GLORIE NOSTRANE

Palenzona ha toccato il fondo (americano)

Fuori da Unicredit, "altruistico gesto", il camionista di Tortona guadagna la presidenza di Prelios. E ingaggia un duello con Profumo per il vertice di Acri. Una trama che passa per le fondazioni Crt e CrCuneo

L’uscita di Fabrizio Palenzona dal cda di Unicredit, oltre a favorire l’ingresso di Fabrizio Saccomanni, con quello che il presidente del gruppo bancario Giuseppe Vita ha definito un “altruistico gesto” per avviare l’ex ministro del Tesoro nel governo Letta alla sua successione, potrebbe mettere il banchiere di Tortona in condizioni decisamente migliori per la sua, sempre più vociferata, scalata alla presidenza di Acri, la potente associazione delle Casse di Risparmio e Fondazioni di origine bancaria oggi guidata da Giuseppe Guzzetti.

Il mandato dell’ottantatreenne gran pontefice della finanza bianca (una vita di Dc e Cariplo) scadrà nel 2019 e, quindi, Furbizio ha ancora tempo per rafforzare e se del caso tessere ulteriori alleanze per approdare a quel posto che, sempre secondo rumors degli ambienti finanziari, non vedrebbe disinteressato neppure l’attuale presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo.

Nell’attesa della probabile successione a Guzzetti, ma con la garanzia di non incappare (al contrario di quanto sarebbe accaduto nel caso fosse rimasto nel board di Unicredit) in alcun ostacolo di incompatibilità, Palenzona lascia il colosso bancario di piazza Gae Aulenti per andare a fare l’americano. Per lui è, infatti, da qualche tempo pronta la poltrona presidenziale del ricchissimo fondo statunitense Prelios (ex Pirelli Real Estate), di cui la società di investimenti Davidson Kempner ha recentemente acquisito il 44,8% da Pirelli, Intesa e dalla stesso Unicredit. Di Prelios, pur non avendo mai avuto un ruolo nel fondo quando Unicredit ne aveva parte della proprietà e lui era vicepresidente, Palenzona si era comunque occupato seguendo gli aumenti di capitale e la ristrutturazione insieme a Marco Tronchetti Provera. Solo dopo la cessione della quota da parte della banca il “camionista di Tortona” approda al fondo americano, la cui proprietà a però fatto la scelta di un vertice italiano e, detto senza ironia, di peso. Compito principale di big Fabrizio sarà, infatti, quello di tenere rapporti e relazioni con le istituzioni per conto di un fondo che gestisce qualcosa come 4 miliardi di euro ed è impegnato in operazioni immobiliari altrettanto imponenti. Come, per citarne solo uno, il progetto della Fabbrica italiana contadina a Bologna, il parco tematico dedicato all’agroalimentare  con 100mila metri quadrati coperti e riferibile in gran parte al fondo Pai, gestito insieme ad altri 31 da Prelios e promosso da Oscar Farinetti. Altri investimenti della società di cui Palenzona di appresta ad assumere la presidenza anche nella Capitale dove il fondo Fedora, sempre gestito da Prelios, ha perfezionato l’acquisizione di un complesso immobiliare per oltre 62 milioni di euro, o a Milano dove è recente un’acquisizione immobiliare per 33 milioni.

Uscito con l’onore delle armi e il riconoscimento dell’“altruistico gesto” di cedere il posto nel board a Saccomanni, Palenzona lasciando dopo 18 anni la stanza dei bottoni della banca in cui era approdato in quota Fondazione Crt ha dichiarato che “con il positivo completamento dell’ultima operazione di aumento di capitale, il consolidamento dei risultati della banca nei primi nove mesi successivi alla sua esecuzione e la sostanziale definizione del cantiere della corporate governance, che sarà oggetto di approvazione dell’assemblea del 4 dicembre, ritengo che la mia esperienza in UniCredit sia giunta alla sua naturale conclusione”. Il banchiere che nei mesi scorsi quando per la presidenza di Unicredit era circolato più di un nome si era mostrato molto vicino all’ipotesi di affidare la presidenza all’economista Lucrezia Reichlin, ha sottolineato la sua soddisfazione per il fatto che “questa mia decisione coincida con l’esigenza della banca di cooptare nel cda il candidato ideale per il ruolo di futuro presidente, una persona di grande livello istituzionale, professionale ed umano qual è Fabrizio Saccomanni”.

Chiusa alle spalle la porta di Unicredit, spalancata quella di Prelios, big Fabrizio ha comunque sempre davanti a sé (anche) quella che potrebbe dischiudersi verso il vertice di Acri. Come già anticipato nei mesi scorsi, la strada oltremodo agevole per arrivare alla successione di Guzzetti passerebbe per il suo Piemonte. Innanzitutto dalla fondazione di casa, ovvero la Cr Alessandria nel cui cda, in rinnovo entro il prossimo aprile, Palenzona potrebbe entrare nominato dall’attuale consiglio di indirizzo (dove ha molti, se non tutti, supporter). Da lì, nel 2019, la successione all’attuale e non più riconfermabile presidente Pierangelo Taverna. Poi con il sostegno del suo uomo al vertice di Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, dell’altro presidente (Fondazione Cr Cuneo) Giandomenico Genta oltre alla rete di relazione e consensi tessuta e rafforzata negli ultimi due decenni, per il camionista di Tortona quella verso il vertice di Acri si aprirebbe come un’autostrada. Lasciando, come osservano i maligni, Profumo fermo al casello.

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