LAVORO & OCCUPAZIONE

Banche, in Piemonte persi 9mila posti

In dieci anni chiusi 400 sportelli. I dipendenti da quasi 40mila sono calati del 23,7%. Ma non è finita: nel 2018 si attendo la ristrutturazione di Unicredit e il piano industriale di Intesa. Sindacato “vigile e preoccupato”

Addio al mitico posto sicuro in banca. Negli ultimi dieci anni in Piemonte hanno chiuso 400 sportelli e si sono persi 9mila posti di lavoro. I dipendenti sono scesi dai 39.243 del 2008 a 30.017 nel 2016, con un calo del 23,7% a fronte di una flessione in Italia del 13,5%. Nello stesso arco di tempo Intesa-Sanpaolo ha ridotto gli organici a Torino e provincia del 25% chiudendo il 50% degli sportelli, che alla fine del 2016 erano appena 160. Unicredit, dal canto suo, ha previsto nel quadriennio 2013-2017 la chiusura di 140 sportelli nel Nord Ovest di cui 110 in Piemonte. Ubi ne ha chiusi 119 e Mps 17.

Nei dieci anni i bancomat sono aumentati di quasi il 10%. L’uso delle tecnologie è in aumento del 6,3% nel 2016 rispetto al 2015. Il 60% dei clienti utilizza canali bancari digitali il 74% dei bonifici avviene da remoto. I dati sono stati illustrati da Mauro Bossola, segretario responsabile della Fabi di Torino e segretario generale aggiunto nazionale, nella relazione al congresso provinciale. “Le prospettive? Siamo vigili e preoccupati”, spiega Bossola. “Il prossimo anno ci sarà la ristrutturazione di Unicredit, che prevede una riduzione di 130 sportelli nel Nord Ovest, mentre Intesa presenterà a marzo 2018 il nuovo piano industriale. Massima attenzione alle situazioni di crisi come quella di Bim”. Bossola ricorda che dal 2008 in Italia ci sono state 15.000 assunzioni e hanno interessato anche il Piemonte. La Fabi è il primo sindacato dei bancari torinesi, con 3.900 iscritti su una platea di 15 mila addetti.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    17:42 Venerdì 27 Ottobre 2017 dedocapellano Si perdono posti di lavoro e redditività....

    Le Banche stanno perdendo la loro funzione di ammortizzatore sociale e questo potrebbe essere "positivo" essendo le banche soggetti giuridici privati. Ma purtroppo i conti degli istituti di credito non sono buoni e molte banche sono sull'orlo del "fallimento tecnico", la leva della tecnologia ha soltanto aumentati i costi così come i "faraonici" programmi di riorganizzazione che affidati alle solite società multinazionali (McKinsey&co, e cos' via) hanno rimpinguato gli utili di queste ultime lasciano pressoché invariata se non peggiorata l'efficienza ed efficacia del sistema bancario....... ultimo ma non meno importante..... è vero che le grandi banche sono soggetti di diritto privato ma sole perché le Fondazioni Bancarie pur essendo a traino pubblico sono stati classificati enti di diritto privato.....

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