POLITICA & CULTURA

Appendino, promessa mantenuta: eliminate le code davanti ai musei

Centomila visitatori in meno per Palazzo Madama e la Galleria d'arte moderna di Torino. Confermano i dati dell'anno precedente solo l'Egizio e il Mauto. Così si avvera la profezia fatta in campagna elettorale dall'allora candidata sindaca

Nell’attesa che il 2018 porti via le code davanti alle mense dalla Caritas, l’anno appena concluso di certo ha ridotto, eccome, quelle davanti ai musei di Torino. Insomma, dopo quelle di Piero Fassino, ora, suo malgrado, si avverano anche le profezie di Chiara Appendino, che in campagna elettorale auspicava una città non più “divisa in due” tra chi attende il proprio turno per un pasto caldo e chi, invece, si mette in fila per ammirare le opere di gallerie ed esposizioni cittadine.

Diminuiscono i visitatori nei musei torinesi. Questo è il dato certo. E se c’è chi, per storia e blasone, regge l’urto di un anno in flessione, altri invece fanno registrare un crollo inaspettato. La Fondazione Torino Musei ha chiuso il 2017 con 616.960 visitatori, esattamente 200mila in meno rispetto all’anno scorso, quando furono 816.113, con una riduzione del 25 per cento. Il calo più significativo, in termini assoluti, è di Palazzo Madama, il sito tra i più prestigiosi e onusti di gloria, che passa dai 313.028 visitatori del 2016 ai 228.404 dell’anno passato. La Galleria d’arte moderna e contemporanea (Gam) si è attestata a 145.549 ospiti, quasi dimezzati rispetto ai 248.292 dell’anno precedente. Il Mao - Museo d’Arte Orientale - conclude il 2017 con 93.400 visitatori (furono 111.759 nel 2016) mentre il Borgo Medievale è l’unico che tiene, facendo segnare anzi una flebile inversione di tendenza, passando da 143.034 biglietti staccati nel 2016 ai 149.607 dei dodici mesi appena conclusi. Un punto di partenza non esaltante all’inizio di uno degli anni più complessi per la Fondazione presieduta da Maurizio Cibrario, dopo la cessione al Comune di Torino del Borgo del Valentino e gli esuberi dichiarati alla fine dello scorso anno per via del taglio di 1,3 milioni applicato dall’amministrazione cittadina al contributo per il suo funzionamento.

Se i musei cittadini arrancano, realtà come il Museo Egizio tengono botta confermando i flussi dell’anno precedente e toccando quota 850.465 visitatori. Il Museo Nazionale del Cinema chiude il 2017 con la cifra record di 720.657 visite, in aumento di circa il 5 per cento rispetto all’anno precedente. Dati stazionari anche per la Reggia di Venaria che come lo scorso anno supera il milione di presenze attestandosi a 1.039.177, così come il Museo dell’auto che dichiara 200mila visitatori nel 2017, 5mila in più rispetto al 2016.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:51 Martedì 02 Gennaio 2018 PELDICAROTA I GRILLINI SONO COERENTI

    In campagna elettorale avevano detto che il turismo è fuffa, e fuffa sia ....

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