GRANA PADANA

“Il Nord è nel dna della Lega”

Il ritorno dell’ex governatore Cota. Da Chignolo, dove vent’anni fa si riuniva il parlamento padano, lancia un monito al Salvini nazionalista e sovranista: “C’è bisogno di un’anima che preservi il fuoco autonomista, perché se si spegne è finita”

“Bossi ha ragione”. Non se ne abbia a male, ma sarebbe una notizia se lei dicesse il contrario. “Ma guardi che io, conoscendolo bene, non ci ho mai creduto che potesse lasciare la Lega”. Roberto Cota stava parlando dal palco nel castello di Chignolo Po dove vent’anni dopo l’insediamento del Parlamento della Padania s’è riunita la minoranza interna del Carroccio, quando è entrato il Senatur: “Sapete perché non sono andato via? Perché se andavo via finiva la Lega”.

Ex presidente della Regione Piemonte, ex sottosegretario, ex capogruppo a Montecitorio, in futuro…
“Per  ora faccio l’avvocato”.

Allora, avvocato Cota scacciato lo spettro della scissione, vi riunite nella sede del vecchio Parlamento del Nord. Proprio non riuscite a scacciarla la nostalgia?
“Parlare di autonomia e federalismo non vuol mica dire essere dei nostalgici, anzi vuol dire essere estremamente moderni”.

Federalismo, autonomia, perfino secessione sono le prime parole dell’abbecedario della Lega in fasce.
“Sì, ma a differenza di vent’anni fa quando predicavamo nel deserto oggi abbiamo un contesto estremamente favorevole a livello europeo: mai come oggi sono sul tavolo questioni forti, dalla Scozia alla Catalogna, alla stessa Corsica. Oggi soffia un vento autonomista in Europa”.

E Salvini flirta con gli ultranazionalisti, un mescolare acqua e olio che non vi va giù.
“Un attimo”.

Non svicoli.
“Non ci penso neppure. Dicevo che il contesto italiano vede dei segnali favorevoli: con il referendum del 4 dicembre dell’anno scorso è stata respinta l’offensiva statalista e poi gli altri due, quelli di Lombardia e Veneto, che con il loro voto massiccio hanno confermato che il vento autonomista soffia e soffia forte anche da noi”.

Però tira pure una certa aria da una estrema destra con cui Bossi ha detto che non vuole averci niente a che fare, che la Lega i voti là non li deve cercare.
“Con me si sfonda una porta aperta: sono sempre stato moderato e lo sono ancora oggi. Sempre lontano da posizioni estremiste. Io non sono mai andato a insultare i napoletani”.

Questo è tiro a porta vuota, se la ricordano tutti la canzoncina di Salvini sui napoletani.
“È la verità”.

Poi per presentarsi al Sud ha tolto il nome Nord dal simbolo, lei è tra quelli a cui questa cosa non piace, lo ammetta.
“Salvini ha scelto di costruire un cerchio più ampio, per farlo ha tolto Nord dalle liste, ma il Nord resta l’anima della Lega. E c’è bisogno di un’anima che preservi il fuoco autonomista, perché se si spegne rimaniamo senza l’essenza stessa della Lega. Se si perde quello spazio è finita”.

In compenso è nato il “Grande Nord”, bossiani irriducibili che si presenteranno alle elezioni ma, proprio per il veto del vostro segretario non potranno stare in coalizione, e così aiuteranno da fuori Silvio Berlusconi a contenere la Lega.
“Grande Nord è un movimento che agisce al di fuori della Lega”.

Diplomatico.
“No, dico che un conto è quel movimento e altro è quello che si è riunito a Chignolo”.

Tutti per Bossi, ma voi dentro e in minoranza.
“Non per scelta”.

Costretti?
“Beh, ci sono stati sicuramente dei cambiamenti che hanno fatto nascere questa minoranza interna. Se non ci fossero stati, probabilmente non ci sarebbe stata alcuna ragione per fare un manifestazione autonoma e non alternativa come quella che abbiamo appena fatto”.

Lei, l’assessore regionale lombardo Gianni Fava, il deputato Gianluca Pini, l’ex  presidente del consiglio regionale della Lombardia Davide Boni, centinaia di militanti in sala, le note del “Va pensiero” e Bossi che dice “qui ci sono gli indipendentisti che cercano di stare meglio nella Lega” e che “la linea di Salvini è sbagliata punto e basta”. Non è che poi, davvero, Salvini il Senatur non lo ricandida?
“Non posso immaginarmi una Lega che non candidi Bossi, non penso che ciò accada”.

Ma lo trattano male e lei ha chiesto di portargli il dovuto rispetto.
“Chi può negare che abbia subito tanti torti, anche nei rapporti personali all’interno della Lega. A Pontida sarebbe dovuto stare sul palco”.

Invece Salvini lo ha tenuto fuori.
“E a me è spiaciuto non vederlo là sopra. Perché non si tratta di farlo tornare a fare il segretario, ma l’importante è che possa avere agibilità politica, portare avanti le sue idee e farlo potendo essere di aiuto al movimento. All’interno di un partito ci vuole solidarietà e rispetto. Bossi va rispettato e tenuto sempre in considerazione”.

Parliamo di elezioni, che succede in Piemonte?
“Vedo che c’è molta voglia di centrodestra”.

E in casa vostra?
“Credo vada fatta una distinzione tra elettorato e dirigenza. L’elettorato riconosce Salvini, ci mancherebbe, ma quella parte che non ha a fondamento l’aver sposato posizioni marcatamente di destra, rappresenta un elettorato che chiede, soprattutto, il federalismo, l’autonomia”.

