INFRASTRUTTURE

Pd, testacoda in autostrada

Scontro tra Esposito e Gariglio sulle gare per le concessioni. Il partito torna a spaccarsi dopo l'approvazione in Città Metropolitana di una mozione "a dir poco utopistica" per consentire all'ente di gestire in house la tratta Torino-Ivrea

Che le autostrade siano da tempo argomento sdrucciolevole per il Pd torinese è cosa nota, una riprova si è avuta nell’incontro di oggi nella sede del gruppo regionale di via Arsenale, chez Davide Gariglio. La linea politica del partito sbanda per l’incedere di interessi locali e così il testacoda, alla fine, è stato inevitabile. Tema del contendere le gare con cui verranno affidate le concessioni per la gestione dell’autostrada Torino-Ivrea-Quincinetto e della tangenziale del capoluogo (oggi nelle mani di Ativa) e, in modo collaterale, della Torino-Piacenza (Satap). Entrambe le concessioni sono ormai scadute e gli operatori restano al loro posto in virtù di una proroga tecnica nell’attesa della gara. Una questione che attiene colossi privati del settore, a partire dal gruppo Gavio, che controlla Satap e ha una quota del 40 per cento in Ativa, ma anche Benetton e una serie di altri soggetti. Il rischio – anzi, quasi una certezza – è che Ativa perda la gestione della Torino-Ivrea, causando una perdita per le casse della Città Metropolitana, la quale grazie a una quota del 20 per cento, ottiene ogni anno un dividendo da 5 milioni.

In questo scenario prova a inserirsi la politica, con l’approvazione all’unanimità di una mozione che impegna l’ex Provincia a costituire un soggetto pubblico in grado di ottenere attraverso affidamento diretto in house la gestione del tratto autostradale, evitando le gare e mantenendo il dividendo. Per il senatore Stefano Esposito, padre del Codice degli appalti e tra i principali sostenitori delle gare, “a voler essere gentili possiamo parlare di un’utopia”, mentre i consiglieri metropolitani Vincenzo Barrea e Alberto Avetta hanno ribadito la necessità di tutelare l’ente, stanando Chiara Appendino e obbligandola (politicamente) ad assumere una posizione sul tema. Politica nazionale e interessi locali si frappongono, mentre in un clima pre-elettorale soffiano da parti opposte le diverse correnti dello stesso partito. In questo tourbillon spifferi autorevoli raccontano di uno scontro tra il segretario regionale Gariglio ed Esposito con quest’ultimo a ribadire la necessità che “la politica non s’interessi di autostrade e che il Pd non sia più associato agli interessi legati alle autostrade” come avvenne negli anni (non del tutto conclusi) in cui la componente più vicina a Piero Fassino era massicciamente presente in Sitaf.  

Ogni tratta rappresenta un tassello di un mosaico che attraverso una complessa trattativa tra Regione Piemonte, Ministero delle Infrastrutture e Bruxelles si è ormai composto e prevede, nel 2030, l’affidamento attraverso un’unica gara di quasi tutto il sistema autostradale piemontese. All’interno dell’accordo è stata inserita una proroga di quattro anni a Satap (gruppo Gavio) sulla Torino-Milano che anziché scadere nel 2026 andrà fino al 2030. In cambio verrà completata l’Asti-Cuneo. Intanto un’unica gara affiderà la Torino-Ivrea e la Torino-Piacenza, anche in questo caso fino al 2030, anno in cui il governo dovrà fare una gara unica per 4 concessioni, cioè per la tangenziale di Torino, l’Asti-Cuneo e le autostrade che da Torino portano a Milano e Piacenza. “Trovo incredibile che il Pd in Città Metropolitana abbia votato un documento che contraddice la nostra linea sul tema delle gare e dell’accorpamento delle concessioni che oggi ci consente il completamento dell’Asti-Cuneo, tra i primi impegni di Sergio Chiamparino” attacca Esposito. Il tutto “con la gara in fase di iscrizione per salvare una società in cui l’ente pubblico è socio di minoranza che dura da cinquant’anni grazie a proroghe illegali”. A dirla tutta il documento è stato promosso da Movimento 5 stelle e centrodestra, ma poi in parte modificato e sottoscritto anche dal Pd.

Il timore è che con l’accorpamento delle concessioni di Torino-Piacenza e Torino-Ivrea il gruppo Gavio decida di partecipare alla super gara con Satap, società che controlla, piuttosto che con Ativa, in cui ha il 40 per cento così come il gruppo Mattioda con cui i rapporti si sono sfilacciati (il restante 20 ce l’ha, come detto, la Città Metropolitana). Così Ativa perderà la sua ragion d’essere e verrà liquidata. “Perderemo 5 milioni che oggi investiamo negli interventi di manutenzione stradale” è la posizione di Avetta e Barrea, sostenuta anche da Gariglio e Giancarlo Quagliotti. “C’è una legge che va rispettata, la politica non si deve occupare di autostrade” è la replica di Esposito, che su questa linea può contare sul sostegno di Chiamparino.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:48 Sabato 30 Dicembre 2017 voltaire SENATUR

    l'Senatur padre del codice appalti? ma mi Facci il piacere monsu' Babando! Codice Asfalti! (par piasi' / of course!)

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