ENTI LOCALI

Città Metropolitana alla deriva
Lascia il direttore generale

Una lenta agonia per l'ex Provincia di Torino: senza soldi e con il personale sempre più demotivato. Formichella fa gli scatoloni e si trasferisce ad Asti. La riorganizzazione è in alto mare e tra i dirigenti cresce il malcontento: "Appendino non c'è mai"

La Città Metropolitana di Torino perde la testa. Nei giorni in cui il vicesindaco Marco Marocco è tornato a chiedere più soldi al governo per garantire almeno i servizi minimi, il direttore generale Giuseppe Formichella fa gli scatoloni. Da lunedì prenderà possesso del suo nuovo ufficio a capo della macchina amministrativa del Comune di Asti, lasciando al proprio destino l’ente di corso Inghilterra, dove questa mattina ha presieduto l'ultimo Codir, l'organismo composto dai massimi livelli dell'ex Provincia. Un’altra tegola sulla testa di Chiara Appendino, alle prese con una riorganizzazione del personale che sta creando fortissimi malumori tra i dipendenti.

La maggioranza dei dirigenti il mese scorso ha sottoscritto una durissima lettera per denunciare il loro mancato coinvolgimento in un processo di cui non si capiscono la ratio e i fini. “Dal confronto – si legge nella missiva – è emersa in primo luogo evidente la totale assenza di qualsiasi contenuto accompagnatorio all’organigramma, che contenga la descrizione delle attività che competono ai singoli servizi, quali disegnati nell’ipotesi inviata”. Lo stesso Formichella, secondo quanto riportano i colleghi che lo hanno affiancato in questi ultimi mesi, avrebbe maturato la decisione di abbandonare la Città Metropolitana in seguito alla presa d’atto di una “mancanza di guida politica e di prospettive”. La sua esclusione da alcune riunioni preparatorie alla riorganizzazione del personale ha dato un’ulteriore accelerata al divorzio. Lascia, dunque, colui che fondò la Città Metropolitana e accompagnò il passaggio dalla Provincia al nuovo ente. A lui Appendino si rivolse subito dopo l'elezione a Palazzo Civico per capire il nesso, da un punto di vista normativo, tra le due cariche e l'eventuale possibilità di rinunciare a quel fardello di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Nel giorno dell'addio Formichella parla di una “opportunità professionale che ho colto", poiché ormai "amministrare la Città Metropolitana è come gestire un ente in liquidazione”. 

La riorganizzazione del personale è un'operazione fondamentale per rimettere ordine tra i settori dopo che, negli ultimi anni, il numero dei dipendenti è quasi dimezzato. C'è da ridisegnare tutta la pianta organica ed è quantomeno anomalo pensare di farlo senza i vertici amministrativi. Eppure i dirigenti hanno lamentato la loro “esclusione” dalle scelte decisionali relative al personale, solo di recente la sindaca metropolitana ha chiesto loro di avanzare idee e proposte. “Le perplessità su quanto proposto sono molte – scrivono ancora i vertici della macchina burocratica – pur nella carenza di informazioni”. Entrano anche nel merito dell’accorpamento di alcuni settori e servizi giudicato inadeguato: “Sfugge il nesso tra la gestione degli impianti tecnologici (gallerie stradali), il monitoraggio e la sicurezza delle strade  la gestione del calore (riscaldamento negli edifici), oppure la comunicazione istituzionale, la gestione del personale con il Sistema informativo, oppure ancora il Servizio Prevenzione e protezione rischi  accorpato con la gestione delle società partecipate”.

Intanto il personale risulta sempre più demotivato. Per evitare ulteriori defezioni sono stati bloccati i trasferimenti in uscita (se non in casi particolari). Chi resta è tutt'altro che entusiasta. Per comprendere lo stato d'animo dei lavoratori basti pensare che solo uno su quattro si è preso la briga di rispondere a un questionario sottoposto dall'amministrazione sull'organizzazione della Città Metropolitana, nonostante ben due proroghe.

La delibera di riorganizzazione venne approvata all’inizio dell’anno grazie ai voti decisivi del centrodestra, verso il quale ora il Partito democratico punta il dito: “La responsabilità di ciò che sta accadendo va ascritta, oltre che al M5s, a Forza Italia, che votando quel provvedimento ha dato mano libera alla sindaca di muoversi senza concertare le proprie decisioni” attacca il capogruppo dem Vincenzo Barrea. Il clima tra i dipendenti, secondo quanto riportano fonti interne, “è di rassegnazione”; “c’è la consapevolezza di non avere una guida forte come dimostra l’atavica assenza di Appendino da questi uffici”. A dirigere le operazioni è il suo vice Marocco, il quale vanta però nel suo curriculum da amministratore un mandato da consigliere di opposizione a Chivasso, dove all’ultima tornata non ha raggiunto neanche il ballottaggio. Nelle ultime ripartizioni sui fondi aggiuntivi garantiti dal governo “Torino ha rinunciato a 2,5 milioni per le manutenzioni a vantaggio di Milano e nessuno ha capito il perché” dice Alberto Avetta, numero due di Piero Fassino durante il mandato del centrosinistra e oggi consigliere di opposizione.

Mancano risorse per rilanciare l'ente e quando Roma apre i rubinetti Torino risulta troppo debole ai tavoli delle trattative. Nei giorni scorsi l’Anci ha chiesto al Governo un finanziamento straordinario di 200 milioni per le Città Metropolitane, dal quale Torino spera di riuscire a strappare una quota utile a rilanciare spesa e investimenti. Finora, però, le trattative sulla ripartizione sono state una Caporetto: dei 28 milioni stanziati dall’esecutivo prima dell'estate circa 11 sono finiti a Milano, altri 8 a Roma, 4 a Bologna, mentre in corso Inghilterra  sono stati trasferiti poco più di 300mila euro. Briciole.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:06 Sabato 14 Ottobre 2017 mammaitaliana Pensare che c'è molto da fare.....

    La Provincia di Torino aveva tantissimi dipendenti. Vari assessorati che funzionavano poco...turismo, pari opportunità, scuola. Avrei preferito un ente che si occupasse esclusivamente di strade, edifici scolastici, protezione civile. Tutto il resto lasciato in carico alla regione. Il Sindaco non sa effettivamente cosa fare e non ha una linea politica!! E questo è molto grave. I dipendenti demotivati mi preoccupano molto meno. Ci sono giovani che lavorano con orati pensantissimi e responsabilità a 1.350 euro al mese, si pagano il parcheggio e hanno buoni pasto da fame. Quindi.....

  2. avatar-4
    01:52 Venerdì 13 Ottobre 2017 Paladino E spiegare a Madama cos'è la Provincia?

    Considerato che madama Appendino non ha ancora capito come funziona il Comune, figuriamoci se capisce la provincia, per giunta devastata dalle gestioni Bresso e Saitta e demolita definitivamente dalla demenziale legge Delrio.....

  3. avatar-4
    16:56 Giovedì 12 Ottobre 2017 rubatà e fare un salotto?

    è l'unico modo ormai per la sindachessa per farsi prendere in considerazione.

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