ECONOMIA DOMESTICA

Intesa, l’Ict via da Torino?

L’ingresso di Desiderio, top manager di Accenture, è il primo tassello della riorganizzazione della banca. Tra deleghe “spacchettate” e nuovi assetti si teme per il futuro dell'ultimo asset rimasto in Piemonte. A Messina riuscirà il colpo tentato da Passera?

Come un piatto “indigesto” che deve essere somministrato a piccoli bocconi e, forse, opera dell’abile mente comunicativa di Vittorio Meloni, capo delle relazioni esterne di Intesa Sanpaolo, è “trapelata” il 23 novembre scorso in un trafiletto a pagina 22 del Messaggero la notizia, già anticipata da noi il 19 ottobre scorso, dell'assunzione da Accenture di Massimo Proverbio. All’ex manager della multinazionale di consulenza nelle scelte strategiche aziendali, verrebbe affidato l’incarico di Chief Tecnology Officer: un perimetro più limitato rispetto alla prevista sostituzione alla pari di Eliano Lodesani, a proposito del quale l’articolo tiene a precisare che è uno dei manager che esce per motivi anagrafici (nato nel 1956) e non per risultati deludenti.

Rimangono quindi “scoperte” alcune importanti aree di competenza governate da Lodesani sulle quali sarà chiamato a esprimersi il prossimo consiglio di amministrazione del 5 dicembre, che dovrà affrontare il completamento del riassetto che nel disegno iniziale prevedeva deleghe al nuovo arrivato molto più estese, ma poi ridimensionate. Peraltro la carica che verrebbe affidata a Proverbio appare in netta sovrapposizione con quella attualmente sotto la responsabilità di Silvio Fraternali, manager cinquantenne molto stimato sia all’interno sia all’esterno della banca, tanto che sono in molti a ritenere improbabile che il Ceo Carlo Messina stia veramente pensando di sostituire un competente e stimato giovane dirigente con un manager attempato, su cui potrebbero influire strategie di esternalizzazione in favore del suo vecchio datore di lavoro.

In questo quadro, pare scontato che una delle strutture più sensibili sottratta dalle responsabilità del nuovo Chief Tecnology Officer, proprio per anticipare critiche su potenziali conflitti di interesse, siano gli acquisti, settore ora governato da un fedelissimo di Lodesani, Massimo Malagoli, anche lui però prossimo all’uscita per motivi anagrafici.

Nei piani alti rimangono vaghe anche le risposte sui piani di outsourcing di Ict e back office su Accenture che stanno allarmando tutti i dipendenti, interessati dalle funzioni. E in proposito la vertenza che si è accesa sul fronte per la cessione di Infogroup ad Engineering appare come un prologo a dir poco preoccupante. Peraltro i soliti BAV Boy erano già stati protagonisti nel 1997 di una operazione di cessione dell’informatica di Banco Ambrosiano Veneto a T-System, poi passata di mano prima a Deutsche Telekom e poi, guarda caso, a Engineering, perdendo progressivamente nel tempo centinaia di posti di lavoro.

Le campane di allarme squillano anche per Sec Servizi azienda informatica delle banche venete recentemente incorporate dove i dipendenti hanno serrato i ranghi con i colleghi di Infogroup minacciando di boicottare la delicata operazione di accorpamento informativo prevista per il prossimo 8 dicembre.

Quindi con il salire delle tensioni meglio far digerire a piccoli bocconi le notizie più preoccupanti e la data del 5 dicembre appare sempre di più minacciosa, soprattutto per ciò che rimane dell’asse torinese della Banca. Che a Messina riesca quello che non riuscì al suo mentore Corrado Passera? Ma all’epoca sul fronte subalpino giocarono in difesa di Torino persone, come il presidente Enrico Salza, che pretesero con determinazione di “trattenere” il polo Ict  sotto la Mole, impedendo che Passera avvicendasse con un suo uomo di fiducia Pierluigi Curcuruto, allora capo del settore a riporto diretto con il Ceo.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    16:12 Martedì 28 Novembre 2017 dedocapellano Se Chiamparino dice che c'è il sole e il sole c'è veramente Chiamparino la detta giusta?

    "Una cattiva operazione non rende cattiva anche una azione buona e viceversa". Fermo restando che Sergio Chiamparino l'operazione di fusione Sanpaolo/Intesa non avrebbe assolutamente dovuto promuoverla (insieme a Salza) questo non toglie che quando si dovette difendere "Moncalieri" come sede del polo ICT della Banca dagli attacchi di Corrado Passera che voleva portarla a Milano sostituendo il "sanpaolino" ing. Curcuruto con il suo fedelissimo Dr. Romano De Carlo ( Ambroveneto, Poste, Banca Intesa) fece bene la sua parte (insieme a Salza) ......... e l'ICT rimase a Torino.

  2. avatar-4
    09:18 Martedì 28 Novembre 2017 capkirk e te pareva

    se non arrivava il furbo di turno a dire ha fatto bene Chiamparino. Come per l'exMoi, il PD fa casini e poi tocca agli altri metterli a posto. I "capaci" fanno progetti a debito che manco riescono, poi tocca agli "incapaci" mettere a posto le rogne.

  3. avatar-4
    18:30 Lunedì 27 Novembre 2017 dedocapellano Meglio un Geometra di tanti professori.......

    Di tutto avrei pensato meno di dover rimpiangere il Geom. Enrico Salza e il sindaco Sergio Chiamparino! certo la "fusione maledetta" l'hanno consentita loro ma poi quando si è trattato di difendere il territorio torinese dall'assalto di Corrado Passera& soci hanno fatto molto bene la loro parte istituzionale. C'è da chiedersi cosa stia pensando di fare il sindaco Chiara Appendino, il Presidente della Compagnia di San paolo (maggiore azionista della banca) il Prof.Ing. Francesco Profumo? e che dire dei consiglieri sabaudi dott. Bruno Picca, Gianfranco Carbonato? e il Presidente Prof. Gian maria Gros-Pietro? ....tutti in "scacco" di Carlo Messina? mah!

  4. avatar-4
    16:46 Lunedì 27 Novembre 2017 capkirk Deserto

    In circa 17 anni il Piemonte è stato depredato dell'ICT (e non solo). La politica (locale) è rimasta a guardare, incapace di reagire e di puntare i piedi mentre venivano trasferiti centri di eccellenza, competenze e professionalità andate principalmente in Lombardia.

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