Occorre fare di più

A fine anno è tempo di bilanci. Come le aziende anche le Regioni e lo Stato debbono vedere i risultati del proprio lavoro. Molte aziende si sono riprese dopo gli anni difficili e fanno i confronti con i bilanci degli anni scorsi per capire meglio il loro stato di salute e per studiare le cose da fare per reggere il confronto con il mercato sempre più globale. La stessa cosa dovrebbe farla coloro che avendo la passione politica debbono, prima di andare a festeggiare il fine anno, capire come sta andando il Paese e in particolare la propria Regione.

Nella nostra Regione ci sono aziende che vanno molto bene e che ormai esportano in quasi tutto il mondo. Il risultato è che le esportazioni vedono il Piemonte ben messo ma tutto ciò non basta a far crescere la nostra Regione quanto le prime regioni italiane. Il pil procapite vede il Piemonte solo 10° o 11° a seconda se si considerano divise le due Province autonome di Trento e Bolzano.

Il Piemonte che insieme a Lombardia e Liguria nel ’900 trainava l’economia italiana non tiene più il passo ed ha il pil procapite poco più della media nazionale (tenuta bassa dalle Regioni del Sud) ma è stato superato di gran lunga da Veneto, Emilia e Friuli, tre regioni che negli anni ’50 e ’60 ci hanno mandato oltre 100mila famiglie a cercare qui un lavoro e un futuro.

Sottolineo questa analisi perché spero che la Città e la Regione siano stimolate finalmente a fare di più per spingere la nostra economia e il nostro lavoro. Il trend è in calo non da oggi ma da almeno dieci anni anche se pare che questo dato tendenziale non interessi molto a chi guida la nostra Regione.

Nulla è ineluttabile. Qualcosa si può fare.

La Liguria nel 2022 sarà collegata con una rete ferroviaria moderna con la Svizzera e l’Europa e ciò consentirà al porto di Genova di raddoppiare i suoi traffici con la relativa  crescita delle economia e del lavoro. Genova con l’IIT sta diventando leader nel mondo per la produzione di robot. Ma l’IIT nacque per iniziativa del Governo Berlusconi nella Finanziaria del 2003. Il Trentino nel 2027 avrà la nuova Galleria del Brennero che la metterà in rete col mercato europeo ancora più di oggi.

Il Piemonte disporrà della Tav solo nel 2029-2030, nel frattempo rischia di perdere altre aziende che vedono nella Svizzera un Paese dove si può produrre a costi inferiori. Oggi il Piemonte cresce a un ritmo del 30% in meno rispetto a Emilia e Lombardia e ha un numero superiore di disoccupati. I nostri neo laureati, in particolare quelli del Politecnico, se ne vanno a cercare lavoro quasi tutti all’estero e noi così  perdiamo la parte migliore.

Occorre fare qualche cosa di più di quello che si sta facendo ora. Mi auguro che nelle conferenze di fine anno i giornalisti chiedano a Chiamparino e alla Appendino se non ritengano di fare di più per rilanciare la nostra economia. Sin qui l’unica proposta nuova è il “Manufactoring Centre” proposto dagli Industriali torinesi a Mirafiori. Può bastare? Guardiamo i numeri e chiediamocelo.

*Bartolomeo Giachino, già sottosegretario ai Trasporti

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