LE REGOLE DEL GIOCO

Slot, il proibizionismo non paga

Il sottosegretario all’Economia Baretta torna a bacchettare la Regione Piemonte per aver introdotto limiti troppo stringenti alle macchinette: “Con le norme sulle distanze si sposta il gioco, ma non si proteggono i giocatori”. Rischio di zone “rosse” periferiche

“Lo sforzo per raggiungere l’accordo è stato faticoso, forse l’errore del governo è stato non aver applicato la delega fiscale quando l’avevamo in tasca. Ora abbiamo raggiunto l’intesa in conferenza unificata. Un approccio tradizionale era quello che il gioco fosse letto come dimensione di entrate erariali. Poi però la diffusione del gioco è uscita fuori controllo con eccesso di offerta e la crisi economica ha modificato i comportamenti dei cittadini, che cercano una via breve per fare soldi”. È quanto ha detto Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, intervenendo alla presentazione del dossier “Gioco sporco, sporco gioco”. Una posizione critica, l’ennesima, nei confronti di norme regionali, come quelle assunte dal Piemonte, che hanno introdotto vincoli stringenti alle macchinette. “Si è evidenziata una situazione locale, in particolare in quella piemontese, che a nostro avviso va ben oltre il quadro definito dall’intesa” in Conferenza Unificata ai primi di settembre, ha detto l’esponente di governo. “Il 20 novembre è scattata la legge regionale del Piemonte che ha come conseguenza che i dati presenti nell’accordo a nostro avviso non vengano praticati e questo ha provocato una discussione che vogliamo analizzare anche con loro giovedì a Torino”. Riserve che l'esponente del governo aveva già manifestato a Sergio Chiamparino, inducendolo a scrivere una lettera al presidente del Consiglio Mauro Laus per verificare la possibilità di rivedere la legge. Una proposta rispedita al mittente da tutta l'aula, che la votò all'unanimità.

“La linea delle distanze – aggiunge – è un rischio in quanto spostano il gioco ma non proteggono i giocatori anzi si creano zone periferiche con rischio nuova insinuazione della criminalità ed illegalità. Abbiamo così puntato sulla linea di riduzione dell’offerta di gioco partendo dalle slot che scenderanno del 35 per cento, così come dimezzeremo i punti gioco. Abbiamo anche ampliato i poteri degli enti locali per controllare fenomeni illegalità. Abbiamo quindi puntato anche su maggiore qualità. Per questo avremo nuove slot senza scheda ma collegate da remoto. Inoltre – continua Baretta – riduciamo da 500 a 100 euro la moneta cartacea da inserire negli apparecchi. Servono maggiori controlli per evitare che giochino i minori e qui entra in gioco anche il ruolo degli esercenti che devono essere più qualificati e formati”. Ma tutto questo non è una linea proibizionista. Oggi ci troviamo a dover fare decreti applicativi.

Ma l’accordo regge? C’è consenso di tutte le parti “in gioco”? Se guardiamo a quello che sta accadendo in Piemonte “forse l’essenza dell’accordo viene meno. Le Regioni hanno chiesto di essere più severe con riferimento alla salute, ma allo stesso tempo c’è un numero di slot che devono rimanere presenti sul territorio, anche se ridotte. Io raccomando equa distribuzione ma la competenza è regionale, il numero concordato deve essere operativo in quanto garantisce la difesa da gioco illegale. Accordi intesa, contingentamento e Awpr (ovvero, le famigerate slot “da remoto”) sono i tre decreti attuativi che devono essere emanati. Serve sospendere iniziative troppo restrittive e armonizzare chiarendo come muoverci. Abbiamo previsto – conclude – gara bingo e scommesse nel 2018 ma operatori devono avere certezza di poter offrire il gioco. Domani in conferenza unificata chiederò di ragionare con noi e confermare quanto concordato a settembre, perché altrimenti i tecnici del governo non daranno mai ok per decreto attuativo che altrimenti è pronto e sarà emanato entro fine anno. Si rischia danno erariale serio”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    07:45 Mercoledì 06 Dicembre 2017 tandem Incomprensibile

    Si proibisce la pubblicità ai tabacchi e non al gioco d'azzardo..... troppi interessi?

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