POLITICA & GIUSTIZIA

Morano: “Estraneo da ogni illecito”

Di fronte al pm, in due ore di interrogatorio, il consigliere comunale respinge l’accusa di tentata concussione. “Adesso altre persone spiegheranno il loro comportamento”

Si è difeso per quasi due ore, cercando di allontanare da sé l’ipotesi che abbia mandato gli altri tre indagati a estorcere denaro ai gestori del “Cacao”, la discoteca del Parco del Valentino a Torino. Alberto Morano, notaio e consigliere comunale dell’opposizione, l’autore di esposti e ricorsi contro una serie di azioni della giunta Appendino, si è recato in procura nel pomeriggio per fornire la sua versione dei fatti dopo l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di tentata concussione. Ad ascoltarlo il sostituto procuratore Gianfranco Colace.

A tirarlo in ballo una denuncia dell’imprenditore Claudio Barulli e dal genero Alessandro Mautino, legale rappresentante della Kronos, la società che ha in concessione l’area comunale in cui si trova il “Cacao”. «Abbiamo spiegato al pm - ha detto all’uscita l’avvocato difensore Alberto Mittone - che noi non siamo coinvolti in nessun episodio illecito. Altre persone, adesso, spiegheranno il loro comportamento». La prossima settimana in procura dovranno essere sentiti gli altri tre indagati, l’ex consigliere comunale di Progett’azione Angelo D’Amico, candidato nella lista civica di Morano insieme a un terzo indagato, Antonio Biondino, e l’imprenditore Ferdinando Montalbano, concorrente dei Barulli, gestori del “Cacao”. I tre avrebbero tentato di ottenere somme di denaro in cambio di una intercessione presso Morano, che nel periodo a cui si riferiscono i fatti, aveva acceso un faro, nella sua attività istituzionale, sul noto locale torinese.  

Il notaio non ha potuto vedere le prove contro di lui, per quello dovrà aspettare la conclusione dell’inchiesta, ma ha saputo di essere stato nominato da un consulente di Barulli a colloquio con Biondino, l’unica prova audio, a quanto si apprende, nella quale sono emerse anche delle cifre. Secondo quanto si apprende, la procura dispone di alcune registrazioni di colloqui che non sono state messe a disposizione della difesa. «Non ne so nulla - ha detto Mittone - ma un conto è dire “mi manda Picone”, altro è se “Picone” ti ha mandato davvero».

Agli inquirenti Morano ha spiegato di aver conosciuto una parte di queste persone nel corso della campagna elettorale, nella quale ha ottenuto il sostegno di alcuni ex politici del centrodestra, smentendo però ogni coinvolgimento nella vicenda. Insomma Morano ha messo in chiaro che, sebbene li conosca, non ha mai dato nessun tipo di incarico a svolgere attività per suo conto, tantomeno per chiedere soldi come avrebbero fatto - secondo la procura - prima Biondino, domandando 20mila euro nell’ottobre 2016, e poi D’Amico e Montalbano, che di euro ne avrebbero chiesti 200mila.

Soldi doppiamente inutili, avrebbe detto al pm. Da una parte la decadenza della concessione era inesorabile e non poteva essere fermata da lui. Ma soprattutto, Morano ha tenuto a dimostrare ai magistrati l’assenza di stimoli finanziari tali da giustificare comportamenti illeciti. E per dimostrare la sua condizione di benestante ha consegnato copia delle sue dichiarazioni dei redditi, dei movimenti bancari  e la rendicontazione della campagna elettorale. Insomma, di quei soldi non aveva certamente bisogno.  

Da quanto si è potuto capire, l’interrogatorio è stato molto utile per entrambe le parti. La procura ha potuto capire meglio le circostanze della denuncia dei Barulli che, in parte, hanno già ottenuto un effetto politico: mettere a freno l’azione politica di Morano. A una domanda dei giornalisti se potrebbe trattarsi di una ritorsione contro il notaio, l’avvocato Mittone ha risposto di non avere gli elementi per dirlo, ma in teoria non poter escluderlo: “Se l’idea fosse di tentare di danneggiare la credibilità del consigliere, questa potrebbe essere una strada. Ma è una ipotesi”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    14:41 Venerdì 08 Dicembre 2017 marcopuglisi Beh....dico lo stesso di Angelo D\'Amico...

    Non ritengo possa aver fatto quello che appare da questi articoli. Voglio proprio vedere quali prove abbiano gli inquirenti....e ricredermi mi renderebbe molto triste! Ma sinceramente ora proprio non ci credo. Ritengo Angelo persona per bene, con sana voglia di far politica. Un uomo di destra onesto e competente. Vedremo cosa ne uscirà.

  2. avatar-4
    12:35 Venerdì 08 Dicembre 2017 moschettiere Dubbio

    Morano (che conosco) è persona corretta ed è impensabile che abbia potuto tenere una condotta del genere. Il dubbio è quello di trovarci difronte ad una montatura per bloccare, o almeno ridurre, la pressione della sua azione politica. Specialmente in questa delicata fase della vita della giunta comunale. Le mie sono solo ipotesi, ma viene da fare un certo ragionamento. Sappiamo che Appendina è stata sostenuta da una certa quota di quelli definibili come "poteri forti", una sorta di tacita alleanza di potere economico che intravedeva (e intravede) in lei la figura funzionale ai loro interessi. Hanno costruito la sua ascesa, ed ora sono allarmati nel vederla in pericolo. Morano è senza dubbio la maggior spina al suo fianco, e non vorrei che fosse ora vittima di un attacco vile architettato proprio da quella alleanza. Certo, la verità emergerà in modo chiaro e (speriamo) non intaccherà la credibilità del notaio, ma ci vorrà tempo ...e Appendina potrà tirare un respiro di sollievo. Che tristezza.

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