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Luminarie di Natale alle Vallette, torna la cultura del ballatoio

La stucchevole polemica sulle Luci d'artista danneggiate in periferia ripropone la vecchia diatriba in voga ai tempi delle giunte rosse di Novelli. Il critico Beatrice provoca, i grillini chiedono le sue dimissioni dal Circolo dei lettori. Tra élite e massa

Hanno sollevato un vespaio di polemiche le dichiarazioni del presidente del Circolo dei Lettori, Luca Beatrice, sull'atto vandalico compiuto nel quartiere Vallette di Torino, dove sono state prese a sassate e in gran parte danneggiate le Luci d’Artista installate in piazza Montale (quella dei coni gelato luminosi).  In un post su Fb, il critico afferma: “Ci sarebbe davvero da discuterne seriamente. Le #lucidartista vandalizzate e distrutte alle Vallette. Per decenni sono state rispettate e amate dai torinesi. Ora a qualcuno per puro spirito demagogico è venuto in mente di portarle in periferia. Ci sono luoghi dove la bellezza e la cultura non arrivano; vanno lasciati al loro triste destino”.

Parole che hanno provocato la dura reazione del consigliere comunale 5 Stelle, Massimo Giovara che sempre sul social bolla come “affermazione da bar” “già intollerabile da un cittadino qualunque, fatta dal presidente di una struttura pubblica che è lì grazie a tutti noi, indica chiaramente la sua inadeguatezza ad un compito di piena diffusione della cultura. Crediamo che le sue dimissioni siano un atto dovuto”. Beatrice, infatti, è stato nominato al vertice dell’istituzione culturale dalla Regione dalla giunta di centrodestra e poi riconfermato da quella di centrosinistra.

La richiesta di dimissioni, avanzata dal consigliere grillino, è fatta propria dall’assessore comunale alla Cultura, Francesca Leon, che retoricamente si chiede: “Può un’istituzione come il Circolo dei Lettori essere presieduta da chi predica l’esclusione e la marginalizzazione come necessaria?”. Supponendo (ma non ne saremmo così sicuri) la corretta esegesi del pensiero di Beatrice, la Leon citando l’articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sul diritto all’accesso alla cultura e al progresso scientifico, osserva che sono “diritti, secondo Luca Beatrice, che devono essere garantiti solo ad alcuni”. L’assessore giudica “grave che chi presiede un’istituzione culturale pubblica dichiari che vi siano luoghi e cittadini dove la cultura e la bellezza non arrivano e che quindi vadano lasciati al loro destino. È grave - aggiunge - perché su quel territorio vi sono cittadini e operatori culturali che lavorano tutti i giorni perché la cultura sia strumento di costruzione di un senso collettivo e di comunità. Noi - conclude - siamo al loro fianco e non a chi pensa che la cultura sia diritto di pochi”.

Ai rimbrotti si unisce anche l’assessore regionale Antonella Parigi, che il Circolo dei lettori l’ha fondato e ne è stata a lungo direttrice. “Quando  si accetta di rappresentare un’istituzione non si può parlare a vanvera. Le dichiarazioni di Beatrice non sono assolutamente in sintonia né con i miei valori né tantomeno con quelli della giunta che rappresento. Lavoriamo tutti i giorni per rendere diffusa la cultura e crediamo che tutti e dico proprio tutti non solo meritino, ma abbiano diritto alla bellezza. Spero, dunque, che Beatrice voglia chiedere scusa ai cittadini torinesi e imparare a moderare le sue dichiarazioni”. Beatrice in un’intervista televisiva ha poi precisato: “Non intendevo proprio offendere le periferie. Ci sono nato e ci ho vissuto per 25 anni. Ma bisogna mettere le opere d’arte nella condizione di essere rispettate da tutti. Sono stato probabilmente frainteso, ma non sono io a dovermi scusare”.

