(5) STELLE CADENTI

#Chiaranonstaserena

Inizia una settimana cruciale per Appendino. Al fronte giudiziario si aggiungono le crescenti difficoltà politiche e amministrative. Ora anche quella parte dell'establishment cittadino meno ostile le ha voltato le spalle. Reggerà la tensione?

#Chiarastaserena. Insomma, serena mica tanto. Eppure di fronte al precipitare degli eventi e all’incombere di nuove grane giudiziarie è la stessa Chiara Appendino a evocare, forse inconsapevolmente, quell’hashtag che ha ormai assunto un significato sinistro e per nulla beneaugurante. Quel “sono serena” pronunciato dalla sindaca con un sorriso tirato faceva a pugni, nell’immagine di chi le era accanto in quelle ore, con il pallore del volto che sembrava un’impercettibile nuance del bianco della camicetta che indossava. Le colpe, che per la giustizia si chiamano reati, se saranno accertate in merito alla sua condotta per i tragici fatti di piazza San Carlo, lo decideranno, appunto, i giudici. Le stesse condotte che in politica si chiamano in tanti modi – incapacità, pressapochismo, inadeguatezza e via così - le giudicano i cittadini e stanno venendo fuori. Un j’accuse diffuso e inimmaginabile ancora pochi mesi addietro quando la novità (della giovane sindaca Cinquestelle) faceva rima con immunità (anche dalla più lieve critica che non fosse quella, naturale e scontata, degli avversari).

C’è anche questo, sia pure con minor peso rispetto a quello delle imminenti decisioni della Procura della Repubblica, a portare la giovane bocconiana su quello che si staglia come l’orlo di una crisi di nervi. Reggerà? E, soprattutto, avrà forza e più ancora argomenti per farlo non solo e non tanto di fronte all’inciampo giudiziario, ma anche e ancor più alla prova cruciale del bilancio, a quella della vicenda Gtt e ad altre grane di fronte alle quali la prosopopea accentuata dalla parlantina svelta e sbrigativa finisce col balbettare soluzioni confuse o ancora di fatto sconosciute?

Il precipitare della situazione tra i vari effetti ha avuto anche quello, destinato ad accentuarsi, di veder scendere in difesa della sindaca in difficoltà il grillismo più barricadero, quello a lei meno vicino da sempre. La scomposta reazione sostanziata nell’attacco ai giornali, colpevoli di “accerchiare” la povera Chiara, e condita dall’immancabile raffinato ricorso all’immagine del vomito di grillesca memoria scimmiottata dal presidente del Consiglio comunale, rende ancor più evidente il silenzio di quegli ambienti lontani dal movimento, ma assai vicini alla sindaca, quelli che hanno svolto un ruolo decisivo nel successo di un anno e mezzo fa.

La grillina bon ton, anomala, la figlia della buona borghesia imprenditoriale adottata, ma non del tutto adattata, dal grillismo del vaffa ha perso in men che non si dica l’appoggio di quel Sistema avversato di fronte all’ala dura degli elettori pentastellati e subito abbracciato appena entrata a Palazzo di Città. Non le sono certo valse a conservare il sostegno di ambienti plaudenti la sua elezione le mosse improvvide e maldestre che hanno portato la città a perdere eventi culturali di  livello o a ripetere pervicacemente errori su errori, come i prossimi mercatini di Natale. E la stessa impronta ecologica, con tanto di avvisi allarmistici del suo assessore, a dir poco imbarazzanti, non è stata di certo quella annunciata e attesa. Come inatteso, per la sindaca, è stato il commissariamento politico da parte di un’ala del M5s con l’ingresso in giunta di Alberto Unia, arrivato al posto della dimissionata Stefania Giannuzzi. Ma è un’uscita a terremotare Palazzo Civico e far traballare la già precaria poltrona della prima cittadina: le dimissioni, inevitabili, di colui che ridurre a capo di gabinetto sarebbe far torto alla verità sono state un colpo durissimo. Paolo Giordana è stato ed era più di un prezioso collaboratore: Richelieu o Rasputin, a lui la sindaca doveva molto e si appoggiava per tutto. Un rapporto che sembra essere irrimediabilmente lacerato, anche sotto il profilo personale. “Mi hanno messo a pettinare le bambole, il problema è che ne ho una collezione e sono tutte calve” ha confidato poche sere fa ad alcuni amici, tradendo delusione, ma anche facendo trapelare un messaggio che certo non pare confortante e rassicurante per chi lo ha scaricato, non potendo evitare di farlo, ma anche abbandonato. Ne vedremo delle belle? Mah.

