POLITICA & GIUSTIZIA

Salone del Libro, indagati Fassino e assessore Parigi

L'accusa è di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Gli accertamenti riguardano l’affidamento nel 2015 della manifestazione a Gl Events e il valore del marchio nei bilanci. Entrambi si dichiarano "sereni"

Un avviso di garanzia è stato notificato dalla Procura all'ex sindaco di Torino Piero Fassino e all’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi. L’ambito è quello degli accertamenti sul Salone del Libro. L’assessore ha annunciato di essere stata raggiunta dal provvedimento in una nota dove esprime la propria “fiducia nell'operato della magistratura, a cui offrirà la massima collaborazione”. Entrambi sono indagati per turbativa d'asta e falso ideologico in atto pubblico, mentre la sola Parigi è indagata anche per concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. L’inchiesta è coordinata dal pm Gianfranco Colace. Gli accertamenti riguardano l’affidamento diretto, avvenuto nel 2015, della kermesse a Gl Events, la predisposizione del bando di gara per l'edizione seguente e l'approvazione del bilancio 2015 delle Fondazione per il libro .

Una indagine che ha già visto coinvolti, a vario titolo e con diverse responsabilità, Regis Faure, direttore generale del Lingotto Fiere; Roberto Fantino, direttore marketing della società e Valentino Macri, componente della commissione aggiudicatrice della Fondazione per il libro, che nel luglio del 2016 vennero arrestati, mentre Antonio Bruzzone, dirigente di Bologna Eventi, finì ai domiciliari. L’accusa contestata era di turbativa d’asta in relazione al bando triennale per l’assegnazione della gestione fieristica del Salone del Libro 2016, 2017 e 2018, indetto nel 2015 e vinto da Gl Events, proprietaria degli spazi del Lingotto dove si è svolto il Salone. Faure, Fantino e Macri avevano chiesto e ottenuto il patteggiamento di un anno.

Questi nuovi avvisi di garanzia sono riconducibili, invece, al filone dell'inchiesta sulla turbativa d’asta per  l'affidamento diretto dell'edizione 2015 a Gl Events e per il bando di gara fatto nel 2015 per l'edizione 2016 che vede tra gli indagati anche i manager di Gl Events Faure e Fantino, ma anche l’ex presidente della Fondazione Giovanna Milella. Il filone relativo al bilancio 2015 e ad alcune presunte falsità materiali, tra cui quelle legate al valore del marchio del Salone, vede Fassino e Parigi indagati per il ruolo svolto in quanto rappresentanti di Comune e Regione, soci della Fondazione per il libro.

Sempre oggi è stato recapitato un invito a comparire anche a Rolando Picchioni, ex presidente della kermesse libraria assistito dagli avvocati Giampaolo e Valentina Zancan. La procura vuole interrogarlo in merito a una serie di ipotesi di reato tra le quali figurano il peculato, la truffa ai danni del Comune e della Regione e una serie di falsi sui bilanci della Fondazione per il libro da lui presieduta fino all'11 giugno 2015. Per l'ipotesi di falso in bilancio la procura aveva inviato lo scorso giugno 13 avvisi di garanzia ai componenti dei vecchi consigli d'amministrazione della fondazione per l'ipotesi di falso ideologico in atto pubblico in merito al bilancio 2010, quello in cui compariva per la prima volta la nuova valutazione del marchio del Salone del libro, valutato 1,8 milioni di euro nel 2009. Nel frattempo Picchioni è stato condannato a due anni per calunnia ai danni di Stefano Buscaglia, vicenda che ha dato l'impulso alla procura per indagare sulla gestione della Fondazione del libro.

“Nel pomeriggio di oggi ho ricevuto dalla Procura della Repubblica un avviso di garanzia con riferimento alle indagini sul salone internazionale del libro – dichiara in una nota Fassino, che ha nominato come suo legale l'avvocato Carlo Federico Grosso -. Sono assolutamente sereno, avendo sempre operato nell'interesse della Città”.

Dello stesso tenore anche il comunicato inoltrato dalla Parigi (difesa dall'avvocato Fulvio Gianaria), nel rendere noto “di essere stata raggiunta da un avviso di garanzia in merito alle indagini sul Salone Internazionale del libro e per la nomina del direttore della Dmo Piemonte Marketing Scarl”, l'agenzia regionale del turismo, al cui vertice è stata designata Maria Elena Rossi. E poi conclude: “Esprimo la mia fiducia nell'operato della magistratura, cui offrirò la massima collaborazione”.

Questa nuova scossa tellurica non poteva che riverberarsi dal piano giudiziario a quello politico, dove se da una parte Sergio Chiamparino conferma la propria fiducia nei confronti della Parigi, l’opposizione di centrodestra, con il capogruppo di Forza Italia Gilberto Pichetto, chiede un “passo indietro” all’assessore alla Cultura “affinché possa affrontare serenamente quanto contestatole dalla magistratura”. La questione sarà affrontata domani mattina in Consiglio regionale quando “chiederemo a Chiamparino di riferire”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:09 Lunedì 08 Gennaio 2018 Paladino Sistema Torino

    Non vi stupite, il sistema Torino comprende anche queste cosucce..... Vedremo se la magistratura saprà o potrà andare fino in fondo....

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