Da dirigenti a baroni

Il 21 dicembre 2016 il Comitato Regionale di Indirizzo Arpa Piemonte, ha assunto all’unanimità una propria determinazione in cui viene stabilito che “Il sistema di reclutamento del Direttore tecnico e di quello Amministrativo prevede una procedura di servizio pubblico, in ossequio ai principi di trasparenza, neutralità nell’assegnazione delle funzioni e la tutela delle legittime aspettative dei soggetti interessati all’incarico”. Inoltre tale determina decretava pure il divieto di assunzione diretta da parte del Direttore tecnico ed amministrativo di funzioni gestionali: funzioni che di regola rimangono in capo al Direttore generale.

Qualche mese prima dell’assunzione di tale atto, nel mese di ottobre 2016, i consiglieri regionali del M5S hanno evidenziato, in una lettera indirizzata al responsabile della Trasparenza e dell’Anticorruzione Regione Piemonte, come recentemente il Direttore Generale dell’Arpa avesse nominato direttamente il Direttore Amministrativo, riservando inoltre a se stesso i ruoli di dirigente Tecnico e della Struttura Complessa Rischio Industriale (quindi autonominandosi tramite una procedura “di fatto”). Infine il medesimo, segnalavano i consiglieri, aveva anche assegnato al Direttore Amministrativo la carica di responsabile dell’Area Funzionale Amministrativa, violando in tal modo le stesse indicazioni contenute nella Legge Regionale n. 18 del 26/09/2016 (le stesse poi in seguito richiamate dal Comitato Regionale di Indirizzo).

La risposta inviata al gruppo consigliare del M5S, giunta otto mesi dopo e priva della firma della funzionario responsabile, è decisamente rassicurante in merito alla legittimità del procedimento di nomina adottato dal Direttore generale, seppur in evidente contraddizione con quanto verbalizzato dal Comitato di Indirizzo Arpa.

Il Piemonte da tempo è una terra dove i temi scomodi riguardanti le istituzioni vengono regolarmente accantonati da coloro che rivestono ruoli di controllo amministrativo e giudiziario, mentre altrove la giustizia agisce con efficacia nel contrastare i comportamenti arbitrari delle strutture pubbliche. 

La Corte dei Conti meneghina si è appunto espressa con una corposa sentenza ad un esposto presentato dai consiglieri pentastellati lombardi. La loro denuncia puntava l’attenzione sull’assunzione diretta, da parte di Arpa nella veste del suo Direttore Generale, di un dirigente in organico presso il settore Aria ed Agenti fisici nonché al Monitoraggio Ambientale (la dott.ssa Bellinzona), ossia su una situazione simile a quella rilevata in capo ad Arpa Piemonte.

La vicenda milanese risale al luglio del 2011 e riguarda un’investitura retribuita generosamente: 1,147 milioni di euro (distribuiti su 7 anni, ossia sino al rinnovo contrattuale previsto nel 2018) per l’insieme dei due incarichi citati. L’atto di nomina non ha rispettato molte indicazioni di legge, tra cui l’obbligo da parte dell’ente di esaminare i curriculum dei propri dipendenti, in possesso di titoli idonei, prima di procedere ad assumere figure apicali esterne all’azienda. La dirigente assunta (Bellinzona) era in possesso di un curriculum dai titoli vistosamente inferiori rispetto a quello di molti dipendenti ARPA: vantava soprattutto un’esperienza professionale minima, consistente in una collaborazione con il gruppo regionale della Lega Nord.

La Corte dei Conti lombarda, in seguito all’esposto presentato dal M5S, ha quindi constatato l’assenza della doverosa evidenza pubblica al fine di affidare gli incarichi stessi ed ha condannato i membri del CdA Arpa al risarcimento del danno erariale conseguente alla loro “condotta illegittima gravemente colposa” (il Direttore Generale dovrà versare circa 50.670 euro).

Tutto questo a Torino non è mai avvenuto. La risposta della Regione diretta all’interpellante non ha dato seguito a nessun altro atto formale. Il capoluogo subalpino concede una seconda occasione a tutti, esclusi i consiglieri regionali e le loro mutande verdi, mentre guarda in altre direzioni ogniqualvolta si spalanca un armadio mostrando qualche scheletro tra gli abiti appesi.

Gli esempi, oltre alle nomine Arpa, non mancano. Su tutto spicca la vicenda ultra decennale Tav, oggetto dell’ennesimo accordo tra Italia e Francia siglato a fine settembre dell’anno in corso: tra protocolli ed incontri al vertice, a cui seguono abituali comunicati stampa sul genere “si farà”, la presa in giro nei riguardi dei piemontesi prende sembianze claunesche sino a chiedersi doverosamente su cosa ha retto l’opera negli anni scorsi e su quali fondi reali.

