SANITA'

Oftalmico, spezzatino alla Corte dei Conti

Esposto alla magistratura contabile contro lo smantellamento dell'ospedale oculistico di Torino. Accuse bipartisan a Pd e M5s. Rosso (Direzione Italia): "Investiti 12 milioni di soldi pubblici per una struttura che verrà chiusa" - DOCUMENTO

Non solo un errore politico, secondo il centrodestra la chiusura dell’ospedale Oftalmico di Torino, può rappresentare anche un danno erariale. Per questo Roberto Rosso, referente subalpino della fittiana Direzione Italia di cui è capogruppo in Consiglio comunale, ha presentato alla fine dello scorso anno un esposto alla Corte dei Conti contro la Regione Piemonte. “Dal 1997 al 2015 – dice Rosso – sono stati investiti in quella struttura 12,4 milioni di euro di cui 7,7 milioni per le attrezzature, i macchinari e la ricerca e 4,7 per l’ottimizzazione e l’adeguamento della struttura alle normative” che a seguito dello smantellamento non possono essere ammortizzate. A dare attuazione a un’ipotesi già contenuta nelle direttive del centrodestra, quando il governatore era Roberto Cota, la dgr 1-600 del 2014 in cui la giunta di Sergio Chiamparino approva la riorganizzazione della rete ospedaliera. Un provvedimento contro il quale si era schierata anche Chiara Appendino in campagna elettorale, vincolando le varianti urbanistiche necessarie alla realizzazione del Parco della Salute al mantenimento dell’ospedale monospecialistico: “I grillini, invece, hanno dato il via libera al piano urbanistico senza ottenere dalla Regione alcuna inversione di marcia sullo smantellamento dell’Oftalmico” denuncia Rosso.

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Un’operazione, dunque, che secondo il centrodestra ha come responsabili il centrosinistra regionale in primis con il beneplacito della giunta pentastellata del Comune di Torino. Mentre Cota, nel piano socio-sanitario 2012/2015 “prevedeva il trasferimento dell’Oftalmico nella nuova Città della Salute”. La giunta di centrosinistra, invece, “in contrasto con quanto stabilito” in quel provvedimento “ha programmato una riorganizzazione della rete ospedaliera che, per quanto concerne l’oculistica, prevede di ridurre drasticamente la struttura passando dagli attuali 9mila metri quadrati, nel sito di via Juvarra, ai previsti due repartini di circa 500 metri quatrati ciascuno all’interno di Molinette e San Giovanni Bosco” si legge nell’esposto. Due “bugigattoli” come li definisce Rosso. Così si cucina quello “spezzatino” indigesto contro cui si sono schierati da tempo medici e un pezzo di politica, con conseguente “riduzione del servizio disponibile per il cittadino”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    01:31 Martedì 09 Gennaio 2018 tandem Era ora!

    Ma quanto tempo ci voleva ancora per accorgersi che una riforma malfatta costa di più di lasciare tutto com'è. ......

  2. avatar-4
    19:35 Lunedì 08 Gennaio 2018 Paladino E' la strada giusta

    E' ora che finalmente la magistratura contabile indaghi sugli sprechi dell mala gestione della sanità di Torino. Un Saitta incompetente, un Moirano fuggito a far danni altrove e un Botti inesistente, con alla fine della catena un decisionista casuale come Alberti che agisce e ubbidisce senza pensare. Lo "spezzatino" è logico che costi di più che proseguire a far funzionare la vecchia struttura fino al completamente della città della salute. Prova ne è che all' Amedeo di Savoia per fortuna nulla muove... Alberti vanta come risparmio la chiusura degli uffici in affitto di via Botticelli, ma quanto costano gli spostamenti e ristrutturazioni in via san Secondo e al Valdese, dove peraltro si è aperta una "cosa" spacciata per "casa della Salute". Perchè si pagano spese per uffici vuoti da anni al "Pier della Francesca" in corso Svizzera. E perchè l'Einaudi cade a pezzi? Lo spazio non è sufficiente per elencare tutti i filoni di indagine possibile per la Corte dei Conti, L'unione di due aziende in deficit crea solo buchi più grandi... ASLTO2 docet che con l' accorpamento di ASL 3 e 4 generò il più grande deficit sanitario del Piemonte.

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