Che poi sono i vostri temi ribaditi a Chignolo.
“Esatto. Il nostro elettorato voterebbe molto volentieri il referendum per l’autonomia. Ecco credo che vorrebbe mettere insieme istanze federaliste e una Lega che quando serve mostra i muscoli”.

Mentre la dirigenza?
“Sotto elezioni è condizionata. C’è gente che ha paura a farsi vedere anche solo a prendere un caffè con qualcuno”.

Con lei, per esempio?
“Può essere. Io, comunque, vado dove credo e parlo con chi voglio”.

Si candiderà alle politiche?
“Non mi sto ponendo la questione. Sto facendo l’avvocato e non sono andato certo a Chignolo per pietire una candidatura”.

Ma se arrivasse…
“Vedremo”.

Per ora cosa vede?
“La necessità di rimarcare e presidiare quello che è il campo federalista, autonomista e la questione settentrionale”.

Bossi ha detto che non teme che i Cinquestelle possano rubare voti alla Lega al Nord. In Piemonte hanno preso al centrosinistra il governo del capoluogo, intravvede un rischio di travaso a loro favore di quel voto di scontenti e delusi che potreste intercettare?
“Se tanta gente vota in una certa direzione vuol dire che ha dentro qualcosa, sta alle forze politiche fornire risposte. I grillini sono una forza che appare distruttiva, senza progetto. A Torino la sindaca sarà pure appoggiata da parte dell’establishment ma qual è il suo progetto per la città?”.

Prima del ballottaggio Salvini disse che se avesse votato a Torino avrebbe scelto Chiara Appendino e non Piero Fassino. Lei chi dei due, o sarebbe andato al mare?
“Sarei andato in montagna”.

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8 Commenti

  1. avatar-4
    09:21 Lunedì 04 Dicembre 2017 giannaclelia non sa piu' cosa inventarsi

    per tornare in groppa ...assurdo .E' proprio vero che il potere logora chi non c'è l'ha..E' inutile inventarsi cose nuove, la politica va avanti chi non si adegua sta indietro

  2. avatar-4
    23:53 Domenica 03 Dicembre 2017 tandem Res judicata est

    Ha già dimostrato quanto vale, passiamo oltre....

  3. avatar-4
    23:47 Domenica 03 Dicembre 2017 moschettiere Miserie umane

    Ho piacere quando nasce un dibattito, un confronto civile. Molto meno (ma compatisco) quando si parla a vanvera, senza conoscere, e si inanellano idiozie a raffica cercando penosamente di dare autorevolezza attraverso luoghi comuni. Dato che il prurito di sapere chi sono, incredibilmente, ogni tanto aggredisce qualche povera mente, vorrei precisare una cosa. Solo una, ma è significativa. Non ho mai dovuto subire un rifiuto di poltrona, dunque vivo sereno e liberamente dico la mia. Nel contempo soffro di una forte allergia (da cittadino) per la categoria degli inutili stipendiati della politica. Quelli che nella migliore delle ipotesi non servono a nulla, ma sono lautamente pagati dal contribuente. In genere sono gli stessi che sentenziano e parlano senza sapere. E lì scatta la mia allergia. Grazie a Dio però non mi turbo, e sorrido. Miserie umane.

  4. avatar-4
    17:07 Domenica 03 Dicembre 2017 Keiser Soze Visto chi è arrivato dopo......

    Potrei ridere una settimana....non parliamo del livello del PD perché è incommentabile...una gestione regionale che definire fallimentare è un esercizio di buonismo. Ma della attuale \\\\\\\\\\\\\\\" clasde dirigente Leghista vogliamo parlarne? Lo credo bene che si cerchi di tenerlo all\\\\\\\\\\\\\\\'angolo ....sarebbe un gigante in un campo di nani.

  5. avatar-4
    16:50 Domenica 03 Dicembre 2017 RobertoCarbonero Passione

    C’è molta differenza tra la passione e la ricerca di cadreghe e chi ieri era a Chignolo è sicuramente un passionario e non un ricercatore di cadreghe o un rancoroso piagnone. Mi rivolgo a moschettiere che esprime disagio e appunto rancore verso chi magari a suo tempo non gli ha garantito un deretano riscaldato, ma del resto chi offende nascondendosi dietro uno pseudonimo ha già spiegato che razza di essere é. Bravo Cota, dimostrare di credere e non piagnucolare è lo spartiacque tra la fierezza e la fantocciagine. Moschettiere o........gatto con gli stivali? Ad maiora!

  6. avatar-4
    13:56 Domenica 03 Dicembre 2017 Wlalega2015 Non capisco

    Si incontrano X la Padania Bossi la secessione e poi votano Salvini nella speranza di uno sgabello

  7. avatar-4
    11:47 Domenica 03 Dicembre 2017 Favilla Mah

    Al di là delle traversie va riconosciuta a Cota l'onestà. E di aver sfidato un pregiudizio negativo da parte di certi poteri malsani piemontesi

  8. avatar-4
    11:07 Domenica 03 Dicembre 2017 moschettiere Ottima idea

    Sarebbe andato in montagna anziché votare Fassino o ancor peggio Appendina. Ottima idea. E pertanto direi di estenderla e di continuare le passeggiate anziché fare politica. Di risorse umane al suo livello la Lega (con o senza il Nord) non sa cosa farsene. Il vero problema del Movimento è la qualità del materiale umano. Scarsissimo. Troviamo prima i cervelli e poi parleremo di politica. I guitti potranno anche in certe situazioni riempire le piazze, ma se entrano nei palazzi (ammesso che ci riescano) fan solo danni.

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