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Gtt (quasi) fuori dal tunnel

L'ultimo incontro tra Regione e Comune di Torino è definito da entrambi “efficace e produttivo”. Corsa per reperire le risorse mancanti al piano industriale. Si allontana lo spettro del commissario

Una telefonata cordiale, ieri sera, tra Chiara Appendino e Sergio Chiamparino ha segnato la strada verso il salvataggio di Gtt. Questa mattina è toccato ai rispettivi uomini dei conti mettere a punto le questioni tecniche ma a quanto pare gli ostacoli più insidiosi sono superati. Nel faccia a faccia avvenuto nella sede della Regione Piemonte, Aldo Reschigna e Sergio Rolando hanno discusso per un’ora di tutti i dettagli relativi al piano industriale appena approvato dal consiglio di amministrazione e dei rispettivi impegni finanziari per coprire il fabbisogno di 131 milioni (con picco nel 2019 di 133,7 milioni). Piazza Castello conferma i 40 milioni derivanti dai fondi Fsc e i circa 25 milioni frutto della transazione tombale sui crediti vantati da Gtt nei confronti dell’Agenzia per la mobilità piemontese, risorse che tuttavia, insistono Chiamparino e Reschigna, non possono essere frutto di una trattativa politica ma di un’analisi tecnica dei dati. La restante parte dovrà mettercela il Comune.

C’è stato, però, un passo avanti rispetto ai giorni scorsi e lo ha compiuto proprio l’amministrazione pentastellata. Dopo un’attenta analisi del piano e degli strumenti finanziari necessari per la sua attuazione, la sindaca si sarebbe convinta della sostenibilità del programma e quindi ora sarebbe pronta a cercare in ogni modo i fondi necessari. Per questo il vis à vis tra i due assessori al bilancio è stato definito “costruttivo e soddisfacente” con la promessa di un nuovo incontro prima del 12 gennaio, data in cui è stata aggiornata l’assemblea dei soci, o meglio del socio unico, cioè Fct, la finanziaria del Comune.  

Secondo quanto riportato in una lettera degli advisor a Gtt, datata 11 dicembre, perché il piano stia in piedi la parte del fabbisogno scoperta viene garantita attraverso una serie di operazioni messe a punto dai diversi stakeholders. Il Comune metterà 17,4 milioni attraverso la posticipazione del canone concessorio dei parcheggi relativo al 2018 nel 2021. C’è, inoltre, un contributo statale di 25 milioni per l’acquisto di nuovi mezzi con un impatto sul fabbisogno di 13,1 milioni. Altri 10,7 milioni saranno garantiti in dieci anni dal piano di rientro varato da Palazzo Civico per far fronte alle rate scadute dei mutui contratti per l’acquisto delle carrozze della linea 4, mentre le banche dovrebbero mettere sul tavolo nuove linee di credito per 15 milioni di euro, con un impatto sul fabbisogno pari a 9 milioni. Nessun impatto sul piano industriale avrà invece lo stanziamento di 75 milioni, appena varato dal governo, utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di nuovi tram.

Mancano altri 25 milioni (probabilmente saranno un po’ di meno) che Appendino dovrà reperire attraverso un aumento di capitale o un prestito entro la fine di quest’anno per far fronte al picco del fabbisogno previsto nel 2019. Pare momentaneamente accantonata, invece, la possibilità – prospettata prima da Chiamparino in un incontro pubblico e poi anche dai revisori in una lettera del 2 gennaio – che la Regione entri nel capitale sociale dell’azienda: un’operazione politicamente insidiosa essendo piazza Castello un ente regolatore ed erogatore del finanziamento sul tpl, dunque in una posizione terza rispetto ai soggetti gestori.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    22:17 Sabato 06 Gennaio 2018 moschettiere Sarà

    Appendina sarà anche l'ultima con cerino in mano (a me comunque non pare) ma io ricordo agli impavidi (e iper-illusi) sostenitori a oltranza della banda degli incapaci, che quel cerino se l'è andato a cercare. Anzi, si è fatta votare promettendo di saper risolvere ogni problema che ben sapeva di ereditare! Dunque doppiamente incapace...

  2. avatar-4
    10:25 Venerdì 05 Gennaio 2018 fatti il disastro lo ha fatto il pd

    Appendino è solo l'ultima che si ritrova il cerino acceso in mano...e il pd lo sa bene.

  3. avatar-4
    17:01 Giovedì 04 Gennaio 2018 patty Dunque il PD e le Banche salvano Appendino dal disastro? Inciucio!

    I soldi arrivano dal Governo, dalla Regione, e dalle Banche... oltre che dai cittadini, di Torino e non, che in ultima analisi sono sempre quelli a pagare il conto.

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