GIUSTIZIA

Thyssen, pressing sulla Germania

Il guardasigilli Orlando assicura: l'Italia ha compiuto correttamente la procedura. La giustizia tedesca si è assunta la responsabilità di eseguire la sentenza. Chiamparino: "Di fronte a un simile dramma non ci sono confini che tengano"

“La Germania è un Paese che condivide con noi accordi e lo spazio di giustizia europea e siamo certi che nel tempo più rapido si passerà dalle affermazioni ai fatti. Speriamo che questo tempo sia particolarmente rapido perché, un po’ per i tempi di trasmissione, un po’ per la complessità dell’esecuzione della sentenza, già troppo tempo è passato”. Così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è tornato sulla richiesta alle autorità tedesche di dare corso alle sentenze a carico dei manager della Thyssen condannati per l’incendio di dieci anni fa. Lo scorso ottobre la Corte di Cassazione ha bocciato i ricorsi presentati dai dirigenti – l’ad Harald Espenhahn (condannato a 9 anni e 8 mesi), Gerald Priegnitz, Marco Pucci (entrambi condannati a 6 anni e 10 mesi) e Daniele Moroni (condannato a 7 anni e 6 mesi) – contro il verdetto di condanna definitivo che la Suprema Corte aveva pronunciato il 13 maggio 2016. Ma per i manager tedeschi la pena non è stata ancora resa esecutiva.

“L’Italia - ha ricordato Orlando - ha compiuto nei mesi scorsi tutti gli atti necessari a far sì che la giustizia tedesca desse corso alle sentenze pronunciate dai tribunali italiani. Abbiamo chiesto noi l’esecuzione della sentenza, la Germania si è assunta la responsabilità di eseguirla. Ho incontrato personalmente il ministro della giustizia tedesco, la nostra rete diplomatica ha ulteriormente sollecitato”.

Quello della Thyssen “ha rappresentato il dramma di un'intera città che purtroppo non ha ancora giustizia completa, la Germania per ora ha fatto sostanzialmente finta di niente rispetto alle decisioni della giustizia italiana e questo non può essere accettabile”, ha detto il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, alla commemorazione al Cimitero monumentale di Torino per il decennale del rogo della ThyssenKrupp in cui persero la vita sette operai. “Siamo vicini alle famiglie - aggiunge - e, per quello che possiamo fare, cercheremo in ogni modo di convincere la giustizia tedesca che di fronte a un dramma come quello della Thyssen non ci possono essere confini”.

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