CENTROSINISTRA

Pd e Moderati rompono (solo un poco)

Il vertice tra i due partiti sancisce l'irrimediabile rottura a Moncalieri. Voto sempre più vicino nella quinta città del Piemonte, una delle ultime ancora in mano al centrosinistra. Ribadita l'importanza dell'alleanza, ma Portas avverte: "Non bastano le parole"

A Moncalieri il centrosinistra va in frantumi, Pd e Moderati prendono atto “con rammarico” della conclusione dell’esperienza di governo nella quinta città del Piemonte, ma ribadiscono “l’importanza dell’alleanza tra le due formazioni”. Insomma, l’ultimo disperato tentativo è quello di preservare la coalizione circoscrivendo le vicende dell’amministrazione del Comune alle porte di Torino a “focolaio” locale.

Si è concluso così, con una fumata nera, il conclave tra le segreterie di Pd e Moderati. Una presa d’atto dell’impossibilità di governare insieme. “Prendiamo atto delle dimissioni irrevocabili del sindaco, Paolo Montagna, ne siamo molto dispiaciuti perché si andrà al voto”, afferma Mimmo Portas, leader dei Moderati. Moncalieri, del resto, non è un caso isolato: “Ricordiamo che ci sono altre situazioni molto critiche da risolvere - aggiunge il parlamentare eletto nelle liste Pd - come Alessandria e Cuneo”. Portas usa toni soft ma nulla è scontato, in un ventaglio di possibilità che va dalla rottura definitiva alla ricomposizione in vista delle Politiche: “Ringrazio il Pd per l’apertura e per il lavoro svolto per il mantenimento dell'alleanza, ma è chiaro che bisogna supportare le parole con i fatti, giusto riconoscimento per una alleanza che prosegue da dodici anni”.

Un messaggio raccolto dalla delegazione democrat, presente con i vertici provinciali e regionali del partito affiancati dall’eminenza fassiniana Giancarlo Quagliotti e dal consigliere regionale Raffaele Gallo, quest’ultimo in rappresentanza della potente componente famigliare: “Esprimiamo massima determinazione a lavorare insieme - commentano i segretari Davide Gariglio e Mimmo Carretta - per consolidare l’alleanza sia a livello locale che nazionale. Nei prossimi giorni ci incontreremo nuovamente per organizzare iniziative comuni, che guardino sia alla critica situazione torinese a guida Appendino, sia al quadro politico nazionale”.

Moncalieri è, dopo Torino, il Comune dell’area metropolitana col maggior numero di abitanti, il quinto in Piemonte. Il sindaco Montagna, esponente del Pd, si è dimesso lo scorso 27 ottobre, al termine di un Consiglio comunale teso, che ha visto i Moderati votare contro la variazione di bilancio perché contrari al progetto urbanistico legato all’ex fabbrica Dea. Progetto approvato dal Consiglio comunale di giovedì e che prevede la realizzazione di palazzine di quattro piani e una quota di commercio, legata in maggior parte a un supermercato. La delibera è passata con il voto favorevole del Pd e l’astensione dei Cinquestelle, mentre i Moderati, da sempre contrari al progetto, hanno votato contro nonostante l’emendamento della giunta che faceva proprie le loro istanze. “L'approvazione della delibera è un risultato storico per la città di Moncalieri, di cui sono molto soddisfatto”, aveva commentato il sindaco dimissionario. L’intervento porta infatti in dote la realizzazione di un argine sul Po, dal Fioccardo a Lungo Po Abellonio, anche sulla vicende pare abbia acceso un faro la magistratura. “Ho chiesto la verifica di una maggioranza in grado di esprimere un patto di legislatura”, aveva aggiunto il primo cittadino. Condizione che le segreterie dei due partiti non hanno trovato.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    02:18 Martedì 14 Novembre 2017 vinoveritas salvate il soldato Portas...

    ma come si fa? al nord il PD rischia di non riconfermare quasi nessuno degli uscenti??? Meglio promettere la poltrona di Presidente della Regione fra un anno... è pur sempre un seggio gratis... per il miglior perdente...

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