INFRASTRUTTURE

Falsa partenza per la metro 2

Geodata, una delle imprese sconfitte nella gara per la progettazione della seconda linea di Torino, presenta ricorso al Tar. Ora i tempi potrebbero dilatarsi ulteriormente. Restano in bilico i 10 milioni di finanziamenti del governo

È stata depositata in queste ore al Tar la spada di Damocle che adesso pende sulla testa della Metro 2 di Torino. Il ricorso è dei torinesi di Geodata Engeneering - gruppo capofila di una delle associazioni d’imprese sconfitte nella gara per la progettazione - con tanto di richiesta di sospensiva che se venisse accolta rischierebbe di far dilatare ulteriormente i tempi. L’assegnazione era arrivata lo scorso 30 agosto al termine di un iter tortuoso durato più d due anni, i cui ritardi hanno messo a rischio i 10 milioni stanziati a suo tempo dal governo con il vincolo che il progetto fosse pronto entro la fine del 2017. Missione ormai impossibile, a maggior ragione se si metteranno di mezzo i giudici amministrativi.   

Ad aggiudicarsi il bando era stata la Systrà, società di ingegneria delle ferrovie francesi che si è presentata insieme a quella delle Fs (Italferr) ai milanesi di Tecnimont e ai torinesi di A.I. Group con la richiesta economica di 3,3 milioni, corrispondente a un ribasso di oltre il 50 per cento rispetto alla base d’asta di 7 milioni. Al secondo posto si era classificata la spagnola Sener, più indietro gli altri, tra cui Geodata. L’amministratore delegato di Geodata Silvano Maccan, interpellato dallo Spiffero, non conferma e non smentisce la notizia del ricorso: “È un argomento di cui preferisco non parlare”.

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