PALAZZO CIVICO

M5s, alta tensione sui conti

Cresce il nervosismo nel gruppo pentastellato al Comune di Torino. Dopo il parere non favorevole dei revisori al bilancio c’è chi potrebbe sfilarsi e non votare il documento della giunta

Non è bastata l’ennesima riunione con la sindaca Chiara Appendino e l’assessore al Bilancio Sergio Rolando per tranquillizzare i consiglieri del Movimento 5 stelle. Il parere “non favorevole” dei revisori dei conti all’assestamento di bilancio del Comune di Torino apre più d’una faglia negli equilibri già precari di Palazzo Civico, perché al di là degli aspetti politici, ora nel gruppo grillino c’è chi ha davvero paura di votare un documento contabile che secondo il collegio sindacale non sta in piedi. Soprattutto in uno scenario in cui prima cittadina e assessore sono indagati per falso dalla Procura e la Corte dei conti mantiene puntati i propri riflettori su ogni numero registrato in entrata e in uscita.

“Ci hanno detto di stare tranquilli, ma io non so che fare” ammette uno dei consiglieri grillini. Il timore di un coinvolgimento in procedimenti giudiziari è alto e nell’incontro di lunedì sera, quando la mazzata dei revisori era solo ipotizzata, non tutti i dubbi sono stati dissipati. L’unica a dichiarare chiaramente il proprio orientamento a non votare le varianti al bilancio previsionale è stata Viviana Ferrero, già da tempo inquieta per le politiche adottate dalla giunta grillina, al punto da esprimersi in dissenso sulla mancata chiusura della Fondazione per la Cultura, vecchia battaglia di Appendino in versione Giovanna d’Arco, e votare contro una serie di mozioni proposte negli ultimi tempi dal gruppo. I tentativi di persuaderla a ripensarci sono già in atto e c'è chi è pronto a scommettere che tornerà sui suoi passi “altrimenti ne tragga le sue conclusioni” tuona un collega. Interventi che dimostrano come il gruppo sia tutt'altro che un monolite.

La Ferrero, infatti, non è l’unica “politicamente stremata” da questi 500 giorni di amministrazione. Il delta tra le aspettative della vigilia e  la linea dettata dalla giunta si allarga di giorno in giorno. Damiano Carretto, per esempio, per ragion di stato si ritrova a difendere scelte urbanistiche agli antipodi da quelle prospettate in campagna elettorale, a partire dalla mole di centri commerciali autorizzati. Lo stesso dicasi per Deborah Montalbano, eletta con l’auspicio di imprimere una svolta alle politiche sulla casa e finita in rotta di collisione con l’assessora Sonia Schellino. Se a loro si aggiungono pure Maura Paoli e Daniela Albano prende forma il gruppo dei disallineati.

Di fronte ai consiglieri la sindaca è tornata a ripetere che l’unica strada possibile è quella intrapresa dalla giunta, l’alternativa è il pre dissesto. Chiede un atto di responsabilità, Appendino, e insieme di fiducia nei confronti suoi e della sua squadra.   

Non solo i consiglieri vivono giorni di profondo travaglio. Quanto messo nero su bianco dai revisori inquieta non poco pure il direttore finanziario Paolo Lubbia, il quale a quel bilancio contestato dal collegio sindacale, ha dato parere favorevole. Mentre chi lo aveva preceduto, Anna Tornoni, su una serie di rilievi posti dai revisori – a partire dall’iscrizione a bilancio dei 5 milioni di debito con Ream – aveva ingaggiato un duro braccio di ferro con la giunta e con l’allora capo di gabinetto Paolo Giordana.   

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:40 Mercoledì 29 Novembre 2017 tandem Votate pure

    Votate pure, tranquilli che prima o poi la Corte dei Conti arriverà...

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