SANITA'

Città della Salute, un piano da 70 milioni in tre anni

L'azienda torinese costretta a tagliare fino al 2019, in attesa del nuovo super ospedale. Zanetta: "Internalizzare i servizi". E Saitta assicura: "blocco del turnover solo per gli amministrativi"

Venti milioni quest’anno e 71,6 milioni nel biennio 2018-2019: questo il risparmio previsto dal piano di efficientamento (un modo più gentile per dire rientro) di Città della Salute di Torino, cui si è dovuti ricorrere per una molteplicità di ragioni, tra le quali spicca l’età avanzata di molte strutture, a partire dalle Molinette, che negli anni è stata la causa di enormi spese di manutenzione. È, questa, una parte dello scenario presentato stamane in commissione Sanità di Palazzo Lascaris dal direttore generale dell’azienda Gian Paolo Zanetta.

Nel corso dell’audizione, chiesta dal consigliere Cinquestelle Davide Bono,  Zanetta ha ripercorso le teppe che hanno portato alla costituzione di Città della salute: dal progetto del 2012 alla realizzazione effettiva con la fusione delle tre aziende esistenti nel 2014 con decreto regionale. Una fusione che vista la complessità delle aziende coinvolte ha comportato non poche difficoltà e ha finito con l’incidere anch’essa sull’assetto finanziario, finito poi con il ricorso obbligato al piano di efficientamento previsto dalla legge di Bilancio del 2015.

QUI IL PROSPETTO FINANZIARIO DELLA CITTA' DELLA SALUTE

QUI IL PIANO DI EFFICIENTAMENTO

In Piemonte ad oggi Città della Salute è la sola azienda sottoposta a questa procedura che ha visto Zanetta predisporre una road map con una serie di interventi di contenimento e riduzione della spesa, motivo nelle scorse settimane anche di proteste da parte dei sindacati allarmati per le possibili ripercussioni occupazionali. La proclamazione della stato di agitazione era, tuttavia, poi rientrata dopo una serie di incontri e di assicurazioni fornite dal direttore generale alle organizzazioni di categoria, a partire dalle assunzioni.

Sulla questione è intervenuto anche l’assessore alla Sanità Antonio Saitta: “Abbiamo stabilito che non ci sarà blocco del turnover per il personale sanitario ma solo per quello amministrativo – ha detto Saitta - In questo modo tuteliamo un settore che ha dovuto sopportare sacrifici negli anni del piano di rientro della sanità regionale e non penalizziamo la qualità delle prestazioni offerte. È previsto inoltre un intervento specifico per superare le situazioni di esternalizzazione di servizi sanitari a cui in passato l'azienda aveva fatto ricorso.”Nella situazione analoga a quella di Città della Salute in Italia sono non meno di quaranta aziende, distribuite su tutto il territorio nazionale. Analizzando i costi, davanti ai componenti della IV commissione, Zanetta ha spiegato come il calcolo dello scostamento contabile sia calcolato dal rapporto tra i costi e ricavi: i primi sommano a 964 milioni, mentre i ricavi sono pari a 862 milioni, con uno scostamento di 102 milioni, ovvero il 13,86%, 3,86 punti in più rispetto al limite stabilito dalla legge di Bilancio.

Sintetizzando gli obiettivi del piano di efficientamento, il manager ha elencato tra i principali la  riduzione costi attraverso la razionalizzazione delle sovrapposizioni di uffici delle tre aziende ospedaliere, la maggiore efficienza delle attività, dai trapianti all’oncologia passando per  cardiochirurgia, ma anche con il rientro delle lungo degenze entro l’autunno. Un ulteriore intervento riguarderà l’accentramento del servizio laboratorio e anatomia patologica alle Molinette. Tenuto conto che il personale dell’azienda raggiunge quasi le 10mila unità, tra gli obiettivi di Zanetta c’è anche il processo di riportare all’interno una serie di servizi e, per quanto riguarda il settore infermieristico, le nuove assunzioni andranno a eliminare gli attuali ricorsi a personale esterno. Superato il blocco del 50% delle professioni sanitarie, rimane blocco totale per gli amministrativi. Sempre secondo il report presentato in commissione le degenze sono ancora troppo alte con una media di 13 giorni rispetto ai 9 giorni in strutture analoghe ed equiparabili. E si sta rivedendo in senso migliorativo e di maggior efficienza anche il rapporto con l’università: in tale direzione è già stato modificato il contratto con la dental school. Restano ancora decisamente elevati gli accessi al pronto soccorso. I codici bianchi nei pronto soccorso sono 190mila; al Cto rappresentano il 50 per cento dei pazienti, mentre al Regina Margherita (10%), e alle Molinette (30%) i dati sono decisamente inferiori.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    07:59 Martedì 24 Ottobre 2017 tandem Saitta piantala di dire boiate

    Saitta sarebbe ora di piantarla con la favola dei "TROPPI AMMINISTRATIVI". È una vecchia scusa che permette a direttori generali incompetenti in materia di gestione aziendale di fare guai organizzativi e inoltre Saitta si occupi finalmente di mandare a fare il loro lavoro i molti medici e infermieri "imboscati" a fare gli amministrativi. Chi lo vuol fare sia pagato da amministrativo e non come chi si fa il "Mazzo" in reparto o al Pronto......

  2. avatar-4
    18:08 Lunedì 23 Ottobre 2017 Paladino E intanto...

    della nuova città della salute non si vede nulla di concreto... e intanto si taglia su quello che già c'è. Complimenti Saitta, sempre meglio....

  3. avatar-4
    15:42 Lunedì 23 Ottobre 2017 moschettiere Piatto ricco...

    ...e per molti la parola d'ordine sarà "mi ci ficco!" Ma con questi incapaci che pullulano nelle sale dei bottoni, dove finiremo?

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