TRAVAGLI DEMOCRATICI

“Il Pd preferisce i condannati”
Accusa del testimone di giustizia

L'imprenditore antimafia Esposito punta il dito contro il segretario piemontese Gariglio: "Noi espulsi per aver sfidato i potentati locali". La vicenda di Caselle Torinese e dell'ex sindaco Marsaglia

Una lista “sostenuta e coordinata da diversi condannati per gravi reati”. Questo era secondo Mauro Esposito, testimone di giustizia nel processo San Michele, imprenditore antimafia e consulente della Procura di Torino, la formazione appoggiata dal Pd che ha vinto le elezioni a Caselle. Nel giorno in cui il segretario regionale del Davide Gariglio sarà “audito” dalla Commissione di Garanzia del partito sul procedimento espulsione di un gruppo di iscritti schierati contro quella lista, lo stesso Esposito alza i toni e minaccia una campagna mediatica a pochi giorni dal congresso provinciale “unitario”. Un bel terremoto.

I fatti si riferiscono alle amministrative della scorsa primavera, in cui il Pd si è confermato alla guida della città dell’aeroporto con il sindaco uscente Luca Baracco. Tra gli ispiratori della lista “Per Caselle con Baracco, Sviluppo e Futuro” c’è l’ex sindaco Giuseppe Marsaglia, condannato in secondo grado per concussione: a inguaiarlo fu una registrazione di Cristian Clemencic, il socio di Esposito. Da qui nasce la spaccatura che si è poi conclamata alle ultime elezioni: da una parte il candidato ufficiale del Pd (per quanto la sua designazione non sia mai stata votata da un direttivo degli iscritti, fanno notare i fuoriusciti), voluto e sostenuto da Marsaglia, dall’altra Antonella Martinetto, erede della più importante famiglia di imprenditori della città e cognata di Esposito. I militanti del Pd si dividono, tra gli “eretici” figura addirittura l’avvocato della Juventus Luigi Chiappero, un vero principe del foro, amico del segretario Gariglio, ma candidato contro il Pd. Mentre da dietro le quinte sostiene l’impresa il consigliere regionale Daniele Valle, anche lui vicino al numero uno di via Masserano. Qualcuno arriva addirittura a ipotizzare un suo beneplacito all’iniziativa, ma così evidentemente non è. Di fatto ci sono otto iscritti candidati da una parte e otto dall'altra. Pd contro Pd.

Le elezioni vanno come vanno, peraltro con toni ben più bassi di quelli con cui si sta sviluppando la polemica postuma: i casellesi scelgono Baracco del Pd e ora c’è un procedimento disciplinare interno al partito che coinvolge gli “scissionisti”. La Commissione di Garanzia provinciale, presieduta da Amalia Neirotti ha già formulato il suo verdetto di decadenza dall’elenco degli iscritti per tutti coloro che si sono candidati “contro”, tra cui anche Esposito. I “condannati” si sono ora appellati alla Commissione regionale.

Una vicenda che, per le persone coinvolte, non può essere derubricata a mera schermaglia di paese. E proprio Esposito adesso minaccia di trasformarla in un caso nazionale. “So che ti stai spendendo e non poco per la mia espulsione dal partito – scrive in un sms inoltrato a Gariglio che poi assume connotati durissimi -. Io ti ricordo che i voti sono importanti però sottostare a quella logica è perverso ma anche pericoloso. Questa tua ingerenza sta cercando di far espellere un testimone di giustizia per garantire la permanenza nel partito di soggetti condannati, per carità con un bel bacino elettorale, ma condannati  per gravi reati peraltro legati alla mia vicenda estorsiva. Questa tua presa di posizione, se così sarà, non rimarrà ovviamente un fatto riservato ma la renderò pubblica già da subito”. Ogni promessa è debito e infatti questo sms già circola sui cellulari dei dirigenti di mezzo Pd.

Il riferimento, ancora una volta, è all’ex sindaco Marsaglia, uno dei sostenitori politici di Gariglio, come dimostrano le 142 preferenze ottenute dal segretario in città alle ultime regionali: primo eletto. Il terreno è particolarmente minato per Gariglio anche perché nel gruppo che ha sostenuto il candidato ortodosso del Pd ci sono altre persone sfiorate dalle inchieste Minotauro e San Michele. Caselle, dopotutto, è stata per anni attraversata da procedimenti giudiziari per mafia come altre dell’hinterland Nord di Torino.

Alle accuse di Esposito, Gariglio ha risposto in modo fermo, seppur cortese: “Il mio compito non è quello di far espellere le persone” è la premessa. Entrando nel merito prosegue: “Non vedo come questa vicenda sia legata alla questione che ti ha coinvolto come testimone di giustizia, poiché la prima attiene alla tua vita politica, la seconda alla tua attività professionale. Questa vicenda – prosegue Gariglio – non ha relazione nemmeno con quella giudiziaria che ha toccato l’ex sindaco Marsaglia”.

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