SANITA'

Psichiatria, “apertura solo a parole”

L'assessore Saitta assicura: “Nessun diluvio universale” ma non rassicura opposizioni, operatori e associazioni che protestano davanti a Palazzo Lascaris. Tre anni di tempo "per correggere eventuali errori"

Una riforma che riordina un settore, quello delle strutture residenziali psichiatriche, “che per tantissimi anni non è stato governato” e che ora, dopo la vittoria della Regione Piemonte al Tar nel settembre scorso, entra nella fase applicativa. L’assessore Antonio Saitta, ha respinto le critiche sulla delibera del 2016, la contestatissima Dgr 29, che ancora oggi sono state espresse dall’opposizione in consiglio regionale e dalle associazioni di operatori e familiari dei malati che hanno protestato davanti a Palazzo Lacaris. “Nessun diluvio universale”, ha replicato in Aula Saitta, confutando i timori di ripercussioni negative sul piano occupazionale e nella cura dei pazienti. Sono più di 600 gli operatori che con l’introduzione delle nuove norme, secondo Gian Luca Vignale (Mns), rischiano il posto di lavoro. Per non dire degli oltre 1.800 malati che, a detta delle associazioni, “non potranno più curarsi”. Vignale, che ha anche presentato una mozione, respinta dall'Aula, per impegnare l’esecutivo “a differire per 12 mesi l’applicazione” della delibera, ha spiegato che “fino a oggi il sistema della psichiatria piemontese si basava sul principio di garantire gratuitamente cure e riabilitazione sanitaria a chi era affetto da una patologia mentale. L’attuale atto invece prevede che mille pazienti, che erano curati e assistiti all’interno di gruppi appartamento o comunità alloggio, da domani avranno solo diritto all’assistenza e non alla cura. È una vera sottrazione al diritto di cura. Grazie a Saitta in Piemonte saranno realizzati otto nuove strutture paramanicomiali, migliaia di famiglie saranno abbandonate nell’affrontare la malattia mentale dei propri cari e centinaia di operatori perderanno il lavoro”.

Si tratta dell’avvio di un percorso “con la nostra disponibilità completa e totale ad agire nel modo migliore nell’interesse dei pazienti”, ha ribadito l’assessore. “Quando abbiamo iniziato a mettere mano alla psichiatria - ha detto Saitta – c’erano due questioni da affrontare: la salvaguardia della salute dei pazienti attraverso il loro inserimento nelle strutture più adeguate e l’accreditamento delle strutture, perché in passato il pubblico non aveva saputo governare il sistema. Il nostro interesse è inserire i pazienti dove è per loro più utile, perché se non c’è il governo pubblico prevalgono altri interessi”. L’assessore ha voluto però “rassicurare tutti sul fatto che questa riforma non arriva dall’oggi al domani. Si tratta di un tema delicato, e ci siamo saranno tre anni di regime provvisorio per risolvere ogni problema. Ci sarà il tempo di prendere decisioni utili e anche di correggerle. Non ci sarà nessun licenziamento e nessuno spostamento, e i pazienti saranno collocati dove è più giusto per loro”. Alla fine della seduta è stato approvato un ordine del giorno della maggioranza che chiede “una dilazione dei termini di adeguamento” ai nuovi indirizzi.

“Tutti i suggerimenti del consiglio - ha assicurato - saranno benvenuti, ma è comunque necessario essere decisi: non capiterà nulla, i pazienti saranno seguiti, e posso garantire a nome della Giunta che non c’è alcuna volontà di creare problemi”. La delibera prevede un tavolo di monitoraggio di tre anni. “Ieri c’è stata la prima riunione, ed è stato deciso che le scelte saranno fatte sulla base di approfondimenti tematici. I portatori di interesse si sono impegnati a fornire entro questa settimana l’elenco dei temi che intendono affrontare. Entro tre anni nel caso di inappropriato inserimento, i pazienti potranno essere spostati. E alla fine dei tre anni ci sarà una rivalutazione della situazione”.

Rassicurazioni che però non hanno convinto le forze di opposizione e neppure sgombrato del tutto le preoccupazioni di operatori, pazienti e familiari. “Le velate aperture al dialogo di Saitta e la mozione del Pd sono solo parole ma non prevedono alcun impegno concreto”, attacca il grillino Davide Bono.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    17:47 Martedì 17 Ottobre 2017 Paladino Assicurazioni? No grazie.

    Quando Saitta fa assicurazioni dipendenti asl e utenti fanno gli scongiuri, di sicuro sarà una fregatura per i dipendenti e un guaio per gli utenti.....

  2. avatar-4
    17:01 Martedì 17 Ottobre 2017 tandem Per fare affermazioni

    Per fare affermazioni e promesse bisogna avere credibilità, Saitta l'ha persa da un pezzo, e continua a non rendersene conto. Non si comprende se è follia o arroganza.....

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