Centrosinistra, chi lo rappresenterà?

C’è una domanda di fondo da fare se le cose non cambieranno in quel campo politico. E cioè, chi rappresenterà il centrosinistra alle prossime elezioni politiche? Chi, cioè, fra le tre liste che si stanno formando può definirsi più di centrosinistra degli altri? È appena sufficiente ricordarle queste forze in campo.

Innanzitutto il Pd, partito che continua a definirsi di centrosinistra malgrado la profonda sterzata centrista impressa da Renzi in questi ultimi anni e la trasformazione da “partito plurale” a “partito personale”, per dirla con Ilvo Diamanti. Un partito che, in virtù anche della sua rappresentanza numerica che veleggia tra il 20 e il 25% - nelle votazioni reali e non solo nei sondaggi – rivendica giustamente di essere la forza più rappresentativa di questo campo politico. Al di là della scissione, delle polemiche quotidiane e delle secche sconfitte maturate in questi ultimi 3 anni in tutte le consultazioni. Cioè dalle elezioni europee del 2014 in poi.

In secondo luogo il centrosinistra di matrice ulivista che si sta raccogliendo attorno alla figura prestigiosa del Presidente del senato, Pietro Grasso. Una formazione di centrosinistra che parte dalla scissione dentro al Pd e che approderà, molto probabilmente, nella prossima contesa elettorale raccogliendo tutte le formazioni che si riconoscono alla sinistra del Pd con particolare attenzione anche al mondo cattolico democratico e popolare.

In ultimo la formazione, sempre che ci sia, che si riconosce nell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Anche qui, come sopra, una lista di centrosinistra, seppur ancora indefinita nel suo profilo e nella sua proposta politica.

Ora, al di là dei vari programmi e delle alleanze che ci saranno, o meno, tra queste varie liste e partiti, una domanda è persin troppo spontanea: e cioè, chi può pretendere di rappresentare autenticamente e in modo esclusivo il centro sinistra di governo, plurale, civico e ampio? E se tutti lo rappresentano, chissà perché non si profila un accordo tra le varie forze?

Dietro a queste domande, apparentemente banali e scontate, c’è il vero rischio politico ormai a tutti noto. Ovvero, la potenziale sconfitta del centrosinistra alle prossime elezioni. Speriamo di no, almeno dal mio punto di vista. Ma se le condizioni restano quelle che ho descritto sin qui, sarà molto difficile, se non impossibile, contrastare la contesa finale tra il centro destra di Berlusconi e il movimento di Grillo e Casaleggio.

*On. Giorgio Merlo, Direzione nazionale Pd

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