VERSO IL VOTO

Centrodestra, in Piemonte prove di quarto polo

Liberali, cattolici, ex leghisti di Tosi, seguaci di Parisi: tutti a Vicoforte per dar vita a una sorta di "margherita" azzurra. Gran tessitore l'ex ministro Costa. "Iniziamo un percorso utile a valorizzare le varie culture politiche"

Dai cespugli centristi Silvio Berlusconi, la cui passione per il giardinaggio favorisce lo sbocciare dell’ennesima metafora politica, è pronto a far nascere una Margherita. Petali con più o meno intense sfumature d’azzurro, ma conservando le radici originarie, sul modello di quanto accadde ormai molti anni fa nel campo del centrosinistra. Il terreno, reso fertile dal Rosatellum con le sue coalizioni, si presenta assai più favorevole per il centrodestra rispetto al fronte avverso dove i solchi anziché per seminare sono tracciati per dividere. E le prime prove di innesto tra i cespugli si fanno in Piemonte, all’ombra del santuario di Vicoforte, dove – padrone di casa e promotore dell’iniziativa l’ex ministro Enrico Costa – sabato arriveranno, in ordine sparso e obiettivo concentrato, i big di quelle formazioni che Berlusconi vede come un quarto polo o, meglio ancora, terza gamba su cui fare camminare il centrodestra evitando che a marcare il passo sia la Lega.

Al convegno “Verso il 2018: una scelta da liberali”sono attesi l’Udc Lorenzo Cesa, l’ex ministro e già governatore pugliese Raffaele Fitto e poi Stefano Parisi, Gaetano Quagliariello, l’ex sindaco di Verona e spina nel fianco della Lega Flavio Tosi, il segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti, il liberale Stefano De Luca. “Nessuno pensa che sabato sera usciremo con un nuovo soggetto politico” premette e avverte Costa, “questa sarà, però, l’occasione per avviare un percorso, non semplice, senza giungere a conclusioni affrettate, ma che ritengo, e come me molti altri, necessario per portare ciascuno con la sua storia politica e le sue idee un valore aggiunto al centrodestra”. Perché, come sottolinea l’ex ministro il quale ricordando le sue dimissioni  spiega che “quando ho dovuto scegliere tra un’idea e un ruolo, ho preferito la prima lasciando il secondo”, la differenza con il centrosinistra “sta nel fatto che loro sono divisi, mentre noi no. Il campo su cui ci muoviamo è quello del centrodestra, senza incertezze o contraddizioni”. E a proposito di contraddizioni, il deputato di Mondovì gira il coltello nella piaga: “Come fa, il centrosinistra, a mettere insieme Pisapia con Lupi?” chiede citando l’ex compagno di partito, quand’era Ncd e poi Ap, rimasto con Angelino Alfano.

Lui, l’ex ministro che aveva votato contro la riforma del codice penale e aveva tenuto il punto contro lo Ius soli, il riavvicinamento a Berlusconi (dal quale mai si era poi allontanato più di tanto) lo aveva fatto nei mesi passati. Quelli successivi ammette di averli passati a “lavorare in silenzio per un progetto nel segno popolare e liberale che trova la sua naturale collocazione nel centrodestra”. Un progetto meno complesso da concretizzare con la legge elettorale in via di approvazione. E non è un caso che Berlusconi stia lavorando a quella che da alcuni è stata definita come una sorta di clonazione di Forza Italia, attraverso la nascita di svariati partiti, liste e movimenti, in grado di garantire all’ex cavaliere il maggior numero di deputati e senatori a lui vicini, in modo da avere mani libere e braccia forti dopo il voto, valutando le ipotesi che si presenteranno sul tavolo, al quale sedersi senza dover dipendere troppo dalla Lega di Salvini.

All’apertura, più volte annunciata dallo stesso Berlusconi, alla società civile con new entry parlamentari attinte dal mondo dell’impresa e delle professioni, il leader di Forza Italia intende affiancare con un ruolo non marginale proprio quei movimenti e quelle sigle che abbracciano l’ampio fronte che va dai cattolici di Cesa ai liberali di Costa passando per gli ex leghisti di Tosi e la proposta innovatrice di Parisi. Uno scacchiere politico con declinazioni territoriali non trascurabili: basti pensare a Fitto o allo stesso Tosi. “Berlusconi quando parla di un centrodestra ampio e inclusivo, disegna chiaramente l’ambito in cui intendiamo muoverci, ciascuno con la sua storia, i suoi valori, ma in un campo chiaro”. Quello in cui dai cespugli si appresta nascere una nuova margherita. Curata amorevolmente dal giardiniere di Arcore.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    13:14 Giovedì 12 Ottobre 2017 moschettiere Ragionevole

    Ecco che con il definirsi della nuova legge elettorale la strategia di Berlusconi appare più chiara, ed anche il ruolo di Parisi e tutti gli altri. Salvini gioca la sua carta dimostrando una certa miopia politica, ma soprattutto uno scarso senso dello Stato (a dispetto della sua pretesa candidatura a leader). Il Matteo mira a esaltare le budella della sua base proponendosi come premier, e nel contempo imbastire una inevitabile alleanza con Berlusconi, riservandosi il diritto (e il sogno) di vendere poi i consensi ai 5S con una carambola poco corretta e ad altissimo rischio. Berlusconi ha capito e, con la legge elettorale confezionata dai suoi sarti, studia di mettere in campo un pool di forze che spingeranno la Lega ad un ruolo di gregario. E Grillo starà a casa. Se riuscirà il giochetto, forse l'Italia potrà intravedere una ripresa...

  2. avatar-4
    07:56 Giovedì 12 Ottobre 2017 Paladino Vedremo...

    Buona idea, ma ormai nasce un partito al mese che poi dura qualche mese, vedremo....

Inserisci un commento