Regione Piemonte: via libera a assestamento bilancio 2017

Il Consiglio regionale del Piemonte ha dato questa sera il via libera all'assestamento del bilancio 2017-2019 della Regione. Dopo la maratona d'aula di tre giorni la scorsa settimana, per arrivare all'approvazione il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, ha convocato questa mattina una conferenza dei capigruppo nella quale è stato deciso un contingentamento dei tempi. In tutto sono stati affrontati oltre 250 emendamenti, soprattutto delle opposizioni, e 40 fra mozioni e ordini del giorno collegati al provvedimento. Come ha sottolineato il relatore di maggioranza Andrea Appiano (Pd), nell'assestamento sono state fatte scelte per mettere in sicurezza alcuni settori, in primo luogo le politiche sociali e l'istruzione, e per provare a rilanciare gli investimenti. "Liquidare con due slogan l'azione politica di rigore ma anche di scelte in termini di priorità che questa maggioranza ha fatto - ha detto Appiano prima del voto finale - è ingeneroso. Noi siamo orgogliosi di essere stati partecipi di un processo di responsabilità"

Il documento aumenta le risorse su molti fronti, dalle non autosufficienze alla copertura totale delle borse di studio universitarie, dall'infanzia 0-3 anni allo sviluppo del turismo montano, dai trasporti alla pulizia dei fiumi, fino agli interventi di ripristino del territorio dopo i recenti incendi e a molti altri campi. "Il mio dovere - ha detto in aula il vicepresidente e assessore al Bilancio, Aldo Reschigna - è garantire una gestione non ragionieristica dei conti della Regione. Sono stato oltre due mesi in Commissione, poi ho presentato un maxiemendamento frutto di scelte politiche. Purtroppo la nostra coperta è questa, il primo a soffrirne sono io come assessore al Bilancio, e lo sono tutti i miei colleghi assessori, che si stanno facendo carico di ripianare debiti che sono stati costruiti da altri". Queste affermazioni di Reschigna sono state la risposta data alle opposizioni, che in molti interventi hanno protestato perché si sono viste bocciare tutti gli emendamenti con cui chiedevano maggiori risorse. Lo stesso orientamento è stato tenuto dalla Giunta sui 40 atti di indirizzo, molti dei quali riproponevano i temi e le richieste degli emendamenti respinti. Sono stati infatti approvati solo quelli nei quali non sono previsti impegni finanziari, o che sono stati modificati in tal senso dai proponenti.

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