Acqua Santanna

Regione, sul rigore si riapre la partita

La Giunta Cota in zona Cesarini presenta Finanziaria e Bilancio. Invocando a gran voce "sobrietà e risparmio" il partito trasversale della spesa pubblica si prepara ad assalire la cassa della Regione

Ed ora la resa dei conti. Dopo gli ultimi ritocchi in Commissione, che prevede di “licenziare” il testo giovedì prossimo, finanziaria e bilancio pluriennale 2012-2014 approdano in Aula e il confronto tra le forze politiche, negli ultimi mesi incentrato quasi esclusivamente sulla riforma della sanità, si concentrerà sui conti della Regione. In piena zona Cesarini, giacché il 30 aprile scadono i termini dell’esercizio provvisorio e occorre ristabilire la gestione ordinaria: com’è noto, al netto degli impegni obbligatori, ad oggi l’ente ha vissuto una ridotta autonomia di spesa, con il vincolo di stanziamenti nei limiti di un dodicesimo al mese. Uno stato di necessità, a detta della maggioranza, imposto dalle quattro manovre statali che hanno più volte modificato i trasferimenti regionali: «un problema strutturale che ci ha molto penalizzato». Una navigazione a vista, una mancanza di regia politica, secondo le opposizioni.

 

Il documento di previsione finanziaria pareggia a 16 miliardi di euro in termini di competenza e 16,7 in termini di cassa. Inoltre, nel corso dell’esercizio finanziario 2012, la Giunta regionale è stata autorizzata a contrarre mutui o a emettere prestiti obbligazionari per un importo pari a 500 milioni di euro. Il testo presentato ha l’obiettivo di contenere la spesa e di recuperare il disavanzo in coerenza con i nuovi principi contabili. Va da sé, per l'enormità del debito (si va dritti dritti verso i 7 miliardi), che si tratta di un pareggio ipotetico, fittizio, meramente contabile: lo stato delle finanza resta disastroso ed è urgente porvi rimedio. Ma non è tanto sulla “filosofia” di sobrietà - da tutti, almeno a parole, condivisa - quanto sull’azione concreta, sugli atti legislativi, sui criteri di selezione delle priorità di spesa che si registrano profonde divergenze. Diversità di vedute che attraversano tutte le coalizioni, al punto che Angelo Burzi (Pdl), presidente della Commissione Bilancio, scorge due soli schieramenti pronti a fronteggiarsi: il partito del rigore, che chiede una drastica riduzione dell’indebitamento (aumentato progressivamente nell’ultimo decennio con Ghigo e Bresso, e ulteriormente accresciuto anche dalla giunta Cota con il ricorso a nuovi mutui per circa 1 miliardo), e il partito della spesa pubblica, maggiormente indulgente sul deficit e disponibile ad allentare i cordoni della borsa (restio a prendere atto che persino gli interventi regionali nel settore delle attività produttive hanno prodotto ricadute irrilevanti).

print_icon