PALAZZO LASCARIS

Frattura “scomposta” sulla sanità

Prosegue il braccio di ferro tra giunta regionale e Pd. Laus scrive a Gariglio per manifestare dubbi sugli atti dell'esecutivo. Ma Chiamparino avverte: "Siamo usciti dal piano di rientro, attenti a non ritornarci"

“Siamo usciti, non senza fatica, da un penoso e oneroso piano di rientro. Guai tornare indietro. Se alcuni obiettivi concordati da 10 anni non fossero attuati il rischio sarebbe proprio tornare indietro. E ogni riferimento a qualunque ospedale mono-specialistico di Torino è puramente voluto”. Un Sergio Chiamparino, visibilmente irritato dal crescendo di critiche sulla gestione della sanità, ha voluto lanciare un segnale forte e chiaro a quanti all’interno del Pd hanno preso ad alzare i toni. E proprio mentre il governatore pronunciava queste parole in occasione dell'inaugurazione della nuova Pet-Tc al Mauriziano, il principale accusatore, il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, prendeva carta e penna per esternare al capogruppo democratico Davide Gariglio la sua “preoccupazione circa la programmazione sanitaria, su cui il M5s non soddisfatto dalla discussione avvenuta in commissione, ha esacerbato i toni” chiedendo la convocazione di un Consiglio straordinario “su edilizia e programmazione” sanitarie. Insomma, il braccio di ferro continua e il numero uno dell'aula intende giocarsi tutte le carte a disposizione, a partire dalla riappropriazione di tutte le prerogative dell'assemblea che presiede.

LEGGI LA LETTERA DI LAUS

Sono legittime alcune delibere della Giunta regionale su temi sanitari di pertinenza del Consiglio? A nutrire il forte dubbio, non sono, infatti, solo le opposizioni, nella fattispecie i Cinquestelle, ma anche lo stesso Laus, secondo il quale “a sostegno” dell’istanza dei pantastellati, “c’è il richiamo alle deliberazioni approvate che, in assenza di un Piano Socio-sanitario, risulterebbero illegittime”. Nella lettera il presidente del Consiglio regionale non entra nello specifico, ma è facile intravvedere tra gli atti sotto esame quelli inerenti le procedure di accreditamento con i privati così come altre delibere tra cui quelle che riguardano l’ospedale di Verduno, anche se l’elenco non si ridurrebbe certamente a queste. Laus non nasconde i suoi dubbi, anzi palesa le sue “perplessità” al capogruppo democrat cui scrive di ritenere “urgente affrontare quanto prima la questione nell’ambito del gruppo Pd e solo dopo una valutazione comune, eventualmente allargarlo all’intera maggioranza”.

Una lettera che non lascia spazio a differenti interpretazioni che non siano quella che rimanda a un tema già sollevato da Laus in passato e ribadito in una recente intervista allo Spiffero: riportare ordine e chiarezza nelle competenze e prerogative in materia sanitaria di Giunta e Consiglio. Se gli obblighi e i limiti imposti dal piano di rientro avevano portato in capo all’esecutivo anche temi di competenza dell’assemblea, una volta usciti dalla sorta di commissariamento ministeriale le materie che attengono a edilizia e programmazione sanitaria devono tornare di pertinenza del Consiglio. Laus questo lo ha aveva detto più volte, ancor prima che la questione fosse posta sul tavolo con decisione dal M5s.

A sciogliere i nodi, compreso quello della necessità per il Piemonte di dotarsi di un nuovo Piano Socio-sanitario, non è servito né l’incontro in commissione con l’assessore Antonio Saitta (peraltro la questione era quella della legge sulla ludopatia), tantomeno e soprattutto quello successivo con il gruppo consiliare del Pd. Una riunione che se le dichiarazioni ufficiali pare abbiano descritto in maniera assai più edulcorata del reale e che, comunque, come riferito da Laus a chi gli ha parlato successivamente, non sarebbe affatto conclusa. La conferma dell’attesa di ulteriori risposte da parte di Saitta e di una chiarezza circa quegli atti sulla cui legittimità e altri simili a venire sta proprio in quanto scritto dal presidente del Consiglio al capogruppo del Pd.

Parole nette che al di là dell’oggetto che resta cruciale per la politica sanitaria, ovvero il core business e la maggior voce di bilancio della Regione, indicano anche un chiaro cambio di rotta e di strumenti – le lettere, appunto – nei rapporti interni al partito di maggioranza. Rapporti in cui entra, sia pure con messaggi cifrati ma non troppo, lo stesso Chiamparino. Sul passato commissariamento della sanità piemontese il governatore ha detto, però, di più:  “vista la fatica fatta per uscire dal piano, eviterei di correre il rischio di ritrovarmici a causa della messa in discussione di punti che consideriamo assodati ormai da almeno dieci anni”. Avvertimento, quello rivolto a chi nel Pd, ma anche negli stessi alti livelli istituzionali della Regione su quei punti, o almeno su parte di essi – dalla vicenda dell’ospedale Oftalmico all’appena citata “ingerenza” della Giunta in materie del Consiglio – una discussione chiede di aprirla. Messaggio chiaro, destinatario altrettanto anche se non citato: quando Chiamparino chiosa dicendo che “ogni riferimento a ospedali monospecialistici è puramente voluto” usa lo stesso termine utilizzato da Laus per chiedere conto dei vari cambi di programma (e sollevare dubbi su di essi) di Saitta sull’Oftalmico.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    08:53 Giovedì 23 Novembre 2017 Pacioc Sarebbe curioso sapere...

    ...chi ha avuto la formidabile idea di affidare a Saitta l'assessorato di gran lunga più importante della giunta. qualche masochista?

  2. avatar-4
    21:11 Mercoledì 22 Novembre 2017 Paladino Incomprensibile.....

    È veramente oscura la ragione per cui Chiamparino difenda con tanto accanimento un Saitta indifendibile su obiettivi e comportamenti, che sta portando il pd verso il disastro elettorale....

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