L’eterna dittatura delle fake news

Natale è alle porte. Lo annunciano le Luci d’Artista installate nelle vie di Torino insieme alle vetrine addobbate con fiocchi ed alberelli tradizionali. La festività sarà occasione di riunioni familiari, serate conviviali e pacchi regalo. Tra questi uno è già stato consegnato nelle mani di tutti gli italiani e si presenta con le sembianze dell’usuale tormentone pre-elettorale: una strenna giunta in largo anticipo ma che allieterà le nostre giornate fino alla prossima primavera, ossia sino ad elezioni politiche.

Sui media e nei dibattiti politico-culturali tiene banco, catturando massima attenzione da parte del pubblico, un nuovissimo termine mutuato dal mondo anglosassone: fake news, le false notizie date in pasto al popolo per fini puramente propagandistici. Lanciata improvvisamente la notizia della loro esistenza su tutte le prime pagine, il fenomeno fake news ha iniziato ad essere oggetto di ampi dibattiti in una moltitudine di contenitori di informazione televisiva.

Il modo in cui è sorta l’attenzione mediatica sulle false notizie pseudo giornalistiche rivela immediatamente una prima triste verità: le news inventate si propagano in Itali come una enorme macchia d'olio grazie soprattutto alla scarsa professionalità di molti giornalisti e blasonati conduttori Tv.

Sono davvero poche le rubriche televisive di inchiesta nel nostro Paese. In grande maggioranza Mr. Gate, colui che apre e chiude il cancello dell’informazione, si limita a servire al pubblico il solito piatto di notizie stracotte e riscaldate più volte, meglio ancora se scandalistiche. Nella distrazione dei professionisti e della politica, le news create ad arte si autoalimentano giorno dopo giorno, clic dopo clic, creando un fiume in piena che rischia di travolgere istituzioni e democrazia.

La storia di questi ultimi anni ci ha letteralmente visti immersi nelle notizie create a tavolino. La guerra in Iraq, ad esempio, lo dimostra molto bene. E’ sufficiente ricordare quante volte i telegiornali nazionali hanno raccontato la frottola delle armi di distruzione di massa conservate nelle caserme di Saddam, così come la ripetuta messa in onda dell’immagine ritraente un gabbiano totalmente immerso, affermavano le fonti, nel petrolio proveniente dai pozzi incendiati dagli iracheni in rotta (in realtà quella foto proveniva dal conflitto precedente contro l’Iran): il primo “fake” giustificò totalmente la conquista americana di Bagdad a suon di bombardamenti sui quartieri della capitale, mentre l’altro scatenò la indotta indignazione internazionale utile al fine di consentire in seguito l’impiccagione del presidente iracheno.

I fotomontaggi ritraenti la Boldrini al funerale di Riina sono parte di un’operazione volgare, oltre che vile, poiché straziano definitivamente il rapporto di fiducia dei cittadini verso le istituzioni (soprattutto se sommati alla gran quantità di menzogne con cui da sempre si governa la nazione). Il dato di una Torino al top della classifica che enumera le città più indebitate d'Italia rimane da anni custodito gelosamente nel cassetto delle redazioni giornalistiche, mentre la dichiarazione rilasciata da un deputato Pd in merito ad un Putin impegnato ad affondare il referendum costituzionale renziano appare ai telespettatori, come ai lettori di quotidiani, come una verità assodata ed indiscutibile.

Solamente il sistema propagandistico hitleriano fu al pari della nostra informazione. Il leader nazista inventò infatti notizie create ad hoc al fine di perseguire i suoi sanguinosi obiettivi politici, tra cui la più nota riguardava gli ebrei che (secondo la propaganda nazista) si nutrivano di bambini: naturalmente una falsa informazione poi ripresa in chiave anticomunista anche dal Vaticano e dalla Democrazia Cristiana nel nostro dopoguerra.

Il forte di Fenestrelle è protagonista di una delle “fake” news che forse più di altre è stata diffusa dalla rete per fini strumentali alla politica. La narrazione fantastica è quella ritraente un forte settecentesco usato quale lager durante il Risorgimento. Il movimento neoborbonico, sostenuto da personaggi quali Lorenzo Del Boca e Pino Aprile, ha inventato addirittura un genocidio avvenuto tra le mura della fortezza alpina: una strage in cui secondo costoro morirono migliaia di soldati napoletani.

Una bufala colossale, smentita da documenti e fatti che relazionano di soldati meridionali addestrati per il nuovo esercito Italiano, da poco fondato. Una terribile panzana sostenuta anche tramite foto ritraenti prigionieri denutriti internati ad Auschwitz ma indicati, in didascalia, quali prigionieri meridionali rinchiusi a Fenestrelle. Stessa cosa per quanto concerne una brigantessa calabrese realmente esistita e condannata a morte dal tribunale, sul finire dell’Ottocento, con sentenza poi commutata in reclusione: prigionia mai scontata al forte di Fenestrelle ma ambientata in quel luogo da finti meridionalisti, e pseudo ricercatori storici, i quali l’hanno arbitrariamente collocata nella fortezza descrivendola inoltre quale vittima di insulti e patimenti indicibili.

Bugie infantili, come quelle inerenti il museo Lombroso, che purtroppo hanno fatto breccia tra gli identitari e gli strati maggiormente disagiati della popolazione, sino a diventare matrice di un odio puro verso i piemontesi nella loro totalità. Attualmente gran parte degli italiani descrivono il Risorgimento come il frutto di “un complotto giudaico massonico”: la vittoria di massa del revisionismo storico costruito tramite le false notizie.

Un’architettura infamante costruita anche grazie il silenzio, spesso la complicità, delle testate giornalistiche e della politica medesima. La colpa è davvero di un Putin così potente da far vincere Trump in America ed affossare Renzi, soprattutto il suo referendum, oppure è delle classi dirigenti nostrane. Queste ultime pur di mantenere il proprio potere sovente si affidano alla creazione di news utili alla realizzazione dei propri scopi e, nella migliore delle ipotesi, mettono la testa sotto la sabbia innanzi ai poderosi episodi di falsa informazione fabbricati da altri: atti di puro lassismo che oggi presentano un salatissimo conto.

Vespa anche in questo Natale ha pubblicato un libro, precisamente un saggio storico: valuti il lettore dove posizionare l’opera stessa sulla base di quanto sin qui scritto.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    23:59 Venerdì 15 Dicembre 2017 patty analisi corretta, ormai ci beviamo qualsiasi cosa

    E le storie su Fenestrelle montate ad arte per un po' di notorietà di qualche personaggio meridionalista sono un caso meno noto, fa bene Bossuto a ricordarlo.

  2. avatar-4
    14:21 Venerdì 15 Dicembre 2017 mork ottimo

    per fugare i dubbi che siamo conoscenti, dovrò poi criticarla, perchè reputo molto interessante anche questo intervento. Direi che la falsa notizia è il buio della ragione ma per attecchire deve trovare avere una predisposizione in chi legge. Dire che la Russia abbia condizionato le elezioni vuol dire considerare ingenui gli elettori, e chi lo asserisce è deputato al controllo. Nel caso delle fake sui vaccini il danno è stato enorme, visto che sono morti dei bambini, figli di genitori a suo tempo vaccinati, che sul passaparola fondato sul pregiudizio hanno preso decisioni letali.

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