Cantieri milionari in Valle Susa consumano formidabili appalti senza che risulti chiaro il loro immediato futuro (ed i continui accordi internazionali “definitivi” bene lo evidenziano) ma altri sprechi si profilano pure in città. Nello specifico si “spiffera” di un Palazzo Cisterna trasformato in residuale sede di sparuti uffici che ospitano complessivamente una ventina di dipendenti della Città Metropolitana, sotto la direzione di un alto dirigente “vicino” all’assessore regionale alla Sanità: una sorta di ritorno ai fasti reali tramite l’alto lignaggio burocratico. Palazzo Cisterna potrebbe ospitare sedi museali, ripari per clochard oppure uffici di altri enti (in vece del discutibile grattacielo regionale in perenne costruzione), ma si preferisce farne una mega dimora di funzionari “speciali”.

Infine, un cenno anche ai cospicui contributi di cui beneficia il Circolo dei Lettori di Torino: circa 1, 185 milioni di euro, trasferiti da fondi regionali a fronte di un settore culturale spesso ridotto alla fame dall’esecutivo piemontese.

In alcuni casi le scelte amministrative derivano da valutazioni di opportunità (seppur raramente); in altre sono frutto della volontà di capobastone che tutto divorano (come avviene in alcune circoscrizioni torinesi); in altre ancora si riassumono in concessioni a favore esclusivo di alcuni. Paradossi agghiaccianti in un Piemonte dove ospedali, servizi e welfare chinano la testa innanzi alle riduzioni continue di trasferimenti pubblici (Il Centro di educazione ambientale di Pra Catinat, in Alta Val Chisone, è oramai in mano ai privati).

Il Titanic naviga tra la spensieratezza generale malgrado l’acqua stia già allagando il salone delle feste.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    17:12 Giovedì 19 Ottobre 2017 mork condivido

    mi pare che lo spreco evidente e cospicuo nella P.A. sia un reato. E' la prima volta che uso un tono così forte con lei, apprezzo la risposta sincera e costruttiva, si impara sempre. A presto.

  2. avatar-4
    13:12 Mercoledì 18 Ottobre 2017 Juri Grazie, ma.....

    Ringrazio Livio del Mastro e Mork per quanto scritto nei commenti, ne farò tesoro. Mork è un affezionato lettore spesso puntuale nelle osservazioni così come nelle condivisioni. Questa volta mi permetto di puntualizzare una "svista" nel suo intervento: destinare un palazzo a venti dipendenti non credo sia reato ma al limite poco opportuno, per tale ragione ometto nomi e "visita" ad autorità giudiziarie. Invece mi stupisco per il lenzuolo steso dalle medesime su Arpa Piemonte: almeno un parere in merito forse poteva starci. Insomma non credo di essere stato scorretto, ma accetto l'opinione contraria. Invece Livio mi duole molto registrare il vocabolo "ignorante" dopo una tesi espressa bene (seppur da me non condivisa minimamente). Peccato l'insulti rabbioso finale e l'avermi indicato quale 5 stelle: segnale di come oggi chiunque provi fare informazione o opinione debba avere un marchio di appartenenza a priori per chi legge. Ebbene non sono 5 stelle......si è sbagliato poiché non è quello il mio schieramento politico.

  3. avatar-4
    22:09 Martedì 17 Ottobre 2017 liviodelmastro Non sanno fare opposizione

    Che l'attuale direttore abbia fatto disastri e' noto ma questo articolo e' imbarazzante e degno della pochezza dei 5s. Il direttore e' un interno (non era un portaborse come in lombardia ma un dirigente di arpa) . Semmai ha avuto come i suoi predecessori il potere di nomina di direttore amministrativo avocando a se' quello di tecnico. Il comitato di indirizzo ha rilevato queste situazioni e nuova legge e regolamente sono state costruite per evitare queste anomalie molto gravi (in asl ci sono bandi pubblici per i direttori amministrativi e tecnici). Inoltre lo sanno anche i bambini che una lettera di indirizzo come una legge non ha valore retroattivo. I 5s sono ridicoli e si fanno maneggiare da interni che cercano solo la loro parte. L'onesta' e il merito non sta in nessuna delle parti in gioco. E imparate a scrivere con parole semplici ignoranti!

  4. avatar-4
    16:06 Martedì 17 Ottobre 2017 mork scorretto

    se conosce fatti e nomi del dirigente di palazzo cisterna che ha qui sopra citato, denunci all'A.G. , non si limiti a spifferare dopo essersi lamentato di una presunta inerzia della Giustizia. Lei è molto scorretto perchè pensa ad uno stato di polizia dove vige la delazione ed il sospetto.

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