LE REGOLE DEL GIOCO

Grillini in pasto alla salamandra

Il risultato elettorale potrebbe essere molto condizionato dalla geografia dei collegi. Spostando qualche comune il M5s potrebbe vincerne 4 oppure uno solo. Nel capoluogo Pd in vantaggio, centrodestra piglia (quasi) tutto nel resto del Piemonte

La linea di confine tra vittoria e sconfitta per molti candidati nell’uninominale del Rosatellum potrà coincidere proprio con quella che delimiterà le frontiere di ciascun collegio. “Basterebbe spostare, per esempio, un comune come quello di Villafranca dal collegio di Moncalieri a quello di Pinerolo per portare un seggio ai Cinquestelle, senza spostare un voto” spiega allo Spiffero Lorenzo Pregliasco, docente di Consulenza politica all’Università di Torino e fondatore del sito di analisi Youtrend e dell’istituto di ricerca e strategia politica Quorum. Nella sola provincia di Torino a seconda di come saranno ridisegnati gli ambiti in cui ciascun candidato dovrà raccogliere consensi, l’ago della bilancia potrebbe spostarsi in maniera a dir poco decisa: “in base alla collocazione di alcuni comuni, anche di non grandi dimensioni, a voto invariato, nei 9 collegi il M5s potrebbe vincere in 4 di essi oppure in uno soltanto”.

Insomma, semmai fosse mancata una ragione per attendere con trepidazione la nuova carta geografica per le elezioni di marzo da parte della commissione al lavoro al Viminale, l’eventualità prospettata da Pregliasco getta ancora più nell’ansia i candidati. L’attesa non durerà ancora molto: l’organismo guidato dal presidente dell’Istat Giorgio Alleva dovrà consegnare lo schema con i nuovi 341 collegi (di cui 232 per la Camera e 109 per il Senato) entro la fine del mese. Solo allora si scoprirà se e quanto i collegi saranno stati modificati rispetti a quelli del Mattarellum. “Non credo che ciò avverrà in maniera significativa” osserva il docente torinese, il quale pur premettendo che “ovviamente il margine di incertezza c’è” sottolinea come “in alcuni casi possono bastare poche migliaia di elettori e quindi una manciata di piccoli paesi per cambiare l’esito dell’elezione dei candidati nell’uninominale”. Quelle candidature, per intenderci, dove il Pd pare destinato a mostrare il fianco in maniera più netta, soprattutto in quelle province del Piemonte, esclusa Torino, dove il centrodestra potrebbe fare il pieno.

“Abbiamo un dossier riservato di simulazione sul Rosatellum che applica il voto nazionale sui singoli collegi – spiega ancora Pregliasco – ma, senza rivelare dati appunto riservati, possiamo dire che la logica porta a delineare in Torino città la partita tra centrosinistra e M5s, con probabili vittorie di questi ultimi a Torino Nord, Pinerolo e nel collegio che comprende Beinasco e Orbassano, mentre nel resto della regione si delinea una preponderante vittoria dei candidati di centrodestra”.

Uno scenario che, inevitabilmente, condizionerà soprattutto nel Pd la corsa verso i listini del proporzionale, quelli che offrono maggiori garanzie di essere eletti o rieletti rispetto all’uninominale dove, eccetto nell’ex villaggio di Asterix torinese, le probabilità di farcela sono ridotte pressoché a zero. Più ampio lo spazio di manovra nel fronte di centrodestra che se dovrà incassare qualche sconfitta nel e attorno al capoluogo, potrà per contro mietere seggi nel resto del Piemonte. Dura per i grillini puntare, come faranno invece gli altri due schieramenti, su nomi e volti noti e in grado di attrarre voti giocando su territori dove sono, appunto conosciuti. Per un movimento i cui candidati alle amministrative sono stati eletti con un numero di preferenze da votazione condominiale, la partita si giocherà più sul simbolo che non sulle facce, questo è poco ma sicuro.

Su tutto questo, mentre si contano i giorni che separano dall’arrivo della nuova (non si sa quanto) carta geografica del voto, aleggia lo spettro de gerrymandering. Cosa sia lo spiega Pregliasco, pur premettendo che la commissione incaricata di ridisegnare i collegi dovrebbe agire in maniera del tutto svincolata e avulsa da interessi o pressioni politiche. “Il nome deriva dal governatore del Massachusetts, Elbridge Gerry che nel 1812 applicò per la prima volta un metodo strumentale per ridisegnare i distretti per l’elezione del Senato statale. E lo fece, in uno dei collegi in maniera così arzigogolata da far emergere, sulla carta, una forma che ricordava una salamandra. Da qui il nome”. La salamandra potrà spuntare anche dalla nuova carta che delimiterà i confini dei collegi del Rosatellum e, quindi, potrà segnare la frontiera tra vittoria e sconfitta? “La possibilità esiste”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    10:50 Mercoledì 08 Novembre 2017 Conty In Sicilia però ha vinto Musumeci

    In Sicilia però ha vinto Musumeci e logica vuole che anche i grillini abbiano perso.

  2. avatar-4
    10:06 Mercoledì 08 Novembre 2017 icontidegliosti I candidati conteranno ZEROVIRGOLA. I partiti piccoli-medi tanto.

    Questo scienziato dei dati elettorali fa i conti senza l'oste, o meglio in questo caso senza GLI OSTI. E gli osti saranno, con questo sistema elettorale, i partiti piccoli e medi, altro che un "campione" (i quali non esistono più da molto tempo..) in questo od in quell'altro collegio.. Il più infimo dei partiti "minori" sposterà molti più voti del più figo dei candidati territoriali. Sia sulla quota maggioritaria, sia sulla quota proporzionale per gli alleati che superano il 3percent.. Hai voglia a spostare comuni e province di qua o di là... Molto meglio assicurarsi alleati che storicamente abbiamo dimostrato di pesare sempre qualcosa, sia in tempi di vacche magre che in tempi di vacche grasse. Certo che se pensano di farlo gratis, beh, allora meglio che vi rivolgiate al Guru qua sopra.. Avranno un prezzo politico, minimo, ma ampiamente meritato. Gli unici veramente svantaggiati da questo sistema sono i grillini, semplicemente perché si rifiutano di fare alleanze, tutto qua. Vi piace vincere facile? Ed allora usate le regole del gioco necessarie per vincere, senza illudersi di trattare con dei "vucumprà" però.. Perché stavolta nulla è scontato, ed anche i grillini potrebbero vincere. Anche nelle "terre" del centrodestra: la Sicilia non è storicamente di centrodestra? Eppure guardate che botto di voti hanno preso (solo Renzi può dire in TV senza vergogna che hanno perso). Fate il vostro gioco!

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