Carte bollate

Le battaglie politiche si conducono all’interno delle aule istituzionali e non in quelle giudiziarie. Un principio che è un caposaldo della democrazia rappresentativa. Così come avevamo criticato il comportamento di quei consiglieri di opposizione a Palazzo Civico che si erano rivolti non solo alla giustizia contabile ma addirittura a quella penale per far valere le loro ragioni, oggi ci appare assai discutibile la decisione dei vertici di Gtt di querelare Alberto Morano. Com’è noto, gli amministratori dell’azienda del trasporto pubblico torinese intendono contestare a colpi di carte bollate le affermazioni del consigliere di centrodestra, espresse nel corso di una seduta dell’assemblea cittadina. A noi pare una brutta pagina della dialettica politica subalpina e non vogliamo neppure essere sfiorati dal sospetto che qualcuno voglia limitare o condizionare il libero esercizio del diritto di critica o addirittura “intimidire” un rappresentante dei cittadini torinesi democraticamente eletto. Poiché pare assai improbabile che l’iniziativa sia stata presa all’insaputa del sindaco Chiara Appendino, la vicenda allunga ombre preoccupanti sulla concezione che del confronto democratico hanno gli esponenti del Movimento 5 stelle.

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