GRANDI OPERE

Parco della Salute, “si parte” (ma la Lorenzin dà forfait)

La ministra della Sanità non prenderà parte giovedì prossimo al convegno promosso dall'Unione Industriale di Torino. Pressing degli imprenditori sui decisori politici. Marino: "Opera strategica per tutto il tessuto economico piemontese"

Neppure in ritardo, il ministro proprio non arriverà. Mentre l’attenzione si concentra su quanto potrà emergere, circa i tempi di realizzazione del nuovo Parco della Salute e i temuti rallentamenti sulla tabella di marcia, dal convegno che si terrà giovedì all’Unione Industriale di Torino, l’ospite più atteso dà forfait. Beatrice Lorenzin non ci sarà. Secondo il programma sarebbe, ovviamente, toccato a lei concludere i lavori dell’incontro annunciato da mesi e che indica chiaramente come sia alto l’interesse del mondo imprenditoriale per il progetto, ma anche come non pochi siano gli interrogativi e le preoccupazioni, legate soprattutto ai tempi.

Che sulla Città della Salute “ormai si può andare solo avanti”, il direttore generale dell’azienda Gian Paolo Zanetta lo va ripetendo da mesi, oggi con ancor maggiore forza e argomenti dopo “i due passaggi fondamentali, ovvero: l’approvazione da parte del ministero dello studio di fattibilità e, successivamente, la sottoscrizione definitivamente dell’accordo di programma per le varianti urbanistiche”. L’interrogativo che ancora aleggia sul grande progetto, semmai, riguarda i tempi. In parte allungati, proseguendo il destino che da anni segna l’ambizioso progetto, a causa delle nuove norme introdotte dal codice degli appalti il cui rispetto ha costretto a una riscrittura dello studio di fattibilità.

Altre incognite, tuttavia, sono temute da chi come il mondo dell’impresa considera quest’opera una importante occasione di sviluppo per un ampio settore dell’economia piemontese. Anche per questo l’incontro promosso dall’Unione Industriale di Torino, se da un lato marca in maniera evidente l’importanza della Città della Salute per il tessuto imprenditoriale, dall’altro sarà occasione per cercare di avere ulteriori chiarimenti e messaggi tranquillizzanti. Non potranno, ovviamente, arrivare dalla voce del ministro, ma da parte degli imprenditori li si attendono dalle altre istituzioni, a partire dalla Regione Piemonte con Sergio Chiamparino e il suo assessore Antonio Saitta e dallo stesso direttore dell’azienda Zanetta al quale è stato riservato il ruolo di moderatore della tavola rotonda cui parteciperanno il presidente del Gruppo Sanità dell’Unione Industriale, Antonio Marino, il rettore dell’Università Gianmaria Ajani, quello del Politecnico Mario Gilli e Carla Patrizia Ferrari, Cfo della Compagnia di San Paolo.

Sul tavolo, ovviamente, i passaggi cruciali a partire dalla gara il cui bando nella road map tracciata da Zanetta è previsto per la primavera prossima. E se lo stesso direttore generale ribadisce la necessità di “guardare all’opera non solo come a una pur importante realizzazione edilizia al servizio della sanità, ma come un’occasione per lo sviluppo di Torino e del Piemonte nel segno dell’innovazione e della ricerca” dagli imprenditori si ribadisce quanto già espresso nei mesi scorsi quando scaturì l’idea (e la necessità) di un confronto attraverso il convegno. “Per la realizzazione di quest’opera, con un consistente impegno economico e la creazione di una partnership pubblico-privato, si possono intercettare le migliori competenze ed esperienze private con il comune obiettivo di avere una struttura competitiva a livello internazionale” ribadisce il presidente del Gruppo Sanità degli industriali torinesi, Marino. Secondo il quale  “la collaborazione con il mondo imprenditoriale può rappresentare una sorta di rinascita per la realtà piemontese e un’occasione irripetibile ed irrinunciabile per dar vita a un rilancio dell'economia”. Opportunità che potranno essere colte, non solo nella fase di realizzazione, ma anche in quella a regime del grande complesso sanitario e di ricerca “se sarà imboccata la giusta direzione con contratti strutturati in  modo da creare forti incentivi al mercato e garantire efficienza dei servizi e quindi risposte adeguate ai cittadini”. Un altro dei non pochi punti di confronto e discussione tra istituzioni e mondo dell’impresa, con lo sguardo sempre attento al calendario. Ché di appuntamenti mancati basta e avanza quello del ministro. 

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4 Commenti

  1. avatar-4
    10:20 Mercoledì 11 Ottobre 2017 Damos Perplessità

    Non è che il Ministro ha capito che la Città della Salute, nonostante il fiume di parole e tre Presidenti di Regione nel frattempo, non si farà mai ? Il dubbio è legittimo e sacrosanto . E poi i soldi dove sono ? Grandi progetti su carta, ma realizzazioni finora ZERO .

  2. avatar-4
    00:44 Mercoledì 11 Ottobre 2017 Pacioc Non è credibile.

    Le grandi opere non si fanno coi convegni. Ovvio che la Lorenzin ha dato forfait, lo avrei fatto pure io. Il problema è che non ci sono i soldi. Piaccia o meno all'imprenditoria privati, ci sono delle norme sugli appalti che definire demenziali è essere buoni, ma soprattutto mancano le giuste idee in Piemonte. Credo che l'opera sarà forse appaltata non dalla prossima giunta ma da quella ancora successiva. Parliamo di 7-8 anni. Il resto sono chiacchiere...chiacchiere...chiacchiere. Ah, poi chi lo ha detto che non saranno stranieri i vincitori della gara?...

  3. avatar-4
    23:07 Martedì 10 Ottobre 2017 Paladino Di nuovo!!!

    Da anni più o meno una volta al mese Saitta e i suoi predecessori fanno un comunicato d'avvio di qualcosa per la città della salute. Peccato che finora non si è visto nemmeno un mattone. Ma non avete ancora finito di prenderci per i fondelli?

  4. avatar-4
    17:53 Martedì 10 Ottobre 2017 tandem Il Cori lirici.....

    La partenza della Città della Salute sembra quella del famoso coro dell'opera lirica del Trovatore, che per mezz'ora canta "partiam, partiam" e non parte mai, Peccato che il Trovatore è un melodramma di fantasia, la sanità piemontese sta diventando un dramma reale....

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