SANITA'

Mobilità passiva, un salasso

Continua l'esodo dei pazienti piemontesi verso strutture fuori regione. Opposizioni all'attacco: "Nel bilancio 2018 la giunta Chiamparino prevede un saldo negativo di 96 milioni". Ma l'assessore Saitta contesta quei dati: "Inverosimili"

Non è un buon inizio d’anno per la sanità piemontese, se si guarda alla previsionedi spesa per la mobilità passiva. Dal bilancio preventivo per il triennio 2018-2020 esaminato oggi in IV commissione di Palazzo Lascaris, emerge un’uscita dalle casse per le cure che i piemontesi riceveranno al di fuori dei confini regionali pari a circa 298 milioni di euro. Decisamente minore l’introito stimato per la mobilità attiva, ovvero i servizi forniti in Piemonte a cittadini non residenti: 202 milioni. Un “disavanzo” di 96 milioni che testimonia come sia ancora troppo alta la migrazione verso strutture al di fuori del Piemonte, soprattutto lombarde. Un situazione che, seppur non sorprendente visti i precedenti e il trend già indicato nei bilanci trimestrali delle singole Asl, porta la minoranza con il consigliere sovranista Gian Luca Vignale a muovere accuse verso la giunta di Sergio Chiamparino: “Ciò che è maggiormente significativo è che il dato del 2018 corrisponde a quanto accaduto due anni prima, nel 2016: primo anno in cui la delibera “taglia Salute” dell’assessore Antonio Saitta e Chiamparino è entrata interamente in vigore. Insomma - sostiene Vignale - chiudere ospedali e reparti, ridurre le prestazioni sanitarie ha portato al risultato paradossale di peggiorare il diritto alla cura dei piemontesi senza risparmiare neppure un euro”.

Prendendo a spunto i numeri del bilancio previsionale, l’esponente dell’opposizione di centrodestra osserva come “tutto ciò, se ancora ve ne fosse bisogno, attesta il chiaro fallimento della riorganizzazione della rete ospedaliera, contenuta nella Dgr 1-600, che anche negli anni 2019 e 2020 prevederà una mobilità passiva per oltre 80 milioni di euro”. La polemica non si ferma qui. “A fronte di un bilancio pressoché invariato rispetto al 2017 che non testimonia alcuna volontà di potenziare i servizi sanitari ospedalieri, ambulatoriali e domiciliari” secondo Vignale emergono due dati significativi: “L’impossibilità per mancanza di risorse aggiuntive di rinnovare il contratto agli oltre 50mila dipendenti del settore della sanità. Non avendo previsto la finanziaria dello Stato neppure un euro sarà impossibile rinnovare i contratti. Mi domando, conclude Vignale, come sia giustificabile il silenzio dell’assessore Saitta come capofila degli assessori alla Sanità di tutte le regioni. Sono certo che dopo il 4 marzo, qualora non vi sarà più un governo amico, diventerà il paladino delle regioni contro il governo nazionale”. Ma è ancora sulla mobilità passiva che il consigliere fa leva per rimarcare gli errori compiuti, a suo dire, dall’attuale maggioranza con il varo della delibera per la riorganizzazione della rete ospedaliera: “non appena fu votata dalla giunta, evidenziammo alcune dirette conseguenze: dall’aumento delle liste d’attesa alle barelle nei Pronto soccorso fino alla stessa mobilità passiva. Ciò che è puntualmente accaduto”.

Dati contestati dall’assessore Saitta che a sua volta attacca Vignale: “I 96 milioni a cui fa riferimento il consigliere non sono il saldo della mobilità interregionale prevista per il 2018. La mobilità passiva stimata attualmente per il 2018 contiene, infatti, al suo interno anche i conguagli della mobilità passiva degli anni 2013 e 2014. Il consigliere, essendo stato anche assessore regionale, dovrebbe poi ben sapere che il dato di previsione del 2018 si riferisce alla produzione sanitaria del 2016 che non è stata ancora stimata, perché è in corso la verifica dei dati fra tutte le regioni interessate”. Il numero uno di corso Regina conclude: “La cifra non tiene ancora conto dell’accordo che si stipulerà presto tra le regioni per ridurre la mobilità passiva sulle prestazioni a bassa complessità, esattamente come già avvenuto lo scorso anno. Il presunto saldo a cui si fa riferimento è dunque del tutto inverosimile e non corrisponde al dato reale”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    23:07 Martedì 09 Gennaio 2018 tandem Per favore un Tapiro d'oro per Saitta

    Il conte Mascetti ha un rapporto difficile con i conti, Prima bisogna minacciarlo per sei mesi perché li tiri fuori, poi quando finalmente escono lui ne dà delle interpretazioni incredibili contrarie ad ogni logica. Una faccia di bronzo incredibile......

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