Nel frattempo c’è chi nelle difficoltà in cui annaspa la sindaca vede, meglio di prima, un orizzonte dove le stelle potrebbero essere cadenti. Non solo dalle parti del Pd dove la spallata, magari sul terreno periglioso del bilancio, sarebbe nelle cose. Ci si attrezza all’eventualità della caduta degli dei stellati anche in quegli ambienti dell’establishment che una simile evenienza non l’avevano messa in conto e che, invece, oggi comprendono la necessità di arrivarvi preparati. Così se torna a circolare il nome della riserva istituzionale con il volto di Francesco Profumo, lo sguardo si proietta pure a possibili formazioni civiche e “costituenti” per un nuovo corso della città, nel caso il rinnovamento incarnato dai Cinquestelle in versione soft della giovane bocconiana dovesse infrangersi anzitempo.

Lei, ormai, ha dovuto mettere nel cassetto dei ricordi pure le immagini del Chiappendino, ircocervo che pareva politicamente immortale e invincibile e invece è scomparso con l’abbandono della sua parte più attempata: Sergio Chiamparino pur non entrando nella vicenda giudiziaria, ha invece marcato – con apprezzamento del Pd, per mesi irritato dalla liaison – la distanza su tutte le altre questioni, incominciando proprio da Gtt. E su un altro argomento, terreno di giravolte e inversioni di marcia della sindaca e del suo vice Guido Montanari (riferimento dell’ala dura dei Cinquestelle), come il Parco della Salute a far emergere divisioni e approssimazioni è stato lo storico leader regionale Davide Bono, con il quale la sindaca non ha mai filato più di tanto. E che ormai poco o nulla fili liscio, nel suo cammino incominciato neppure due anni fa, lo ha compreso lei stessa.

“Non mollare” dicono le abbia scritto Beppe Grillo. Basterà, insieme a una certa benevolenza delle pagine locali del quotidiano di Famiglia e al cordone sanitario di pretoriani, lo sprone dell’ex comico e il supporto della Casaleggio e Associati a cui si ricondurrebbero alcune decisioni assunte in questo anno e mezzo? Nessuno, memore della celebre frase indirizzata a Palazzo Chigi, tra i suoi si sognerebbe di dirle “Chiara stai serena”. Ci ha pensato lei a dire che lo è. Lapsus freudiano?  

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7 Commenti

  1. avatar-4
    14:48 Martedì 14 Novembre 2017 rubatà (at)tandem

    tutti andrebbero nel sottoscala, impuniti con 70 milaeuri all'anno!

  2. avatar-4
    10:55 Lunedì 06 Novembre 2017 moschettiere Fuori subito

    ...o almeno quanto prima. Le agonie destinate a morte certa servono solo per quel breve periodo necessario a far riordinare le cose da parte degli eredi. Se Appendina procedesse stancamente, ne soffrirebbe inutilmente la città. Si lavori per costituire un team valido in grado di prendere il timone di Torino, meglio se sostenuto da una larga maggioranza e non solo espressione di una sola coalizione di parte. E guidato da persona di livello. Senza far nomi, Morano potrebbe essere nella rosa dei papabili. Perché no? Ma si lavori duro per procedere a tappe forzate, il pericolo di una stagnazione è grande. Senza mai perdere d'occhio il teorema della "prevalenza del cretino" che incombe come un macigno malfermo e potrebbe sparigliare le carte. I risultati che si delineano in Sicilia sono significativi, anche se (non dimentichiamolo mai) la Magna Grecia dista oltre 1000 km da Superga (...e dal resto dell'Italia!!).

  3. avatar-4
    22:46 Domenica 05 Novembre 2017 patty Fa meno danni a dimettersi o a restare?

