PARTECIPATE

Gtt, Appendino fa retromarcia

Sindaca costretta dalla Regione all'abiura del concordato preventivo per salvare l'azienda. Ora si attende il piano industriale di Deloitte e se non ci saranno i fondi per realizzarlo l'unica strada percorribile sarà l'applicazione della legge Marzano

Per ora l'accordo è su cosa non si fa. “Città di Torino e Regione Piemonte si sono incontrati per fare il punto sulle attività riguardanti il piano industriale in corso di elaborazione da parte di Gtt e degli advisor. Il piano, una volta ultimato, sarà sottoposto agli organi competenti. Si esclude fin da ora il ricorso all’utilizzo di procedure concorsuali”. La nota congiunta inoltrata da Palazzo Civico segna l’ennesima fumata nera sull’azienda del trasporto controllata dal Comune. L’unico elemento che emerge al termine del vertice è l’abiura da parte di Chiara Appendino al concordato preventivo in continuità, una marcia indietro imposta dal numero due della Regione Aldo Reschigna dopo che da fonti più che autorevoli l’ipotesi era rimbalzata da Roma a Torino e riportata ieri dallo Spiffero. A questo punto si attenderà la consegna di un piano industriale asseverato da parte di Deloitte - l'advisor a cui si è affidato Gtt - in cui verrà indicato il reale fabbisogno finanziario dell’azienda (finora si è parlato di una cifra che varia tra i 110 e i 130 milioni, per coprire i quali la Regione ha messo sul tavolo 60 milioni tra risorse proprie e fondi Fsc del governo) prima di intraprendere qualunque strada, anche se lo stesso Reschigna, al termine dell’incontro avvenuto in piazza Castello con Sergio Chiamparino, la sindaca Appendino e l’assessore al Bilancio di via Milano Sergio Rolando, indica le uniche due vie d’uscita per garantire una sopravvivenza all’azienda: “O il Comune è in grado di realizzare il piano industriale garantendo le risorse necessarie alla sua applicazione oppure si farà ricorso alle disposizioni previste dalla legge Marzano”, cioè commissario nominato dal governo sotto il controllo del Ministero per lo sviluppo e congelamento per sei mesi dei debiti della società per permetterne il rilancio.

Intanto per garantire gli stipendi ai lavoratori l’Agenzia sta elargendo a Gtt il contributo relativo al trasporto pubblico locale con tempi decisamente più favorevoli rispetto agli altri operatori, un modo per sopperire alle difficoltà di cassa della società. I lavoratori, però, chiedono certezze e iniziano a mostrare una crescente disapprovazione verso la “melina” dell’amministrazione comunale con una sindaca sempre più debole e stretta fra due fuochi: da una parte le pressioni che arrivano da oltre la cinta daziaria e dall’altra una maggioranza consigliare che mette paletti ben precisi per dare il via libera a un eventuale piano di salvataggio. Nei prossimi giorni Deloitte consegnerà il piano industriale, come richiesto a suo tempo da Chiamparino, con numeri certi. E a quel punto non basterà escludere questo o quel percorso, ma sarà necessario imboccare una strada.

print_icon

5 Commenti

  1. avatar-4
    15:29 Giovedì 09 Novembre 2017 rubatà completamente senza capacità ...

    contornata di mandarini agri, e di coccobelli, oltre a non tirare fuori buone idee riescono a riciclare male quelle fatte da altri. guarda vi multerei per la spocchia che avete, ma tanto per quel che vale basta un asino per non farvela pagare.

  2. avatar-4
    13:30 Giovedì 09 Novembre 2017 moschettiere Eh

    Altro che far pagare i biglietti, i nostri amministratori vogliono (e ottengono) l'annullamento delle multe per chi non paga!

  3. avatar-4
    10:20 Giovedì 09 Novembre 2017 paull responsabilità

    Nessuno parla delle responsabilità gravissime dei dirigenti GTT. Che tristezza questa nostra città, poi ci permettiamo di criticare Roma.

  4. avatar-4
    09:34 Giovedì 09 Novembre 2017 dedocapellano Sempre i soliti

    Il piano industriale di Deloitte? ma è possibile che si sia sempre "in mano" a queste solite società di consulenza anglo-americane, ......che poi questo metodo di scelta del “consulente” sia portato a vanti dai "rivoluzionari" dei 5 Stelle è paradossale! le cosiddette “Big Three” del settore, nate negli Stati Uniti. Tutte e tre occupano oltre mille addetti. Due di queste, però, non depositano in Italia alcun bilancio fin dal 1994, rendendo di fatto impossibile qualsiasi approfondimento sulla loro natura, sviluppo e operatività. Un paradosso, visto che proprio queste società sono sempre più al centro di importanti dinamiche economiche. Ad esempio, risale a fine settembre 2015 la sentenza emessa dal collegio arbitrale di Milano contro McKinsey, chiamata a risarcire la compagnia in amministrazione straordinaria per circa 11,8 milioni di euro. Aveva ricevuto l’incarico durante la gestione dell’ex presidente e amministratore delegato di Alitalia Giancarlo Cimoli, condannato per il crac a otto anni e otto mesi... e le banche? quasi tutti i "cosi detti" piani industriali degli ultimi 20 anni sono "targati" McKinsey&co e sono costati centinaia di milioni di euro!! ( con risultati che sono oggi evidenti)

  5. avatar-4
    09:31 Giovedì 09 Novembre 2017 Barottonodoso se fate pagare i biglietti magari il bilancio migliora...

    Cari Megadirigenti Gtt, fatevi un giretto sulla linea 4 e guardate quanta gente fa bip ...

Inserisci un commento