelle case popolari piemontesi: “Alcuni di questi richiedenti o assegnatari non sono neanche più in Italia – dice Canelli – e subaffittano gli appartamenti assegnati per arrotondare. Per questo a Novara abbiamo iniziato un’opera di controllo a tappeto della corrispondenza tra residente e affidatario”. Una cosa appare certa: “La modifica della legge regionale non è più demandabile perché crea una situazione di ingiustizia sociale e pone le premesse per alimentare le tensioni sociali”. Nello stesso ordine del giorno, che approderà nei consigli comunali di Novara e Alessandria, viene richiesto, inoltre, di escludere chi ha beni mobili (fondi o altri investimenti) superiori a 25mila euro.

Alessandria, intanto, ha iniziato a muoversi autonomamente, per quanto di sua competenza, introducendo una modifica al regolamento sulle assegnazioni. Verranno assegnati punti aggiuntivi per chi vive in città da almeno 5 anni(il limite per fare richiesta di un alloggio resta fissato per legge a 3), che salgono progressivamente per chi si trova stabilmente ad Alessandria da 10 o 15 anni.

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