Sembra un salto indietro nel tempo, alla discussione sulla “cultura del ballatoio” delle giunte rosse di Diego Novelli (e dei suoi assessori dell’epoca Giorgio Balmas, Gianni Dolino e dell’allora giovane Fiorenzo Alfieri). Il nesso tra cultura e democrazia è da sempre terreno fertile per le diatribe intellettuali. Senza farla troppo lunga e agitare gli spettri di regimi che hanno preteso di “portare la cultura al popolo”, non può sfuggire la carica di demagogia e di conformismo di certi approcci pedagogici. Una concezione della cultura non meno elitaria di quella che si rimprovera a Beatrice. Eppoi, suvvia, stiamo parlando di luminarie natalizie. La cultura è altrove, né in centro né in periferia. E le Vallette hanno bisogno di ben altro dei quattro coni luminosi installati dal Comune.

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7 Commenti

  1. avatar-4
    23:30 Lunedì 06 Novembre 2017 lux21 I fantastici 5

    La Marvel non avrebbe potuto inventarsi di meglio, davvero fantastici...Ci vogliono superpoteri per far diventare l'ennesimo scivolone in un'occasione per bastonare personaggi sgraditi...Aiutati da certa stampa, che di queste polemiche vive, il problema è diventato Beatrice e non il completo abbandono delle periferie coperto da 4 coni gelato in una piazza desolata..altro che 5 stelle, 5 sfigati. PS: comunque quelli del PD, non abboccano mai...

  2. avatar-4
    17:29 Lunedì 06 Novembre 2017 rubatà quel che penso ...

    forse in periferia era stato promesso di dare una casa, un lavoro, un'assistenza nei servizi ... non credo che avessero chiesto un croissant.

  3. avatar-4
    21:59 Domenica 05 Novembre 2017 Paladino Meno ipocrisie...

    Cosa sono le vallette lo sanno tutti, per cui ciò che è accaduto era prevedibile. Piuttosto le luci, d'artista, non le luminarie normali di natale, sono una attrazione turistica, e allora un turista che ci va a fare alle vallette? Per favore meno ipocrisie e populismi da 4 soldi......

  4. avatar-4
    21:39 Domenica 05 Novembre 2017 giacomo_b Domanda per Leon

    Pensa che nella via dove risiede aumenterebbe l'accesso alla cultura solo con l'applicazione di coni al neon fuori delle finestre?

  5. avatar-4
    20:39 Domenica 05 Novembre 2017 silvioviale FRANCESCA LEON, SPOSTA LA SEDE DELL’ASSESSORATO IN PIAZZA MONTALE.

    Le periferie devono essere #vivibili, non #imbellettate. Luci D’Artista non sono come le luci di Natale e i Babbi Natale appesi ai balconi. Sono uno siettacolo da ammirare passeggiando in zone centrali. Ma chi parte da Mirafiori per andare di sera in Piazza Montale? Qualcuno di voi c’e andato? Chissà perché Francesca Leon non sposta la sede dell’assesoeato in Piazza Montale o in Via Negarville?

  6. avatar-4
    18:15 Domenica 05 Novembre 2017 foolintherain Per inciso

    Non sfugge il fatto che in periferia abbiano portato quelle che con tutta probabilità sono le più tristi e squallide luci d'artista mai apparse a Torino. Insegne da gelateria di quart'ordine anni 70. Forse non è un caso che, dopo essere comparse per la prima volta in Piazza Bodoni adesso siano state "promosse" alle Vallette...

  7. avatar-4
    18:02 Domenica 05 Novembre 2017 fatti cos'è la cultura

    Tollero più una uscita infelice di Beatrice che l'ipocrisia di Parigi e Leon. Parigi è quella che ha organizzato un circolo dei lettori in pieno centro, in palazzo nobiliare, ben lontano dalle periferie anzi ai periferici quasi inaccessibile, sebbene pagato coi soldi di tutti i contribuenti, anche periferici, ma frequentato da sempre per la stragrande maggioranza da professoresse e signore di borghesia, d'età. Che forse sono già vicine alla lettura. Certe luci d'artista poi, sono poco più che neon da esercizio commerciale, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo, e si spera ogni ottobre che non capitino nel proprio quartiere.

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