Mobilità sostenibile sia bipartisan

L’amministrazione civica torinese non perde occasione di ribadire il proprio impegno per una mobilità più sostenibile. Leggiamo di una mozione di maggioranza per una città “carbon free” condivisibile in linea di principio, auspicata da tanti cittadini anche al di là delle strette simpatie stellate. In politica però valgono i fatti. Chi usa la bici quotidianamente non nota purtroppo quel cambio di passo tanto proclamato. Alcune incongruenze vanno segnalate. Il bikesharing non copre ancora tutta la città nonostante la domanda in alcune zone ci sia per naturale composizione dei servizi (università, collegi, uffici pubblici, grandi realtà commerciali). L’intermobilità è poi una chimera: alcune stazioni della metro sono sprovviste di rastrelliere e sarebbe il minimo sindacale.

Anche nella comunità dei “bike-to-workers” più passano i mesi, e più l’entusiasmo iniziale verso il cambiamento annunciato da questa giunta viene meno. Interventi come quelli annunciati, a basso costo, si potevano realizzare nei primi 100 giorni di governo. Dovrebbero far parte della quotidiana sana azione amministrativa senza annunciare piani e programmi  che poi finiscono nel cassetto e vengono pubblicati a fine mandato. E si soprassiede sugli investimenti in nuove ciclabili perché mantenere in ordine l’esistente rendendolo più visibile sarebbe già un bel risultato.

Con tutti i difetti del caso l’esistente infrastruttura di  ciclabili è frutto del lavoro delle tanto criticate giunte di centrosinistra. Il servizio di bikesharing, qualcuno lo dimentica, sotto la giunta Chiamparino ebbe un parto problematico nel trovare la quadratura economica ma diventò nel giro di poco un esempio per tutta Italia (oggi no, anche questa leadership pare passata a Milano).

Insomma, se per la rivoluzione bisogna attendere basta qualche concretezza in più perché la base di partenza della città è dignitosa. Si chiede di rinnovare un servizio ed estenderlo, non di crearlo da zero, si chiede qualcosa in più di un’ordinaria manutenzione, si chiede una concretezza che vada oltre le dichiarazioni politiche che sanno di stantio (e di vecchia politica). Niente a che fare con il creare da zero servizi (bikesharing), dallo sperimentare primi in Italia una zona 30, o di adottare per primi un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

In politica le parole hanno un senso e, se sono utilizzate a sproposito, si consumano e perdono di valore. Bruciare il tema della “mobilità nuova” non conviene a nessuno né alla maggioranza né all’opposizione (che su questo tema ha bruciato alcune figure capaci in nome di guerre intestine interne).

Le città su questo tema ci debbono fare comunque i conti. E anche le regioni. Stupisce che questa sfida non sia colta nella crisi di immaginazione attuale per il futuro di Torino. Se qualcuno pensa che la rivoluzione della nuova mobilità sia auspicata da una stretta minoranza di ciclisti con la scritta “NO OIL” sul parafango è bene fornire qualche spunto.

L’incidenza della spesa sanitaria legate alle malattie croniche correlate a stili di vita sedentari è rilevante in tutte le economie sviluppate. È una delle principali cause di disequilibrio finanziario in sanità. La bici è una delle medicine preventive da prescrivere: gratuita e praticabile nei tempi morti. Non ha neanche controindicazioni dai no-vax. La mobilità nuova è diventata un favoloso volano economico per l’indotto, l’efficienza dei trasporti è un fattore ritenuto attrattivo per gli investitori esterni, la qualità della vita delle città  tende ad attrarre i lavoratori più qualificati assieme alle loro aziende. Le più grandi città del mondo pubblicizzano impegni a medio termine sulla mobilità  elettrica, ciclabile e  “diesel free”. Qui siamo appesi ai semafori antismog.

Quindi non si perda tempo e non si illudano gli elettori: non si lasci l’argomento della mobilità sostenibile in mano ad una sola parte politica e si ricrei attorno a questo tema la collaborazione interistituzionale che in passato ha garantito il rilancio della città.

*Domenico De Leonardis, Mobility manager
@domedele

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