    Ormai è chiara a tutti la sua inadeguatezza. Un\'occasione di cambiamento clamorosamente sprecata. Resta solo da capire se faccia meno danni a dimettersi subito o a proseguire stancamente per qualche anno. Sperando che nel frattempo Torino sopravviva.

  4. avatar-4
    20:21 Domenica 05 Novembre 2017 EXTRATERRESTRE CRITICHE E POLEMICHE DA TIFOSERIA CALCISTICA PER FATTI GRAVISSIMI

    SI GUARDA AL PESCHERECCIO E SFUGGE LA PETROLIERA: IN ITALIA IL PREFETTO PUO' INTERDIRE QUALSIASI MANIFESTAZIONE PER LA SICUREZZA, MA LA SINDACA NON HA TALI POTERI. IL BRACCIO, PER IMPEDIRE CIO', IL PREFETTO LO HA NEL QUESTORE. QUESTE DUE FIGURE TERRITORIALI SONO AI VERTICI PER TALI DECISIONI E DIPENDONO DAL MINISTERO DEGLI INTERNI, E SONO RUOLI DI CARRIERA STATALE. LA SINDACA HA LA SUA GRAVE RESPONSABILITA', MA E' AL TERZO SCALINO, ESSENDO POLITICO. QUINDI SMETTIAMOLA CON LE POLEMICHE DEL PARTITO POLITICO A CUI APPARTIENE IL SINDACO DI TURNO, SEPPURE COSTEI SIA STATA SCONSIDERATAMENTE A CARDIFF LA SERA DELLA CATASTROFE. LE ISTITUZIONI DEL MINISTERO GIUSTIZIA, DA CUI DIPENDE LA PROCURA, HANNO ORA LA CAPACITA' ED IMPARZIALITA' NECESSARIA PER NON LIMITARSI AL TERZO SCALINO, ED INDAGARE COLUI CHE CHE HA BENESTARIATO IL PIANO DELLA SINDACA - QUESTO E' IL NOCCIOLO DEL PROBLEMA - E LORO PARI-GRADO TRA I DUE MINISTERI STATALI, E NON SOLO LA SINDACA E UNA DECINA (O VENTINA) DI SUBORDINATI DA INDAGARE, COME SI SENTE SCONCERTATAMENTE LEGGERE ? QUESTO E' IL VERO PROBLEMA, IL RESTO SONO CHIACCHIERE DA STADIO O DA BAR, POICHE' VALE PER QUALSIASI SINDACO O SINDACA, CHE PUO' ESSERE BLOCATTO DAL RISPETTIVO PREFETTO PER QUANTO PROPONE, SE NON RISULTA SICURO, MA NON PUO' AVVENIRE IL CONTRARIO. CON PROBABILE CERTEZZA ASSISTEREMO AL SOLITO TEATRINO DELLA REPUBBLICA DEI CACHI...

  5. avatar-4
    19:42 Domenica 05 Novembre 2017 silvioviale SCONSOLATA

    In fondo mi dispiace per la Sconsolata di Palazzo Civico. Con un po’ di lungimiranza avrebbe potuto essere un’ottima Sindaca del centrosinistra. Purtroppo sì è circondata di mitomani, parolai e perdigiorno.

  6. avatar-4
    10:34 Domenica 05 Novembre 2017 Ermy Pena per tutti

    E cosa Chiara a tutti. Dopo appena 2 anni l'uniche cose che la tengono al suo posto sono :la paura dei suoi pretoriani di ritornar a fare i disoccupati e il terrore della Casaleggio e associati di farsi un figurone di cacca prima delle votazioni nazionali. Politicamente e mentalmente abbiamo una sindaca devastata. Mi fa tenerezza lei e la città allo sbando

  7. avatar-4
    08:37 Domenica 05 Novembre 2017 tandem Ovvio

    Il "sistema torino" ti molla immediatamente dopo che ti ha usato. Povera illusa che pensava di cavalcarlo dopo aver fatto credere che l'avrebbe combattuto. Così il risultato che è scaricata anche da chi l'aveva appoggiata. Vada a tenere compagnia a Giordana nel sottoscala che è meglio per tutti.....

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