GRANDI EVENTI

Vertice olimpico da Appendino

Missione di Arcidiacono (Agenzia Torino 2006) per sondare la volontà della sindaca a firmare la candidatura per i giochi invernali 2026. Sul tavolo il dossier low cost coordinato dalla Camera di Commercio. Ma la maggioranza M5s è in fibrillazione

Un vertice a due per testare il terreno, per capire non solo quale sia il punto di vista di Chiara Appendino, ma soprattutto il livello di autonomia decisionale della sindaca, rispetto ai dogmi dalla sua maggioranza grillina. La missione è affidata a Mimmo Arcidiacono, presidente dell’Agenzia Torino 2006: al centro dell’incontro, di questa mattina, c'è il dossier olimpico su cui da tempo lavorano sottotraccia una serie di stakeholder del capoluogo e delle sue valli, a partire dalla Camera di Commercio. Sebbene la velina del Comune circoscriva l'incontro alla sola ricognizione sullo stato dei lavori di riqualificazione degli impianti sportivi (in particolare il Palazzo del ghiaccio di corso Tazzoli, in cui sono impegnati fondi per 4,3 milioni) è stata la possibilità del bis olimpico il tema clou del colloquio.

Le Olimpiadi sono uno dei temi più divisivi all’interno della maggioranza pentastellata. In gran segreto se ne occupò l’assessore allo Sport Roberto Finardi finché, in autunno, la notizia non è diventata pubblica e l’ala dura del gruppo grillino è insorta. Da quel momento è stato imposto il silenziatore, la palla è passata a Vincenzo Ilotte, numero uno della Camera di Commercio, che ha redatto un progetto low cost, con spese inferiori al miliardo, rispetto all’1,8 miliardi investiti nel 2006, in stretto contatto con imprenditori interessati (leggi Marco Boglione, che tanti investimenti ha sostenuto nelle montagne olimpiche) e sindaci montani a partire da quello di Sestriere Valter Marin, presidente della Fondazione XX Marzo, e Maurizio Beria, primo cittadino di Sauze di Cesana. A nome di tutti loro Arcidiacono, che già coordinò la realizzazione degli impianti per i Giochi del 2006, ha parlato di fronte ad Appendino e al suo assessore Finardi.

L’obiettivo sono le Olimpiadi invernali del 2026 (su cui c'è anche l'interesse di Milano) vent’anni dopo l’evento che portò Torino nel mondo. Il primo ad aprire il dibattito nella pattuglia pentastellata è stato, lo scorso settembre, il consigliere Marco Chessa, grillino anomalo che in un post su facebook definì le Olimpiadi una “occasione da prendere seriamente in considerazione”, mentre i colleghi Damiano Carretto e Viviana Ferrero lanciavano strali contro la manifestazione simbolo dello spreco e origine dei debiti del Comune. In mezzo c’è la sindaca Appendino, sempre più ostaggio dell’ala ortodossa grillina che s’aspetta un atteggiamento identico a quello adottato da Virginia Raggi a Roma: un no senza se e senza ma. Il tempo per prendere tempo sta scadendo: entro marzo la sindaca deve prendere una decisione. Senza la firma di Appendino le Olimpiadi resteranno una suggestione. 

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento