GIUSTIZIA

Piazza San Carlo, indagini sul portavoce di Appendino

Il ruolo di Pasquaretta, addetto stampa e braccio destro della sindaca, al vaglio degli inquirenti. In quella maledetta sera sarebbe stato il trait d’union tra Comune e la Juventus e avrebbe mediato con le frange di ultras

Due computer di Luca Pasquaretta, il capo ufficio stampa del Comune di Torino e braccio destro della sindaca Chiara Appendino dopo le dimissioni di Paolo Giordana, sono stati acquisiti dagli investigatori nel corso dell’inchiesta su piazza San Carlo. Si tratta del pc di lavoro e di quello personale. Dal Palazzo di giustizia non è stato possibile ottenere informazioni su questo atto, né è stato possibile avere una spiegazione dal direttore interessato che al momento non ha ricevuto dalla procura un invito a comparire, come successo oggi al prefetto Renato Saccone. Tuttavia dopo gli interrogatori dei tanti indagati (venti persone, per ora, sotto inchiesta per disastro, lesioni e omicidio colposo) sarebbero emerse delle informazioni sul portavoce della sindaca e sul suo ruolo non marginale. In particolare, l'attenzione degli inquirenti sarebbe concentrata sul ruolo di Pasquaretta nell'organizzazionme della manifestazione "parallela" quella svoltasi a Parco Dora.

La sera del 3 giugno scorso Pasquaretta era in piazza San Carlo con il compito di gestire l’area riservata ai quasi cento giornalisti accreditati per seguire il tifo bianconero davanti al maxischermo per la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Era uno dei pochi collaboratori stretti di Appendino in piazza: la sindaca era a Cardiff; il vicesindaco Guido Montanari si era preso qualche giorno di riposo e scorrazzava in bicicletta; l’ex capo di gabinetto Giordana, per niente appassionato di calcio, si affacciava davanti allo schermo di tanto in tanto e l’ex comandante della polizia municipale Alberto Gregnanini, rimasto a Palazzo Civico come collaboratore della sindaca, è arrivato soltanto a disastro avvenuto. È stato quindi Pasquaretta a informarsi e, insieme a Giordana, a tenere aggiornata la sindaca dopo l’incidente che ha provocato la morte di Erika Pioletti e il ricovero di oltre 1.500 feriti. Non solo, è stato lui ad assistere al “minivertice” fatto a notte fonda, dopo gli incidenti, dal prefetto Saccone e dai rappresentanti delle forze dell’ordine, quando il dirigente della Polizia Alberto Bonzano del Commissariato Centro ha illustrato loro una prima ricostruzione basata sui filmati della piazza. Inoltre, avrebbe svolto un ruolo di “mediatore” tra le forze dell’ordine ed esponenti della tifoseria ultras, alcuni noti e colpiti da Daspo, favorendone la presenza alla manifestazione.

Come è emerso anche nella commissione consiliare speciale di indagine, Pasquaretta ha partecipato a qualche riunione organizzativa. Risulta poi che - forte dei suoi trascorsi da cronista sportivo al seguito della Juventus - sia stato il trait d’union con il club e con il responsabile degli eventi Alberto Pairetto, che tempo prima aveva chiesto alla Città la possibilità di usare la più piccola piazza Castello per la festa dello scudetto, manifestazione poi saltata per la sconfitta con la Roma. È stato lui, il figlio del noto designatore arbitrale, il contatto di “Turismo Torino” e dell’amministrazione cittadina per l’organizzazione della serata in piazza. Un altro rapporto personale di Pasquaretta sarebbe poi quello con Francesco Capra, titolare dell’azienda che ha noleggiato il maxischermo per l'evento gemello al Parco Dora e fornitore di servizi per un’altra manifestazione molto cara all’addetto stampa di Palazzo civico, il Salone dell’auto del Valentino.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    06:36 Mercoledì 20 Dicembre 2017 Paladino Non avevamo dubbi

    Non avevamo dubbi che tutti i "cervelloni " che circondano Appendino abbiano collaborato al capolavoro di piazza S. Carlo......

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